Nel presentarla, avverto i moltinpoesia che si tratta di uno scritto teorico non di agevole lettura e che tocca una questione - l’ambivalenza del rapporto tra poesia (o cultura) e potere - che oggi sembra per pochi, mentre fino agli anni Settanta è stato in primo piano nel dibattito culturale italiano in tutta l’area della «poesia critica» (Pasolini, Fortini, Leonetti, Volponi, Majorino, ecc.), più o meno influenzata da Marx. Chi vuole può benissimo saltare.
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lunedì 26 dicembre 2011
Critica
Alessandro Ettore Cimò
La poesia, ahimè, non è morta!
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