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mercoledì 13 luglio 2011

MOLTINPOESIA:
SCRIVERE AL PRESENTE
Abdulah Sidran su Srebenica


Credono forse
davvero
che siamo vivi
noi che stiamo qui
e da questo luogo
parliamo così
come se davvero fossimo vivi
Davvero pensano che si chiami
salute
davvero pensano che si chiami
ragione
ciò che in noi è rimasto
della salute e della ragione di un
tempo?
Non vedono, non sentono forse
non sanno forse che noi,
quelli rimasti, siamo più morti di
tutti
i nostri morti, e che qui oggi, con
la loro voce,
la voce dei nostri morti, dalle loro
gole,
gridiamo e con il loro grido – noi
parliamo?


(da «Le lacrime delle madri
di Srebrenica», Adv edizioni, Lugano
traduzione di Nadira Sehovic )