giovedì 21 ottobre 2010

APPUNTAMENTO
Presentazione di
DONNE SENI PETROSI
di Ennio

Libreria Odradek
Via Principe Eugenio 28

20155 Milano
tel. 02 314948
www.odradek.it
Venerdì 22 ottobre, alle ore 18
Paolo Giovannetti presenta Donne seni petrosi  
di Ennio Abate e ne discute con l'autore.

2 commenti:

  1. Si sbaglia chi, affidandosi troppo al titolo,Donne seni petrosi, ritiene di stare per leggere solo il resoconto in versi di un’esperienza,pur sofferta, con il mondo femminile.In realtà si ha a che fare con una testimonianza più ampia, di natura e di respiro religioso , kierkegaardiano.
    Ciò per almeno due buone ragioni.In primo luogo per il tema del “narratorio” che non è se non un tentativo di mostrare il travaglio della ricerca di un senso della vita, di un legame tra le innumerevoli esperienze tradotte nelle “immagini infrante” di cui si compone la raccolta .In secondo luogo perchè la modalità scelta per la trasmissione di tale ricerca è quello che per Kierkegaard si chiama “comunicazione d’esistenza”, una comunicazione che trasforma,una comunicazione indiretta che è l’unica in grado di parlare della verità.All’uopo anche Ennio Abate adotta alcune maschere,Robinson,il pastore errante di Leopardi ,Don Giovanni , le quali però non raggiungono l’autonomia espressiva attribuita loro dal grande filosofo danese,tanto che nel nostro caso l’io poetico si può considerare quasi indistinguibile dall’io biografico.
    Kierkegaard ritiene che vi siano tre stadi sul cammino della vita :l’estetico,l’etico,il religioso.
    L’etico appare superiore all’estetico in quanto caratterizzato dalla responsabilità della scelta ma anch’esso è destinato allo scacco, al naufragio,appunto.E qui veniamo,al naufrago a Robinson e a “Donne seni petrosi” che inserisce proprio sul confine tra lo stadio etico e quello religioso.L’autore nel nostro caso,non spicca il salto verso l’assurdo della fede.Rimane tra le rovine dello stadio etico.Dopo il doppio lutto della perdità della comunità dei compagni e della perdita dell’amore, rimane nel suo eterno Purgatorio ,e desolato, girovaga nella sua terra desolata.
    E questa sua condizione non può non richiamarci alla mente quella del Re pescatore, Amfortas, il re infermo in perenne attesa di qualcuno in grado di fargli riacquistare la perduta capacità fecondatrice ,la cui leggenda è tra le fonti ispiratrici del celeberrimo The Waste Land.(si veda la sezione “Un discendente del pastore errante e la madre”:Raccontarono:la nonna non volendo ti ferì...)Ma ad Eliot ci si può richiamare anche per il tema prescelto esplicitamente dall’autore quello del rapporto tra i sessi.E nell’autore affiora la consapevolezza di chi ha già sofferto in anticipo come in Tiresia le pene di entrambi i generi (Riepilogo di Robinson:”Non ero buona solo...).Consapevolezza e umana pietà che soli sembrano in grado di superare l’aspra ineludibile conflittualità tra i generi.”Pensarvi oggi è vano?Gli energici corpi di una volta,più che mai curati,saranno flosci e,come il mio,indeboliti...Ma sempre vi luciderò ,madamine d’oré con devoto,assiduo riguardo all’antico fulgore.”(sezione Riepilogo del Don Giovanni pezzente).

    Alberto Accorsi

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  2. Complimenti Ennio. Ora si va a prendere il libro.

    mayoor

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