lunedì 22 marzo 2010

Ancora W.Szymborska proposta da Luisa Colnaghi

INNAMORATI

Ce un tale silenzio che udiamo
la canzone cantata ieri:
Tu andrai per il monte, e io per la valle...
Udiamo - ma non ci crediamo.

Nel nostro sorriso non c'è pena,
e la bontà non è rinuncia.
E, più di quanto non meriti,
commiseriamo chi non ama.

Così stupiti di noi stessi,
cos'altro ci può mai stupire?
Né arcobaleno la notte.
Né farfalla sulla neve.

Ma addormentandoci
in sogno vediamo l'addio.
Però è un buon sogno,
però è un buon sogno,
perché c'è il risveglio.


Da DOMANDE POSTE A ME STESSA (1954) di W.Szymborska

1 commento:

  1. Commento "per procura"

    Giuseppina Broccoli:

    Attimo, risveglio, il trattino (-) che indica la pausa, lo stupore ingenuo, il silenzio, l’impermanenza. Non so se è una forzatura, ma trovo degli elementi che richiamano la semplicità dell’haiku e dello zen. Mi viene da dire: o Szymborska

    ha preso il premio Nobel perché ha avuto la gran fortuna di essere polacca come il papa negli anni in cui bisognava dare attenzione alla Polonia, oppure è semplicemente una grande che può competere alla grande anche con l’Oriente.

    “i versi procedono abbastanza noiosi senza nessuna impennata o originalità particolare” dice Mario. Ma il bello è proprio questo. . ..Szymborska è piatta, semplice, genuina. Non sta tanto lì a cincischiare e fare la complicata. Alcune poesie sono più scontate e quindi sembrano piene di banalità, ma dicono molto. In questa poesia compatisce chi non ama non perché è una presuntuosa, ma perché è nel risveglio, ha capito la vita.

    Un saluto a tutti.

    Giuseppina

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