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venerdì 20 gennaio 2012

Luigi Cannillo
Sette poesie
da "Cielo Privato"


*
Anni di presunta gloria
lanciati in alto
come berretti in giubilo
quando le cene d'estate spalancavano
le porte generose al vicinato
e poi precipitarsi lustri al varietà
Spinti senza passato
a proseguire il secolo
tempo a cambiali per gli adulti
firmato testa bassa a cancellare
lividi di fatica e frenesie notturne
A noi risparmiavano il racconto
delle adunate le corse nei rifugi
perché le ferite e il cambio di uniformi
la storia accantonata per i grandi
Per me ai confini del silenzio
le gare il teatro in solitaria
eroi di carta e gli ostacoli davanti
Nessuno adesso si permetta
il lusso della nostalgia
bruciano i documenti fra le mani
senza mai consumarsi
Resta la storia il tempo che strattona
e i suoi schiaffi, la pelle
che ne brucia ancora
Questa la nostra corona
il campo di battaglia senza tregua

domenica 26 giugno 2011

SCRIVERE AL PRESENTE
Ennio Abate
poesia, guerra, poesia, guerra...



10 dic. ’04

 [Leggendo "Le monde diplomatique/il manifesto" novembre 2004]

dovrà pure un poeta occuparsi dei mercenari
che oggi in Irak fanno  gli assassinii chiamati «sporchi»
dovrà pur rivedersi adolescente dallo sguardo perso
di fronte alle illustrazioni di Giovanni Acuto
o del corroso marmo (bronzo?) del Gattamelata,
quando l’amore per l’arte e la bellezza
gli celavano su quanta morte e luttuosi eventi
poggiava la bella forma immobilizzata
del cavallo che avanza e del suo eretto condottiero

martedì 2 novembre 2010

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Emilia Banfi
Sconfitta


  











Affilai lance e pugnali
l'armatura mi avrebbe ben protetta
contro il nemico
andrò a combattere.
Mi trovai delusa
tra fratelli
con braccia aperte.
Il mio nemico
era il loro Dio
lasciai le lance , l'armatura
e piansi
intorno a me eran spariti
anche i miei soldati.

sabato 16 ottobre 2010

Eugenio Grandinetti
CHE BELLA PAROLA




Che bella parola “democrazia”
voglio gridarla in mezzo alla via,
voglio diffonderla in tutta la terra
anche a costo di fare la guerra.
Fare la guerra non è tanto male
se si persegue il grande ideale
di assicurare l’egemonia
ai finanzieri di casa mia.
La sola cosa che oggi ha importanza
è l’andamento della finanza
che non dovrebbe aver cedimenti
perchè i ricchi non si lamentino.
Che si lamenti la vile plebaglia
perchè si mandano alla battaglia
soltanto poveri e diseredati:
tanto per questo vengon pagati.---
Vengon pagati con pochi contanti
che però a loro paiono tanti.
Paiono tanti perchè col salario
si riesce a stento a sbarcare il lunario
ma chi delle armi esercita l’arte
mangia e mette qualcosa da parte.
Certo in guerra si può morire
e nessuno può aver da ridire
ma muore pure per qualche incidente
chi va a lavorare per poco o niente.
Quello che conta è che vada avanti
questo sistema di acquisto in contanti
d’uomini che vanno a lavorare
o vanno in guerra a farsi ammazzare.

martedì 12 ottobre 2010

DOPOGUERRA una poesia di Emilia Banfi


 
 
 
 
 
 
 
 
Ora
scende il buio sui sepolcri
dal sangue volano i rapaci
la neve fresca compie
l'ultimo lavacro.
 
Impronte di fango sul prato,
ancora un passo,
una carezza, un bacio
nel sole l'impazienza
della prima margherita.
 
La guerra non arriva alla radice.

venerdì 8 ottobre 2010

3 POESIE di Alberto Accorsi

















E’ Guerra.

Che ognuno giochi le proprie carte!

Motorizzazione
Polluzione
Globalizzazione

Aereoplanini
Barchette
Gelsomini