giovedì 22 novembre 2012

SEGNALAZIONE


Biblioteca comunale di Milano e Milanocosa 
invitano a
PortaperNoi

26 novembre 2012 – ore 17,30

Palazzo Sormani – Sala del Grechetto, Via Francesco Sforza 7

Presentazione degli Atti del Convegno del 9 dicembre 2009
Il giardiniere contro il becchino - Memoria e (ri)scoperta di Antonio Porta

a cura di Adam Vaccaro Milanocosa Edizioni, Luglio 2012
Con contributi di: Francis Catalano, Gio Ferri, Gilberto Finzi, Niva Lorenzini,John Picchione, Maria Pia Quintavalla,  Stefano Salvi, Alessandro Broggi, Italo Testa, Gianni Turchetta, Adam Vaccaro, Patrizia Valduga, Giuliano Zosi E la partecipazione di: Rosemary Liedl Porta e Mario Bertasa che interverranno su Poesie in forma di cosa,  Edizioni del Foglio Clandestino, 2012 Info: Associazione Culturale Milanocosa – c/o Adam Vaccaro, Via Lambro 1 – 20090 Trezzano S/N T. +39 02 93889474; +39 347 7104584 – E-mail: info@milanocosa.it; adam.vaccaro@tiscali.it Ufficio Conservazione e Promozione Biblioteca Comunale Centrale – C.BiblioPromozione@comune.milano.it


Nota esplicativa

I testi e materiali raccolti da questi Atti sono la molteplice testimonianza di una presenza nella cultura italiana del ‘900 che ha inciso non poco, in particolare sui modi di intendere e fare poesia. Oggi prevale una poesia che si muove in un perimetro spesso chiuso, autoreferenziale ed epigonico. Spesso declinante solo mozioni affettive o, all’opposto, cerebrali. Antonio Porta è stato uno dei possibili esempi che hanno proposto, non solo con i propri versi, una azione di ricerca di rinnovamento del proprio linguaggio che riuscisse a coniugare complessità e transitività. Che quindi riuscisse ad agire nel corpo sociale, senza rinunciare né alla “sfida della comunicazione”, né ad abbassare il proprio ai linguaggi della comunicazione corrente.

Diceva che “la comunicazione non è un piroscafo di linea”, ma una azione tesa a mettere in comune, nella storia, non in un alveo astratto o libresco. Il linguaggio della poesia tende a farsi linguaggio totale e a inglobarne ogni altro, speculativo e dei sensi. Questo implica incessanti innesti e sperimentazioni tra forme diverse, segni e arti visive, musica ecc., di cui Porta e questo convegno hanno offerto esempi. 

Una poesia che quindi non vuole porsi né sopra né ante le cose del mondo, ma segno che cerca di dare corpo a una presenza in re, rivendicando la propria tensione specifica verso la totalità della vita, con umiltà ma anche con il rifiuto di qualunque declinazione parnassiana da chierici auto appagati: “i versi ci servono, noi non vogliamo servire i versi”, diceva, sintetizzando. Estrapolando, direi, poesia in azione, come sentire, capire e vedere criticamente il mondo.

Per tutto questo ho voluto fortemente il Convegno del 2009 e ora la raccolta dei suoi Atti.


Dalla “Nota del curatore”, Adam Vaccaro



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