sabato 25 giugno 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Anonimo
Ode al nipotino Riccardo

 









Quelli in rima con Riccardo
sono antenati di riguardo.

Io che son quasi vegliardo
glieli allineo sul biliardo:

vedi il Prim Cuordileone:
beh, non era un sarchiapone.

Qui davanti arriva un dardo
l’ha lanciato il gran Baiardo.

Sotto vento c’è il Guiscardo
re furbastro mai codardo.
San Bernardo è a Chiaravalle
conta buoi frati e cavalle;

mentre il povero Abelardo
perde pace, amore e lardo.

Molti furon re importanti
Edoardi tonti o prestanti;

furon  bardi e longobardi
vil boiardi ed infingardi.

E saltiamo al giorno d’oggi
dove tutti son più mogi;

e non mancano i balordi
senza amici e al mondo sordi.

Qui troviamo uom-animali
incupiti e alquanto astrali.

Sopra il ram vediam zio tordo:
fischia sì, ma sbaglia accordo.

Donne  vip e economiste
spadroneggian sulle piste.

Vipere vispe e vespe balllerine
vanno a gara con signore sardine.

Lento e fiacco, in gran ritardo
ritroviam nonno ghepardo.

Suo cugin galletto sardo
spia padron gatton-lombardo

e quel  fiol d’un can San Bernardo
smercia scarpe da un miliardo.

Trasferiamci a Bereguardo
che è traghetto ed è traguardo.

E arriviam con qualche azzardo
da neonato nomato Riccardo.

Gli auguriam fiero lo sguardo
come quello di un leopardo;

che abbia cur  di sé e riguardo
anche del più spinoso cardo;

che dipinga come Leonardo;
sviolineggi come Accardo;

faccia salire popoli a bordo
sistemandoli pur a babordo;

non anneghi gli albanesi;
sprema i ricchi troppo obesi;

s’innamori alfin maliardo
e bisbigli: "d’amor ardo!"

a una bell’immigrata hard
la quale avvolta in un foulard

giri in tondo per il world
speaking ever a lui one word:

I love you, Richard, milord!


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