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sabato 19 marzo 2011

DISCUSSIONE
"E questa è prosa o poesia?"
Su TEMPI MIGLIORI
di Luciano Roghi

Nella nostra mailing list Enzo Giarmoleo ha posto un problema: se uno mette in versi  (trascrive più o meno fedelmente) un articolo in prosa, fa poesia? Qui propongo un altro "esperimento": se uno afferra qualcosa di reale dell'altro e ha cognizione del suo dolore e lo scrive "bene", fa della prosa o della poesia?
Proviamo a parlarne a partire da questo pezzo di Luciano Roghi...[E.A.]


Mario  è nato e cresciuto nella stessa casa dove ha abitato sino a due giorni prima della morte.
Settantaquattro anni di  vita all’interno delle stesse mura, prima con  i genitori, e successivamente  con l’unico fratello, con il quale da anni non condivideva quasi nulla più . Troppe rabbie immotivate (rancori che nel tempo si erano trasformati in silenzio),  avevano  diviso  inesorabilmente i due.
Un buco alla gola era l’esito di un intervento che Mario aveva subìto molti anni prima a causa dell’insorgenza di una grave malattia. Come un proiettile che in un lampo gli aveva asportato la massa malata e con essa  le corde vocali, egli si era ritrovato  senza più voce.
Alcune vite, di per sé già silenziose, sembra necessitino per una strana beffa, di un ulteriore mutismo, quasi a  suggerire che il loro racconto oltre a non avere importanza,  non meriti  neppure di  compiersi.

giovedì 9 dicembre 2010

CONTRIBUTI
DUE POESIE di
Alberto Accorsi e Luciano Roghi

Sintonia e quasi laboratorio tra due poeti dei Moltinpoesia:

















I merli, quelli,
restano anche  d’inverno
Certo, alla prima gelata
uno si chiede: chi me lo fa  fare?
Ma poi dove andare?
dover ricominciare...
Uno s’adatta, saltella
cerca qualche cosa
Spera che torni  presto
la dolce primavera                                                                                                                (A.A)
Destarsi all'ombra dell' inverno...
Il letargo che imprime la vita assegna tempi immaturi.

Non si avvertono intorno i tepori giusti e sul risveglio incidono fame e sonno.
Non trovo bacche né fonti per nutrirmi.                                                                            (L.R.)