sabato 20 marzo 2010

Una poesia di Szymborska proposta da Luisa Colnaghi

IN EFFETTI,  OGNI  POESIA

In effetti ogni poesia
potrebbe intitolarsi “Attimo”.

Basta una frase
al presente,
al passato o al futuro:

basta che qualsiasi cosa
portata dalle parole
stormisca, risplenda,
voli nell'aria, guizzi nell'acqua,
o anche conservi
un'apparente immutabilità,
ma con una mutevole ombra;

basta che si parli
di qualcuno accanto a qualcuno
o di qualcuno accanto a qualcosa,

di Pierino che ha il gatto
o che non ce l'ha più;

o di altri Pierini
di gatti e non gatti
di altri sillabari
sfogliati dal vento;

basta che a portata di sguardo
l'autore metta montagne provvisorie
o valli caduche;

che in tal caso
accenni al cielo
solo in apparenza eterno e stabile;

che appaia sotto la mano che scrive
almeno un'unica cosa
chiamata cosa altrui;

che nero su bianco,
o almeno per supposizione
per una ragione importante o futile,
vengano messi punti interrogativi,
e in risposta -
i due puntini:




(Da  DUE PUNTI  (2005)  di W. Szymborska)

2 commenti:

  1. Riporto alcuni commenti supplendo alla pigrizia degli autori.

    Beppe Provenzale:
    Ma se.
    Ma se non fosse stata di un premio Nobel chi filerebbe questa poesia di prosa interrotta?
    O sbaglio io o ha sbagliato il Nobel.
    Naturalmente io... Ma quanto trovo banale ciò che di suo ho letto! Non capisco certi deliqui, entusiasmi e partecipazioni. Forse é come nei film di Bergman: l'apprezzi se hai i suoi (alti) problemi, altrimenti cambi canale.
    Comunque la Szymborska (accetto la grafia francese) e/o il suo traduttore avrebbero bisogno di migliori occorrenze linguistiche.
    Un abbraccio a tutti

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  2. Riporto alcuni commenti supplendo alla pigrizia delle autrici.

    Giovanna De Carli:

    Non sono d'accordo sul qualcuno con vicino qualcuno o qualcosa: banalità. Credo invece nella montagna di cartapesta, spuntata all'orizzonte per spinta poetica invece che tellurica. Nella poesia è obbligatorio lo straniamento, la sovversione delle regole fisiche ed emotive. Altrimenti è noiosa descrizione in belle parole della realtà. Perciò dissento anche da Pierino che aveva o non aveva un gatto; Meglio sarebbe un gatto che ha o non ha un Pierino.

    Marcella Corsi:

    questa poesia la sento ironica e leggermente enigmatica. mi parla di quello che l'autrice ritiene passi per poesia ma non di quello che lei sente come poesia.
    qualcosa di quello che Szymborska sente all'origine della poesia è nel discorso pronunciato quando le coneferirono il Nobel (1996). titolo: il poeta e il mondo. una sorta di piccolo elogio del dubbio... mi spiace non poterlo scannerizzare almeno in parte ma è nella raccolta Vista con granello di sabbia, pubblicata da Adelphi.
    un saluto

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