Cos'è in gioco in questa nostra discussione?
Proviamo a pensarci e forse si chiarirà....
Ennio Abate
(Cfr. in questo blog anche COMMENTI
L'ape furibonda
omaggiata e punzecchiata)
@ Emilia Banfi
1. «La sofferenza dell'indigeno non produce poesia, essendo egli un indigeno ma
la potrebbe produrre in chi lo vede soffrire».
Per me non la produce mai. La poesia nasce quando la sofferenza dà tregua, non
grazie alla sofferenza. Smettiamola con questa visione della sofferenza che
produce.
(Cfr. in questo blog anche COMMENTI
L'ape furibonda
omaggiata e punzecchiata)
@ Emilia Banfi
1. «La sofferenza dell'indigeno non produce poesia, essendo egli un indigeno ma
la potrebbe produrre in chi lo vede soffrire».
Per me non la produce mai. La poesia nasce quando la sofferenza dà tregua, non
grazie alla sofferenza. Smettiamola con questa visione della sofferenza che
produce.
Fara Butera
Non mi trovo d'accordo con questa affermazione.
Credo che l'estro creativo possa colpirci in qualsiasi momento, anche mentre si
soffre. Perché asserire che esso debba sopraggiungere solo durante una tregua?
L'impeto di comunicare sentimenti, in parole o in pittura, o in altre forme
d'arte, delicato o chiassoso, dolente o appagato, arriva senza calcolo né
premeditazione. Inutile quindi rinchiuderlo in uno spazio emotivo, assurdo dare una
regola alla produzione.
Non mi trovo d'accordo con questa affermazione.
Credo che l'estro creativo possa colpirci in qualsiasi momento, anche mentre si
soffre. Perché asserire che esso debba sopraggiungere solo durante una tregua?
L'impeto di comunicare sentimenti, in parole o in pittura, o in altre forme
d'arte, delicato o chiassoso, dolente o appagato, arriva senza calcolo né
premeditazione. Inutile quindi rinchiuderlo in uno spazio emotivo, assurdo dare una
regola alla produzione.
