mercoledì 22 giugno 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Roberto Maggiani
Ad minus erronea in Fide

Il giorno 22 giugno 1633, dopo essere stato nelle carceri del Santo Uffizio, nella Sala capitolare del convento domenicano adiacente alla Chiesa di Santa Maria sopra Minerva (presso il Pantheon), viene letta in italiano, a un Galileo inginocchiato, la sentenza sottoscritta da sette inquisitori su dieci.
Sperando di fare cosa gradita, nell'anniversario di tale evento, propongo qui, al riguardo, un mio testo poetico:

Ad minus erronea in Fide.
Così era considerato in teologia il pensiero
che la Terra non fosse centro del mondo, né immobile.

Questione di fede e potere
se furono attuate censure e pene
nel nome di Nostro Signore
e di sua Madre la Vergine Maria:
E acciocché questo tuo grave e pernicioso errore…
… non resti del tutto impunito…
Ordiniamo che per pubblico editto sia proibito il libro
de’ Dialoghi di Galileo Galilei...
E così diciamo, pronunziamo, sentenziamo, dichiariamo,
ordiniamo e reservamo in questo
e in ogni altro meglior modo e forma
che di ragione potemo e dovemo.[1]


2

Ma la condanna permise
di mostrare carità
e con l’approvazione del Papa
l’accolsero cieco
in casa del cardinal Piccolomini.

La fede, forma espansa della ragione.
Ad minus erronea in Fide:
inesatta fede fu la vostra.
In questo tempo sottile
di nuova scienza chi ci punirà?




[1] Parte del testo della sentenza del processo a Galileo Galilei, 22 giugno 1633.
Leggi la sentenza e l'abiura: http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=359&Tabella=Articolo

* Dal sito www.larecherche.it

2 commenti:

  1. Ringrazio Ennio Abate e il blog del Laboratorio Moltinpoesia, per la gentilissima e gradita ospitalità.

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  2. Quanti punti irrisolti nel testo di Roberto!

    “la condanna permise di mostrare carità”. Ma fu “carità” (che non ha bisogno di mostrarsi) o perfidia?

    “La fede, forma espansa della ragione”?!?!?

    E come può la fede essere “inesatta”?

    “chi ci punirà?”

    Perché attendere, al di fuori della nostra coscienza, una qualche Autorità esterna che ci castighi? E chi punirebbe tali autorità fantoccio? E poi ad minus erronea, non dico la lode, ma almeno l’assoluzione, non è prevista?

    Paolo Ottaviani

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