sabato 13 marzo 2010

“LA SALUTE GENTILE SCENDE SU ALI PIUMATE". Intervento di Giuseppe Beppe Provenzale

“La salute gentile scende su ali piumate”. Ripeto: “La salute gentile scende su ali piumate”.
E’ il verso di un’ode musicata da Haendel per il compleanno della regina Anna d’Inghilterra. Naturalmente oggi non ci sono più versi in questa forma, anche se ognuno s’aspetta che la poesia si declami reciti e s’alzi in voli pindarici come questo. Ma non ci sono più le occasioni celebrative di questo, quello o di un evento particolare. Oggi abbiamo gli sportelli delle poste e dell’esattoria, l’auto rigata, il parcheggio introvabile e la TV. Domanda. Si può fare poesia aldilà dei bigliettini dei Baci Perugina? Alcuni la fanno, ma come per la pittura contemporanea, è cotta e mangiata su tavole ristrette con strumenti sempre più esclusivi.
Poesia elegiaca, allegorica, moderna, post-moderna, post-postmoderna sono etichette e spesso vezzi di chi, pur non essendo poeta – a volte addirittura mangiatore di poeti – ama catalogare, promuovere e bocciare.
I poeti non-liberi stanno al gioco e scrivono solo per i critici, dimenticando l’umanità e ricordando il comandamento unico: se non si parla di te non sei nessuno.
Pensate se oggi Valeria Marini pubblicasse un volume di poesie… completate voi la frase.
Qualcuna delle poesie che avete sentito vi ha colpito? Qualcuna no, qualcuna non l’avete afferrata bene, qualche altra vi ha lasciato un piccolo ricordo breve.
Ora mi dichiaro presuntuoso, ripeto mi dichiaro presuntuoso, e vorrei insegnarvi come si fa poesia. Qui ora e a fine serata? E perché?
Perché debbo ringraziarvi del vostro paziente silenzio.
Dopo l’ufficio postale, l’esattoria, il parcheggio e il semaforo, una sequenza quotidiana che vale l’altra, in questa che descrivo immaginate d'essere fermi a uno dei semafori della nostra giornata. Nell’attesa potreste fare una cosa brevissima, facile senza fatica ed euro: guardare con occhi affettuosi qualsiasi cosa, un passante, un albero, la luce perché rossa del semaforo.
Ecco, con un semplice sguardo o con un gesto dai polpastrelli teneri, in questo momento realizzato, uscireste dal tempo stretto e relativo di tutti i giorni e vi aggancereste con il Tempo Assoluto.
Quello che resta alla fine e dopo la fine. 
Quello che migliora il presente, rassomiglia alla poesia e s’avvicina a quel “La salute gentile scende su ali piumate” che è poesia al pari del vostro sguardo o del vostro gesto. 
Non c’è più una regina ma ci siete voi.
Grazie dell’attenzione e dell’accoglienza.

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