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lunedì 18 ottobre 2010

DISCUSSIONE
BRACCIO DI FERRO TRA IO E NOI
IN MOLTINPOESIA
Intervento 1: Luciano Roghi

Sarebbe sempre preferibile il noi rispetto all'io. Il noi dà la possibilità di condividere quanto ognuno è in grado di esprimere.
Credo che il poeta, nonostante sia un solitario, scriva impressioni che per estrarre e portare in superficie, debba necessariamente ricorrere all'attenzione, alla cura e al riguardo.
E' un processo laborioso e impegnativo. Il risultato finale è però quello di destinare agli altri (e naturalmente a se stessi), parole di grande utilità.
Leggendo le poesie del Blog è prevalente ancora l'io: comincio a percepire il noi quando un autore mostra un interesse per un altro artista (es. Luisa per la Szymborska) e ne diffonde, con convinzione,  il pensiero. E' in quei momenti che l'io si allontana per concentrarsi su qualcos'altro, che magari ci è affine, ma che ci impegna diversamente perchè l'attenzione non è più rivolta al sè.
Il noi è presente anche quando vi è l'immedesimazione in una situazione, quando si fa propria una condizione che non ci appartiene, ma che ci coinvolge al punto di iniziarne lo studio e approfondirne il senso.

Cari saluti.

Luciano

sabato 16 ottobre 2010

BRACCIO DI FERRO TRA IO E NOI

DISCUSSIONE
Il braccio di ferrto tra IO e NO



nel Laboratorio MOLTINPOESIA


Il blog ha ripreso ritmo. Ho messo il contatore delle visite e in poche settimane  dalle centinaia iniziali siamo  arrivati a 2271 (oggi 16 ottobre 2010 ore 9,30 circa). 
Soddisfatti? Sì.
E' un bene che il blog sia la vetrina dei vari io poetanti (con nome e cognome) presenti nel Laboratorio.
(Non di tutti in realtà e gli assenti sono invitati ad esporre anch’essi il loro io  al più presto per avere un quadro completo di come sia composto questo moltinpoesia).
E, invece, un difetto che il noi si faccia sentire poco.
Mi sbaglio?
Propongo una verifica:
tra tutti i post finora pubblicati (compresi quelli in archivio) quali secondo voi, mettono in primo piano il noi  o un io/noi?
Aspetto risposte e discussione
Un caro saluto
Ennio

lunedì 12 aprile 2010

Ennio Abate/ Letterina postpasquale ai Moltinpoesia

Che rilassato andamento schizofrenico!

Che tenui dialoghi tra sordi!

Che belle divagazioni

da un pensiero sapienziale

(“La follia non è una faccenda per soli psicanalisti,

ma contiene risorse di contenuti preziose per tutti”)

ai dubbi sul dire o non dire

IO in poesia,

ai ricordi di antiche pasque,

alla segnalazione di nuovi poeti!