lunedì 23 aprile 2012

Czesław Miłosz
Canzone sulla fine del mondo


Il giorno della fine del mondo
L’ape gira sul fiore del nasturzio,
il pescatore ripara la rete luccicante.
Nel mare saltano allegri delfini,
Giovani passeri si appoggiano alle grondaie
E il serpente ha la pelle dorata che ci si aspetta.

Il giorno della fine del mondo
Le donne vanno per i campi sotto l’ombrello,
L’ubriaco si addormenta sul ciglio dell’aiuola,
I fruttivendoli gridano in strada
E la barca dalla vela gialla si accosta all’isola,
Il suono del violino si prolunga nell’aria
E disserra la notte stellata.  E chi si aspettava folgori e lampi,
Rimane deluso.
E chi si aspettava segni e trombe di arcangeli,
Non crede che già stia avvenendo.
Finché il sole e la luna sono su in alto,
Finché il calabrone visita la rosa,
Finché nascono rosei bambini,
Nessuno crede che già stia avvenendo.

Solo un vecchietto canuto, che sarebbe un profeta,
Ma profeta non è, perché ha altro da fare,
Dice legando i pomodori:
Non ci sarà altra fine del mondo,
Non ci sarà altra fine del mondo.


* Il testo di Milosz è tratto dal sito L'OSPITE INGRATO, dove appare citato in un interessante saggio
di Giovanna Tomassucci, che si legge qui  

9 commenti:

  1. Un testo umanamente straordinario. la fine rimane nascosta nella più struggente della quotidianità. E quando ce ne accorgiamo? Siamo già andati oltre.
    Grazie.

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  2. Noi dentro le nostre cose , sacra umanità, verità tanto semplice da far pensare al capolavoro. Emy

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  3. ...le immagini sono bellissime e dicono la vita, ma ma é quello che non si dice, l'ombra terrificante e nascosta, a suscitare sgomento e paura...
    Si soffre si muore ma noi continuiamo indifferenti i gesti della quotidianità...c'é chi procura sofferenza e dolore e noi voltiamo la testa da un'altra parte e coltiviamo pomodori. Anche la natura e gli animali non arrestano il loro corso..E' saggio così oppure noi uomini siamo chiamati ad altro?
    Annamaria

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  4. A ANNAMARIA

    Noi donne e uomini siamo chiamati e basta, dobbiamo solo prestare attenzione a ciò che la vita ci propone anche alla cosa più piccola ed è molto difficile soprattutto oggi che si tende a seguire la legge del correre, del subito, del piacere a tutti i costi. Io coltivo pomodori (ed altro), la natura chiede pazienza e amore altrimenti muore dobbiamo aspettare che ce lo insegni un pomodoro? Forse sì . Tutto deve continuare, semplicemente perchè siamo chiamati a farlo, ma spesso troppo spesso non lo facciamo da qui la fine. Emy

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  5. A Emy

    ..vuoi dire che la fine del mondo é già intorno a noi ma noi dobbiamo continuare imperterriti il nostro cammino?
    Forse sì, ma io farei una distinzione: se sta nell'ordine naturale delle cose, allora va senz'altro accettata, come si fa con l'alternarsi della stagioni e il ritmo biologico della vita ma se la fine del mondo é decretata dalla crudeltà e dall'indifferenza degli uomoni e delle donne o di alcuni fra loro, allora si impone una domanda: a queste persone chi ne ha dato il diritto? Annamaria

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  6. A Annamaria

    Il diritto glielo ha dato la vita anche chi crede in Dio distrugge, è nel nostro modo di vivere questo atteggiamento, ci mettiamo al centro di ogni cosa , non ascoltiamo il dolore e neanche l'amore, per farlo dovremmo cambiare troppo della nostra vita che è così breve e prevarichiamo tutto pur di vivere in "santa" pace. Non dovremmo continuare imperterriti su questo cammino dovremmo guardarci indietro per accorgerci del male che abbiamo fatto ma non basta più il nostro sguardo non arriva a tanto. Davanti ci sono nuove strade pulite ma i nostri piedi ormai hanno imparato un solo passo. Continuo a coltivare l'orto per quel tempo e solo per quel tempo mi sento libera da condizionamenti e il giorno che passa dà vita ad una nuova vita rispettata nel suo esistere. Lascio che il gatto randagio dorma sotto le rose, che la rondine sporchi il terrazzo per fare il suo nido,ma poi uso l'auto per andare al Supermercato a trecento metri da casa (le borse pesano), accendo il riscaldamento anzichè mettermi un maglione più pesante (ne ho parecchi),sento di guerre e giro canale,ecc.ecc... . Tanto come dice Milosz "non ci sarà altra fine del mondo". Ti ho voluto dire questo, così tanto per non farmi apprezzare. Ciao Emilia

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  7. A Emy
    ...non hai raggiunto lo scopo,in quanto le mie considerazioni non volevano essere di natura moralistica, tra le persone indifferenti o che, piuttosto, difendono lo spazio della gioia nalla vita metto anche me stessa...perciò anch'io non sono molto apprezzabile perchè il compromesso mi appartiene, non mi confondo con Francesco da Assisi...Il mio commento si riferiva invece al significato della poesia: per quanto posso aver capito, il poeta polacco l'ha scritta dopo aver assistito agli orrori delle stragi nei ghetti e durante la guerra e si interroga su come il mondo "finito" continui ad esistere...O ho capito male? Ciao
    Annamaria

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  8. A Annamaria
    Hai capito benissimo, il grande valore di questo testo sta, secondo me , nel descrivere la semplice quotidianità che non ti fa pensare poter superare e continuare l'esistenza ed è davvero cosi come lo è sempre stato e sarà per ogni fine del mondo. Non ci confondiamo con Francesco D'assisi, ma potremmo pensare di imitarlo almeno in alcuni momenti della vita. Non mi piacciono gli eroi e neanche i martiri ma gli altruisti , i generosi sì, molto. E' bello parlare con te grazie.Emy

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  9. E' un piacere reciproco...purtroppo conosco te e quasi tutti gli altri di Moltinpoesia solo attraverso la lettura degli scritti (..e anche qui sono molto discontinua) poichè in questo periodo per motivi personali non partecipo alle vostre iniziative presso la Palazzina...Ma prima o poi...Ciao
    Annamaria

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