mercoledì 11 maggio 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Armando Tagliavento
Tre poesie



            
 






Smog  (Milano)


Sorretto dal nero bastone
il vecchio gira col cane barbone
nel centro di lu
glio.
Le belle signore vanno alle ferie
chiuse in cartocci di latta.
Coperte allargate
sopra i balconi, geranI appassiti,
roselle tardive,
chi annaffia i fiori?
Forse verrà un bel temporale,
sì,di afa,però!
Il mare è tanto lontano!
Solo se i nugoli
vanno a impregnarsi nei puzzolenti
navigli; eppoi che cosa succede?
Ci piove sicuro la palta
disopra le tegole. Il sole padano
è coperto di smog, non si vede;
poche finestre s'allumano a notte.
Qualche bambina sbatte il polveroso
tappeto sul davanzale appassito.
Solo la bianca vecchietta
rimane a tenere pulito l'appartamento.
Ai piedi di quella villetta
c'è un lago d'ortensie arriccìate,
quel fascio di vinosi gladioli
coi calici vizzi non viene commosso
dal vento;
l'oleandro affumato,le margherite
e le rose,
tutto quanto ha colore di cemento.

La batta


Foglia mossa dal vento,
la vedo passare sopra la via,
sola.
Colla borsetta marrone
sfibbiata,
tutta scapiglia
e malandata,
col volto ceruleo
della nottata.
Sfigurata, cogli occhi
strabuzzi,le labbra secche
ha sbiadite
e le gambe a stecche.
Tiene molto alla dieta,
si vede!
Si crede di essere amata;
illusa ve
de il mio viso
solo, sotto il cielo d'ovatta.
L'arrota la nera mascina
la gatta
e cammina assieme ai vivi
senza benzina
la batta.

Maxicappotto


Sul mio banco di scuola sta il coltello
pieno di sangue.Mto fratello suona la radiolina
vu
ota e senza pile.
Il serramanico si trova allato del gesso
e il cesso è pieno di studenti crumiri
che
non hanno aderito allo sciopero.
Ho bevuto convulso una birra Forst.
Il coltello è chiuso e il buco che ha lasciato
nel mio
freddo stomaco è aperto.
Sul mio banco di scuola suona la radiolina
con le pile ed io muoio sputando la vita
priva di sole. Mi suonano le campane russe
dentro le orecchie.
Mi sono ucciso una buona volta, finalmente!
Anche il libro dell'Uomo che Ride e la
gomma
di plastica stanno sul banco di scuola.
Il plico di Mao è quel foglio triste che ho scritto
a mio fratello pazzo
che ha perduto la mamma sotto le bombe dell’ONU.
Sul mio banco di scuola siede una donna
vestita di nero col fascio in bocca e dei foglietti
vorrebbero andare nel ventre dei suoi re
gistri.
La mia radiolina ora suona con le pile.
E chi fu quell'ingrato che ha messo
la zuppa di funghi velenosi nella mia radiolina?
Sul mio banco di scuola sta il coltello
pieno di sangue.
La donna fascista nera è morta,
mio fratello legge il foglio e muore.
Il coltello non
è più lordo di sangue.
Il mio stomaco s'è chiuso alla fenditura.
Sono vivo! E l'amore?
Il mio banco di scuola è pulito,
la radiolina suona senza pile; mio fratello
legge il foglio morto; ecco,  meglio che m'uccida
Il coltello è nuovamente pieno di sangue.
Muoio!
addio Maxicappotto!


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