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martedì 9 agosto 2011

CRITICA
Ennio Abate
Come si fa a fare
«la poesia onesta»,
se la critica proprio onesta non è?


Risposta a Manca la passione d'essere letti intervento di A. Berardinelli

(http://www.corriere.it/cultura/11_luglio_14/berardinelli-manca-passione-poesia_d7e03dd8-ae23-11e0-9787-0699da0a075e.shtml)


Un’amica del Laboratorio MOLTINPOESIA è rimasta sconcertata dal mio giudizio negativo che ho espressso in privato su quest’articolo del noto critico Alfonso  Berardinelli. Lei lo  trovava del tutto condivisibile. Liberissima.  Ora in pubblico cerco qui sotto di precisare le ragioni del mio giudizio negativo. Per andare subito all’osso e non menare il can per l’aia, lo faccio con un elenco stringato e forse pignolo di punti schematici. Il che presuppone, per un lettore serio, un confronto paziente fra i miei punti e questo articolo di Berardinelli. (Lascio da parte la mia opinione sul personaggio Berardinelli e la sua storia, che ho invece ampiamente trattato in questo saggio: Il critico è senza mestiere? Non resti «intruso», faccia il contrabbandiere! [E.A.]

giovedì 7 luglio 2011

CRITICA E POESIA
Marcella Corsi
su testi di Augusto Villa:
un esempio


Presentiamo anche sul blog - finora l'avevamo fatto solo all'interno della mailing list - un esempio incoraggiante e  ben riuscito di "critica dialogante" tra partecipanti al Laboratorio MOLTINPOESIA. Qui il ruolo  del critico è assunto senza la prosopopea e l 'arroganza che troppo spesso  si ritrova tra i critici "di professione" ma anche senza il diplomatismo  un po' ipocrita del "parere amicale". Va precisato che Marcella Corsi ha letto e riflettuto sui testi proposti al suo giudizio senza conoscere il nome dell'autore, che solo a lavoro compiuto è stato svelato.
[E.A.]


Marcella Corsi / breve commento al file con prima poesia dal titolo Mattino domenicale


Anche in questo caso premetto che non sono un critico letterario. Leggo i testi e li commento a partire dalla mia visione dello scrivere versi. Con il piacere di leggere e di riflettere sugli scritti, con l’intenzione di contribuire alla riflessione altrui, in primis dell’autore, qualora ritenga le mie osservazioni pertinenti e utili. E consapevole che esiste ampia possibilità di critica al critico.
E infatti importante che, a partire dalle letture altrui, l’autore inizi ad elaborare una sua lettura critica di quegli stessi testi, anche in contrasto con l’opinione del lettore di turno. Metta a fuoco cioè criteri e modi della sua scrittura, affini la sua capacità di sentire dove il testo va o non va (non risponde, salvo le deviazioni feconde, a quello che intendeva esprimere e/o a come intendeva farlo) e come può su di esso intervenire per migliorarne la resa…

domenica 20 marzo 2011

CONTRIBUTI
Enzo Giarmoleo
Ancora sull'incontro
del 15 marzo 2011.
Ancora su critici e poeti



E' bene tornare su certi argomenti per contrastare "l'usura da blog", cioè la veloce scomparsa di temi importanti trattati in un post. Ecco allora le "Considerazioni relative all’incontro del 15 marzo 2011 con il Prof. Paolo Giovanetti alla Casa della Poesia di Enzo Giarmoleo da aggiungere e confrontare con il resoconto da me fatto  (Clicca qui) . [E. A.]

Credo che la provocazione iniziale di Giovanetti abbia permesso di chiarire quale sia “lo stato delle cose “ cioè in quale stato versa oggi la condizione dei critici e dei poeti.
Personalmente nutro dubbi sulla neutralità della critica in generale. Ancora oggi si tende a camuffare l’ideologia con complesse teorizzazioni. Certo ideologia è parola obsoleta ma c’è sempre una “concezione del mondo” che crea ostacoli.
Se si escludono quelli che non si fecero contaminare dalle avanguardie e i cui eredi sono li a deputare ancor’oggi cosa è e cosa non è poesia, restano quelli che attuarono la prima vera cesura con la tradizione e gli eredi di questi. Mi sembra che sia i primi che la cosiddetta neoavanguardia forse troppo impegnata, nella costruzione di un potere editoriale accademico e culturale, non siano mai stati, per ragioni opposte, molto teneri con i poeti che non rispettavano certi canoni. 

giovedì 10 marzo 2011

SEGNALAZIONE
Laboratorio MOLTINPOESIA
15 marzo 2011 ore 18


La casa della Poesia

Milano

stagione 2010-11, ciclo moltinpoesia / martedì 15 marzo 2011 ore 18

 

Laboratorio MOLTINPOESIA.

 CRITICI E POETI: CANI E GATTI?

serata a cura di Ennio Abate
Critica e poesia possono allearsi o sono attività inconciliabili? Sarebbe meglio se il poeta facesse solo poesia e il critico facesse solo il critico? La critica è pericolosa per la poesia e la può “uccidere”? Discutiamone ancora … 
Introduzione di Paolo Giovannetti, professore di Letterartura italana alla Università IULM

venerdì 17 dicembre 2010

DISCUSSIONE
CRITICI E POETI: CANI E GATTI? Dopo l’incontro
del Laboratorio MOLTINPOESIA
su «La critica non ammazza
né la poesia né i poeti, anzi...».



Critica e poesia possono allearsi o sono attività inconciliabili? Sarebbe meglio se il poeta facesse solo poesia e il critico facesse solo il critico? La critica è pericolosa per la poesia e la può “uccidere”?
Fino agli anni Settanta del Novecento questioni del genere erano considerate secondarie. La figura del poeta-critico  non  appariva un ibrido quasi mostruoso e antiquato, come succede oggi. E Majorino  ancora nel suo recente Poesie e realtà 1945-2000 ha classificato tranquillamente Pasolini, Leonetti, Roversi, Volponi, Fortini, Pagliarani,  Noventa ed altri sotto la voce «Poesia Critica» (pag.112).
È oggi che il pregiudizio ostile a ogni tipo di critica regna dappertutto. I poeti-critici  sono delle mosche bianche. E la poesia che va a braccetto con  il sentimento, l’inconscio, il mistero, le passioni, il sogno, la Vita, la Fede viene ammirata. Ci si scandalizza – ah,  che liaisons dangéreuses! - solo se dei poeti vogliono mantenere o ristabilire rapporti  tra  poesia e intelligenza, ragione, scienze, riflessione (critica, insomma).
Il peso di questo pregiudizio culturale ha reso faticosa la nascita di un GRUPPO CRITICA nel nostro Laboratorio MOLTINPOESIA. Lo documentano numerose mail scambiate tra noi in questi anni. Ma ora esso è nato, ha prodotto dei risultati e di questi  abbiamo discusso nell’incontro del 14 dicembre alla Palazzina Liberty, intitolato con un pizzico di provocazione La critica non ammazza né la poesia né i poeti, anzi...
Ci è sembrato positivo questo primo esperimento:  alcuni di noi (in vesti di poeti) hanno accettato che altri di noi (in vesti di critici) valutassero alcuni loro testi proposti in un primo momento in forma anonima e solo dopo, a giudizi espressi, collegati ai rispettivi autori. Abbiamo perciò deciso di continuare il lavoro del GRUPPO CRITICA, scambiandoci magari  anche i ruoli: nei prossimi mesi saranno forse alcuni dei “giudicati” a “giudicare”. 
Il metodo della libera discussione da laboratorio ha permesso anche nell’incontro del 14 dicembre di mettere a fuoco gli aspetti positivi e quelli problematici di questo esperimento. Li riassumo qui  tenendo sia di quanto hanno detto i presenti sia delle mie riflessioni personali che vado facendo sul tema quale poesia oggi.