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sabato 31 dicembre 2011

Marcella Corsi
L'anima, dirne in poesia


non che non si possa ma ora come ora (ruberie
giochi perversi fiscali evasioni furberie) mi ruberebbe
quasi l’anima un bell’ all'anima de' li mortacci tua
(e de' tu' nonno)
e seguitando

sarei disposta a vendere l’anima al diavolo per poche
parole nette dirette precise che cercano e offrono
che non si fanno scudo né per sé strumento
che in danno anzi di sé siano capaci di dire e pre-
sentire (all'anima
delle parole
potrebbe dire l’autore

dei troppi versi dove si mostrano animelle pietose
del tutto o quasi di sé prese che non riescono a bucare)