venerdì 12 marzo 2010

Una poesia di Charles Bukowski proposta da Leonardo Terzo: Come un delfino

morire ha i suoi lati duri
non puoi sfuggire adesso.
il capo ha messo l'occhio su di me.
il suo occhio cattivo.
adesso me la passo proprio male.
in solitudine.
intrappolato.
non sono né il primo né l'ultimo.
ti sto solo dicendo com'è.
siedo nella mia stessa ombra adesso.
la faccia delle persone si offusca sempre più.
le vecchie canzoni suonano ancora.
con la mano sul mento sogno il
nulla mentre la mia infanzia perduta
salta come un delfino
nel mare ghiacciato.

Da Cena a sbafo, Parma, Guanda, 2009. Traduzione di Simona Viciani.

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