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domenica 7 agosto 2011

DISCUSSIONE
Paolo Pezzaglia
Statistica e poesia

La statistica e la poesia (un tema per le vacanze?)
Le due discipline sembrerebbe del tutto incompatibili. Che sia poi io, che in statistica fui giustamente bocciato, a proporre questo tema, è forse paradossale… ma ammetto di essere curioso di conoscere le vostre risposte sul vostro modo di fare poesia...
In statistica si devono fare – piaccia o non piaccia - delle caselle e le vostre risposte devono per forza rientrare almeno approssimativamente in qualche categoria. Con libertà di fare poi ogni distinguo: oltre alla A e alla B, c’è tutto l’alfabeto..

mercoledì 22 giugno 2011

LETTURA CONSIGLIATA
(Da Paolo Pezzaglia)
Canto

Procediamo
coi nostri carretti
carichi di ferraglia.
Grandi ruote
di legno scricchiolanti
sui cerchi di metallo.

Animale fatica,
senza vedere
dietro la curva.

Là c'è la guerra
carrettiere Arjuna,
e i tuoi alfieri...
solo falsi compagni di strada,
destinati alla sconfitta
e all'irrisione dei nemici?

Suonano essi
corni e mostruose conchiglie,
sembrano malvagi ed invincibili.

- Solo contrapposti per gioco -
Dice il beato nel suo canto(*).


(*) è il Canto del Beato (Baghavad Gita)

sabato 11 giugno 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Paolo Pezzaglia
Storiella



Una volta, anni fa ero in Arizona e visitando una ghost town avevo visto un poster con questa storiella.
L’ho ritrovata  in questi giorni e tradotta in italiano. A me pare istruttiva anche a proposito di letteratura…[P.P.]


Al ragazzo brillavano gli occhi,
disse voglio cercare l’oro.
 Bravo, datti da fare,
dissero quelli seduti
intorno al fuoco in cerchio
- a tutti brillavano gli occhi -.
Cominciò a dire il vecchio: attento!

venerdì 27 maggio 2011

CONTRIBUTI
Paolo Pezzaglia
"Partire"
Una poesia dedicata
a stanziali e giramondo

La bella “lezione” di Donato Salzarulo su Zanzotto dell’altra sera [24 maggio 2011] alla Palazzina Liberty a Milano mi ha fatto ripensare alla condizione di quelli che sono restati nel loro paese tutta la vita, lieti di starci, ma insieme agli altri, che di quel paese si sono sempre sentiti prigionieri. Vincolati dalle circostanze, avrebbero sempre voluto partire ma non ci sono riusciti.
A stanziali e giramondo (anche solo virtuali) dedico la mia poesia “Partire”.

domenica 16 gennaio 2011

SEGNALAZIONE
Il sito di poesia
di Paolo Pezzaglia

Cari amici,
sto "indicizzando" il mio blog: parla di poesia e, ovviamente, stenta ad uscir fuori...
VISITATELO... GRAZIE!
/http://www.paolopezzaglia.altervista.org/
vi ho pubblicato l'ultima mia stramberia neotolemaica...
qualcuno potrebbe trovarla interessante
ditemi cosa ne pensate... con un "post"... se avete tempo...vediamo se funziona
GRAZIE
  Paolo Pezzaglia



Vecchia terra stanca e pesante,
con miliardi di umani in inclinata
rotazione nell’etere incorporeo:
quale nome avevi all’inizio del tempo?

Girano nuove primavere, estati,
autunni; poi ci rinchiudono
lunghi, gelidi inverni.
Ad ogni equinozio i fiori
rinnovano la speranza,
e il sole dello splendido giugno
torna a riscaldare la pelle e
il sale della brezza marina
purifica il respiro!

Confido nel mistero del cielo,
confido nel benefico ciclo delle stagioni,
confido nel mare che rigenera la vita.

sabato 18 dicembre 2010

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Paolo Pezzaglia
Compatta spiaggia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Usiamo ancora
una ferma umiltà
contro l’arroganza.
 
Che cada su se stessa,
come l’onda
col suo tonfo
sulla compatta spiaggia.
 
(Ai ripetuti assalti
ci opponiamo
solo un poco cedendo).

sabato 13 novembre 2010

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Paolo Pezzaglia
Prese una bolla di vetro












Prese una bolla di vetro
e si predispose ad introdurre
nel buco quello che sapeva fare
non una nave ma una semplice poesia
si trattava di fare un esperimento
ci voleva un supporto
e pensò che la cosa migliore era
ancora una pagina di carta bianca
che fosse riciclata o meno non gli interessava
il mondo era fottuto quindi anche gli alberi
come gli uomini non gli interessava più di tanto
l’importante era mettere insieme delle parole
che stessero l’una al gioco dell’altra
in armonico contrasto
prese quindi il pezzo di carta che
gli era rimasto sul tavolo
il resto era finito nel cestino della carta straccia
(riserva  finita) prese una pinza sottile e lunga e
arrotolato il foglietto lo introdusse delicatamente
nel buco della bolla di vetro
era l’inizio era il foglio bianco di partenza
avrebbe potuto fermarsi lì e proporre una
poesia senza parole ma lui era stufo del
vano cazzeggiarsperimentale e disse fare
tutta questa fatica per prendere in giro gli altri
sono stanco in realtà era ormai sempre
stanco anche all’inizio di una nuova impresa tanto
valeva smettere subito oppure continuare e
così continuò con pazienza prese una parola che
diciamo era così “parola” poi ci vorrebbe un
aggettivo pensò perchè pensava all’antica
anche se forse  ecco “forse” sarebbe l’altra parola
stette zitto a lungo poteva bastare? il problema era
anche la coccoina c’era ancora? era diventato più
complicato  o forse semplificato ma come incollare
quella parola “parola” e poi quel “forse” che
la metteva in dubbio in modo che avessero
un senso sulla pagina bianca era
tutto così fragile e mobile la carta e le parole
da incollare gli tremava la mano e la pinzetta
vagava incerta doveva spingerla e cercare di
incollare ma non riusciva fu chiamato all’improvviso
così si distrasse e cadde la bolla che poi
forse era una bottiglia di vetro solo più panciuta che
si ruppe e il gioco era già finito
pensò avrebbe ritentato la prossima volta che
gli capitava una bottiglia vuota e qualche
parola da mettere insieme e fare una poesia.