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venerdì 20 gennaio 2012

Luigi Cannillo
Sette poesie
da "Cielo Privato"


*
Anni di presunta gloria
lanciati in alto
come berretti in giubilo
quando le cene d'estate spalancavano
le porte generose al vicinato
e poi precipitarsi lustri al varietà
Spinti senza passato
a proseguire il secolo
tempo a cambiali per gli adulti
firmato testa bassa a cancellare
lividi di fatica e frenesie notturne
A noi risparmiavano il racconto
delle adunate le corse nei rifugi
perché le ferite e il cambio di uniformi
la storia accantonata per i grandi
Per me ai confini del silenzio
le gare il teatro in solitaria
eroi di carta e gli ostacoli davanti
Nessuno adesso si permetta
il lusso della nostalgia
bruciano i documenti fra le mani
senza mai consumarsi
Resta la storia il tempo che strattona
e i suoi schiaffi, la pelle
che ne brucia ancora
Questa la nostra corona
il campo di battaglia senza tregua

venerdì 30 dicembre 2011

Giorgio Linguaglossa
La grande casa
immersa tra gli aranci


G. Zannini

La grande casa immersa tra gli aranci.
U
n vento freddo la percorre a ritroso.
Nel cofanetto, i gioielli di mia madre, il bocchino d'avorio,
le lettere avvolte in un nastro azzurro, il quaderno viola dove è scritto
                                                                                           
[ il destino.
Sullo stipite del tempo, l'algida immortalità dell'angelo:
"Vivete in casa e la casa non crollerà."

martedì 13 settembre 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Rita Simonitto
Casa miseria




Luna allo spasimo alla finestra
tra listelle e vetri insudiciati,
ginocchia col sale che brucia alle giunture
per scale senza fine, estraneità percettiva
che porta a contare i passi dei gradini
e sale impudica la voglia, segnare i pianerottoli
di piscio come liberi gatti
eppur legati anch’essi a un territorio.

Casa miseria che non dai pace né pur la prendi
dalle pene di un mondo che invano arrota i denti
e invano tu mostri quaderni dove hai segnato
con cognomi e nomi i traditori
ma se nessuno ascolta
si impiglieranno le voci come refoli d’aria
su dai camini spento ogni fuoco. Oramai.


05.08.2011

mercoledì 17 novembre 2010

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Donato Salzarulo
La casa del respiro















«Ammetto di avere quasi una passione
per i ritocchi.»

 
I
Ho eseguito il concerto di una sinfonia
che non conoscevo.
Ho lavorato su uno spartito antico,
privo di pentagrammi,
con note ricavate dal respiro.
Tutto forse sarà chiaro alla fine.

giovedì 14 ottobre 2010

2 POESIE di Giuseppina Broccoli











Era la casa

Ragni e gechi
ora, nella casa
dove nacqui.
Non più convolvoli,
non più grappoli.
Tu piangi
le dinastie tra gelsi e nespoli.
Aspetti che io ritorni ancora.
Nella culla bruciano
le labbra mie che ti pronunciano.
Tu non hai nome
e ti consumi in palpiti di pena.
Non tremi della tua penombra,
incatenata tutt’uno con la materia
del mio canto.
Allunata,
assolata,
solitaria,
dissolvi le tue membra nel silenzio.
Ti ho posseduta con la mia presenza,
or remota,
or languida.
Mi fai paura,
tu odori del mio sangue passato.
Al portico i rovi,
gli olmi all’orto devastato.
Si rinnovi l’incanto dei campi di grano
nelle tue finestre,
tremino i cancelli nella tua barbarie.
Rovente occhio,
tu pulsi davanti al mio destino mentre
il cuore trema fra salici e pioppeti.

Borgo sul Garigliano

È un paese il mio paese
che quando torno
mi mancan le parole.
È un paese il mio paese
che quando torno
tutto è rimasto
come l’avevo lasciato.
È un paese il mio paese
che quando parto
mi tornan le parole.
È un paese il mio paese
che quando muori
non ti piange più nessuno.