Il saggio di Leonardo Terzo (CRITICA.Ridare funzione politica alla poesia: leggere attentamente le istruzioni) è d’alto livello teorico e merita, com’egli chiede, un commento non superficiale. Qui sotto espongo il mio. L’intento: dichiarare lealmente e spero senza forzature i punti (pochi) sui quali concordo con lui e quelli sui quali sono perplesso o in disaccordo. Sarò stato forse troppo analitico, ma la fretta oggi di moda è nemica dell’intelligenza e, per quel che posso, la rifiuto. Chi non ha tempo da perdere e vorrebbe ridotti a spot questi argomenti, passi ad altro.
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giovedì 3 febbraio 2011
CONTRIBUTI
Ennio Abate
Da quali nemici e falsi amici
si devono guardare i poeti (esodanti)
[ Seconda puntata]
venerdì 28 gennaio 2011
CONTRIBUTI
Ennio Abate
Da quali nemici e falsi amici
devono guardarsi i poeti (esodanti) [Prima puntata]
Il Laboratorio MOLTINPOESIA è stato percorso fin dai suoi inizi da spinte che potrei chiamare endogamiche ( la poesia è autonoma, occupiamoci di poesia e basta, qui si parla di poesia e basta) e da spinte eterogamiche (l’autonomia della poesia è relativa, la poesia non vive d’aria ma si nutre di quotidianità, storia, vita sociale). Guardandoci attorno i discorsi non sono diversi. Ci sono quelli che ritengono che la poesia possa avere rapporti più o meno intimi ma tra “simili” ( tra saperi simili) e, quindi,con le altre arti “sorelle” come pittura o oggi arti visive o a massimo con discipline “consolidate” come filosofia, teologia, psicanalisi (delle scienze nessuno parla o se ne parla a mezza bocca). Solo pochi “retrogradi” come me vengono accusati di volerla spingere tra le grinfie della politica o distoglierla da un rapporto che sembrerebbe monogamico ed obbligato con la bellezza (o Bellezza) e portarla a sporcarsi con le “cose brutte” o con gli orrori del mondo in guerra o in ebollizione.
Allora, evitando “scomuniche” o “etichettature”, e mantenendo il discorso sul piano del confronto tra opinioni e interpretazioni diverse, tento qui di approfondire il discorso. E lo farò in tre puntate: la prima per riepilogare e documentare come si è presentato nel Laboratorio MOLTINPOESIA il contrasto tra poesia e politica (in particolare); la seconda per analizzare l’articolo di LeonardoTerzo, Ridare funzione politica alla poesia: leggere attentamente le istruzioni per segnalare i punti d’accordo e quelli di disaccordo; la terza per precisare la mia posizione favorevole a una poesia che chiamerei (spiegherò perché) «esodante».
- Prima puntata: Promemoria: Siamo seri, qui nessuno vuole ridurre la poesia a politica immediata
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