domenica 21 marzo 2010

Marcella Corsi/ Balù

non amano essere toccati gli animali dell'aria
il loro corpo leggero non sopporta d’essere stretto
nemmeno di buone intenzioni, per amare le carezze
bisogna si siano convinti a lasciare per un poco il volo
fermarsi a terra accoccolarsi come fossero
coperti di pelo socchiudere gli occhi ritrarre le zampe

Balù è così
un gatto
che vola  

1 commento:

  1. Altro commento "per procura":

    Carissimi,
    La poesia-riflessione-sulla-poesia della Szymborska non mi ha dato nessuna emozione. E poi una che vuol parlare di "in effetti, ogni poesia" fa capire di avere in tasca una formula magica, una inconfutabile verità. Invece i versi procedono abbastanza noiosi senza nessuna impennata o originalità particolare.
    Quella proposta da Leonardo terzo, l'Orecchio del poeta, mi è piaciuta di più.
    Sul neonato blog di Moltinpoesia ho poi letto una poesia di Marcella Corsi sul suo gatto (che mi sembra riuscita ed originale: il gatto che vola). Essa mi ha fatto ricordare il passaggio della Szymborska su Pierino ed il gatto. Che ci fosse una predilezione del gruppo per la poetessa polacca l'avevo già capito. Che ci sia anche un particolare amore per i gatti?
    Fatemi sapere.
    Cari saluti a tutti.

    Mario Mastrangelo

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