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sabato 13 marzo 2010

Leonardo Terzo: Coro dei Fantapoeti nel girone degli affamati (di fama). ( FEBBRAIO 2009)


Narcisi assatanati
Ci siamo prenotati
Un posto nel loggione
Del nostro fogliettone.
Sarà una bella mossa
Poeti alla riscossa.
Commossa gratitudine
Si dia alla moltitudine
Che ci ha catalogati
Timbrati ed ospitati.
Ci siamo mossi in coro
Per darci un bel decoro,
E questo basta e avanza
Sembra una gravidanza
Di forti tutti in fila
Siamo una bella pila
Pallidi come spettri
Non vogliam sembrar gretti.
Ma per giungere in cima
Con rima e senza rima
Ci siam precipitati
Affannati
E spietati
Eppur ben educati.
Ognuno ha avuto poco
Ma abbiamo dentro un fuoco
Che scardina le porte
Chissà... dopo la morte.
C’è chi spera da subito
Anche senza decubito
E ch’invoca il millennio
Fidando nel buon Ennio.
Santo, santo poeta!
Non è una bella meta?
Facciamo tenerezza?
C’è l’antica saggezza:
Est omnia munda mundis
Lo cunto de li cunti.


venerdì 12 marzo 2010

Paolo Pagani: Su moltitudine e poesia

1. Io riconosco, e rivendico, il diritto per tutti di scrivere. Ed anche quello di “diventare pubblici”, nel senso di far circolare il proprio lavoro e di provare ad essere letti/ascoltati, attraverso i molteplici canali - non necessariamente la stampa - per mezzo dei quali fare uscire il proprio lavoro dalla chiusura della propria intimità.

Luca Ferrieri: Meriti e demeriti della moltitudine poetante


Abbozzo in questo breve intervento alcune incidentali e accidentate riflessioni a margine delle note di Ennio Abate sulla “moltitudi-ne poetante”. Sarò necessariamente e volutamente schematico. Sarò un poco caleidoscopico. Nel merito il primo merito (da riconoscere a Ennio) è quello, secondo me, di aver fatto emergere e non più solo sotto l’aspetto della lamentazione e del fastidio, ma sotto quello della potenzialità, un fenomeno quale è quello, appunto, della “moltitudine poetante”, che mi pare di grande interesse per chiunque voglia scrivere e leggere poesia o anche solo vivere culturalmente il presente. Il bisogno di scrivere, e di scrivere poesia, va pensato e trattato come uno dei bisogni culturali emergenti.