mercoledì 19 settembre 2012

Lucio Mayoor Tosi
Dopo aver letto
della "Polis che non c'é".
Inediti.



Arrotolate sigarette
nel primo quarto di luna

luci saettano
sul deserto nero della city

solitarie stelle e altissime rotte

tratteggiano confini                
sulle campionature musicali

filtrate canzoni
danzate pose (rituali)

ombre ragazze
e ragazzi sul marciapiede

di una generazione
abbandonata nei luoghi

(loro templi)
come dentro trincee.

Su bocche chiuse
sorridendo

la notte respira.

.

Coloro che non sanno
e non sono

hanno  nella testa
il giudizio universale

della stampa che tratteggia
i confini del tutto

dagli alti palazzi
della notte di vetro.

Sovrapposte città
inconciliabili acuti.

Tra deserto e intelligenza
scorre (sacro)

il fiume lento
del cambiamento. 

.

Voci amiche ripercorrono
la strada smarrita

come fosse la sola nel tempo
di chi rispecchiandosi nella storia

convince se stesso
al proprio giudizio universale.

Il confine dei versi è tratteggiato
nel cielo (dei morti)

Ragazzi e ragazze insieme
descrivono (saettando)

solitarie stelle. 

Filtrate campionature musicali
fioriscono

da canzoni sussurrate
senza tregua nel cambiamento.

Nulla che risorga
nulla che sia morto per davvero.


.




Ho scritto queste poesie dopo aver letto le Nove poesie di Ennio Abate, tratte da "La polis che non c'é" che sono apparse di recente su questo blog. Mi ero ripromesso di tentare i toni dell'elegia, a modo mio, confidando su un linguaggio senza echi risorgimentali ( era nelle obiezioni che avevo espresso confusamente ad Ennio commentando le sue poesie… "della sconfitta", dell' "oltre le rovine della battaglia", come le ha invece ben definite In soffitta).
Ho scelto la forma discorsiva del frammento per ragioni opposte, in alternativa allo scorrimento rapido dello slash di Ennio: per interrompere e dare una diversa velocità alla lettura. Questo comporta che (quasi) ogni frammento dovrebbe poter bastare a se stesso.  Le ripetizioni, dove ci sono perché riscrivendo parecchie le ho perse, sono tutte volute. 

7 commenti:

  1. Mercedes ML 350 CDI anno 2011.
    Colore rosso. Non ancora finita di pagare
    vendo. Tel. mayoor

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  2. Rita S.

    Mayoor, tel. Mercedes. Dì "non ancora finita".
    Vendo anno rosso, colore 2011.
    Pagare 350 ML CDI.

    ???????

    *Questo comporta che (quasi) ogni frammento dovrebbe poter bastare a se stesso* (Mayoor).
    Sì, verissimo questo fatto di considerare ogni frammento come unità semantica in sè. Nello stesso tempo, come nei film, quello che è importante è il montaggio. L'arte del montaggio che, attraverso la selezione delle scene e l'enfasi messa su alcune e non su altre, andrà a dare un senso (o un non-senso) ad un discorso (o ad un non-discorso).
    Bye, bye.

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  3. Rita Simonitto
    Mayoor, tel. Mercedes. Dì :“non ancora finita.
    Vendo anno rosso, colore 2011.
    Pagare 350 ML CDI”.

    ?????

    *Questo comporta che (quasi) ogni frammento dovrebbe poter bastare a se stesso* (Mayoor).
    Sì, verissimo questo fatto di considerare ogni frammento come unità semantica in sè. Nello stesso tempo, come nei film, quello che è importante è il montaggio. L'arte del montaggio che, attraverso la selezione delle scene e l'enfasi messa su alcune e non su altre, andrà a dare un senso (o un non-senso) ad un discorso (o ad un non-discorso).
    Queste poesie fanno pensare a tanti Haiku messi insieme, flash di vita, riflessioni-flash sui flash di vita. Come correre sui pattini a rotelle in un corridoio di supermercato gettando lo sguardo ora qua ora là. Marche su marche, prezzi su prezzi, offerte su offerte. Questa è la vita. Questa è la vita?
    Bye, bye.

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    1. Rita, io scrivo come dipingo. Non posso fare diversamente, non credo all'immaginazione ( o alla speranza), ne' al progetto (ma non improvviso). Tutto accade in questo momento, anche il senso di quanto vado dicendo. Ho pronto un libro fatto di soli frammenti (che non piace tanto) e probabilmente ci metterò anche queste poesie. Quando scrivo con maggiore fluenza entro in un turbine di stra-ordinaria follia. Quando parlo della società so di parlare dell'assurdo. Penso che una intera civiltà stia crollando, e lo vedo proprio dal cedimento delle sue fondamenta, che sono le fasce più deboli, quelle che soccombono. E' il declino della ragione, non arrivo a dire il crollo, ma una civiltà cade quando il suo valore primario ( il denaro) non basta più.
      mayoor

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    2. Dai, ho capito. E ti ringrazio. Penserò a questa storia del montaggio e dell'enfasi (senso-non senso), ed è pertinente questo tuo riferimento all'Haiku perché l'insegnamento arriva da lì.

      Fammi entrare
      (altri frammenti)

      Fammi entrare
      non vietare anche tu

      è tutto qui il mondo
      tra le nostre gambe

      sotto di noi.

      Lasciamoci portare
      nell'universo

      come bimbi
      che stan per nascere.

      Soli come nessuno.

      .
      mayoor

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  4. A Mayoor con il solito stupore e ammirazione. Emy


    Basta sempre per tirare avanti
    quel briciolo di forza
    rimasta fra te e me
    davanti a tutti quelli che piangono.
    Stringi ancora così forte la mia mano
    il coraggio sfiora la nostra casa
    ma anche quella del vicino.
    Domani c'è da portare fuori il sacco della plastica
    martedì il secchio del vetro
    giovedì l'umido e il residuo
    venerdì lo scatolone della carta
    ho buttato quel giornale che dice che ci salveremo
    da che?

    Emy

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  5. "ho buttato quel giornale che dice che ci salveremo"
    probabilmente parlavano di loro stessi :)
    mayoor

    Ciao Emy
    bentornata

    RispondiElimina

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