lunedì 4 maggio 2026
venerdì 1 maggio 2026
AHI, SERVA ITALIA....
di Ennio Abate
servi noi fummo
di "Franza o Spagna
purché se magna"
servi noi siamo
purché sui social
sbobba ci danno
* in merito alla notizia di "Trump [che] minaccia di ridurre le truppe americane anche in Italia" e alle reazioni di quanti dicono che "dovremmo allora avere il coraggio di rimandare al mittente le minacce di ritiro dell’esercito dal territorio italiano."
giovedì 30 aprile 2026
Comincio a leggerti
comincio a leggerti
caro Sohn- Rethel
e mi stai simpatico
con la tua idea fissa
ancorarsi al Capitale
e per quel tuo scrivere
montagne di fogli
esaminanti
ogni espressione
delle prime sessanta pagine
del lavoretto di Marx
lunedì 27 aprile 2026
A Franco T.
di Ennio Abate
Ci raccontiamo la forma delle pietre
In cui siamo inciampati
la loro resistenza ai mutamenti
sperati.
martedì 14 aprile 2026
mercoledì 8 aprile 2026
una donna, un tronco d’albero, un amico, le colline
appunti per poesie del 19 settembre 1963
di Ennio Abate
una
donna
ninna
nanna
segreta
che tien desto
ciò che
di vivo possiedi
ritmo di cuore qualunque
fino allo spasimo che penetrare l’immobilità delle cose
***
giovedì 2 aprile 2026
Cinque poesie
di Annamaria Locatelli
Il
vecchio divano
Dolce
sponda
che mi
accogli
sgusciata
in un
groviglio di umori,
i corpi
affastellati
nella
tua memoria
mendicanti
riposo e
pace
tregua
da battaglie impari
e
ricarica di speranze
smarrite!
Un lungo
universale
respiro
e il
fiore sgualcito
si
rianima
in
fragile equilibrio
Noi
mendicanti
Serve
altro?
Luce e
fuoco
Serve
altro?
I colori
e un pugno di terra...
E per il
via?
una
semplice nota, Maestro!
Ritorni
eppur
non ancora nata
alla
vita,
la meta
vedi lontana
anzi si
allontana,
come in
certi sogni ricorrenti
e sei
nuovamente gettata
nella
mischia.
Nascite
e rinascite
in
eterni incompiuti
rompicapi
e aneliti
la vita
La donna nei millenni
piegata dal giogo severo
della fatica,
schiava o mucca
nei campi assolati.
Il tempo riporta
alle origini,
spietato,
nel ruolo per cui nacqui:
‘O così vivi
O muori!’
Ma già anche la madre
e prima di lei la nonna...
Ribellarsi, giusto!,
ma poco ripaga
la frusta.
Se il tempo asseconda
libera infine sortire,
vecchia d’anni,
nelle celesti praterie
laddove precluse
furono
quelle umane
Contro la guerra
ma non vien garantito
Il diritto alla pace.
Così i potenti
scantonano
e tradiscono,
per potere e possesso,
il diritto stesso
alla vita.
Ugualmente
l’abiura alla pena
di morte
per legge affermata
è poi negata
su larga scala,
a innocenti di ogni età
è inflitta
la pena capitale
nella guerra imperiale!
Per non parlare
del furto di ogni bene,
salute istruzione arte
abitazione...
dignità e speranza!
Quanti diritti
La guerra calpesta!
sabato 28 marzo 2026
Nei nostri tempi morti
martedì 17 marzo 2026
Il vous faut de la séduction
di Ennio Abate
mentre su
letture mi puntello
chi più le
trova sublimi? -
con trepido
imbarazzo
annoto gli
altrui amorazzi
venerdì 13 marzo 2026
Una poesia del 1991 e la chiusura dello stretto di Ormuz
di Ennio Abate
Nel parco
nel parco questa è l'ora
degli uccelli
degli scalpiccii alle spalle
mal indagati
dello sguardo
velato di nebbia e malattia
nessuna ventata sfonda
nel parco questa ò l'ora dei corvi
impellenti e più rapaci
dei tonfi nell'oscuro deposito del mondo
questa bara ambulante di silenzi
e orrori
(22 settembre 1991 | da E. A., La polis che non c'è)
martedì 10 marzo 2026
Ricordando Gigi e Lidia
Sempre
tenemmo fermo lo sguardo
sul nero mantello di spaventevoli parole
che coprono le piaghe del mondo.
E sempre, pur feriti, lo scuotemmo.
((2011-2020
lunedì 9 marzo 2026
Nunzio Di Sarno
Eterna benedizione
Cosa porta chi se ne va
Cosa rimane a chi resta
Nella testa e nel cuore
O nel corpo che pure
Sussulta e pena
Costretti all’altalena
Tra “avrei fatto o detto”
E propositi di riparazione
Che la morte e la paura
Accendono per poco
A una coscienza flebile
Che poco dura
Santo è il pianto
Di chi ancora in vita
È riuscito a dare e a dire
E non lascia arenare
O andare a fondo
Il fuoco vivo e sacro
Di terrena trasmissione
Via Crucis
Croci che ci portiamo
Solo per farci vedere
Nel buio di costrizioni
Croci che vi portiamo
Per far quadrare conti
Che non torneranno
Croci nella carne viva
Che assorbe violazioni
E conserva il dolore
Croci di generazioni
Pregando che possa
Estinguersi ogni male
Croci da bruciare
Per illuminare le vie
Per le resurrezioni
* Nunzio Di Sarno è docente e psicologo. Ha pubblicato tre
raccolte di versi: Mu (Oédipus, 2020), Wu (Bertoni 2021) ed Ellenika (Eretica
2023). Suoi articoli e poesie sono presenti su diversi blog, siti e riviste. Mu
project è un progetto di poesia, video, musica e immagini, che porta avanti da
alcuni anni su siti e social.
sabato 7 marzo 2026
giovedì 5 marzo 2026
domenica 1 marzo 2026
Su "Contemplazione, distrazione” di Paolo Valesio
Paolo Valesio, “Contemplazione, distrazione”, (Bohumil
Edizioni), 2025
di Emma Pretti
Con questa sua ultima raccolta di poesie Paolo Valesio ci consegna un'opera di piena maturità che si sviluppa tra due cardini, include come cifra fondante la tensione tra due poli dell'esperienza moderna: da un lato la ricerca di senso e silenzio propria della contemplazione, dall'altro la dispersione della concentrazione tipica della vita contemporanea che crea continue contaminazioni, intersezioni, declassamento delle emozioni e del pensiero in caotici " regni intermedi" come li definisce appunto Valesio, all'insegna della rapidità, mediamente purgatoriali, universi da noi stessi creati pieni di specchi e distrazioni, fin troppo adiacenti e comunicanti tra loro, trasmettitori incessanti di nozioni, dati sensibili, informazioni esterne che spesso si accavallano e contraddicono, in una rete di notizie e rapporti che non creano un vero pensiero conoscitivo, ma paradossalmente solo superficialità, solitudine e isolamento.
giovedì 26 febbraio 2026
Doveva essere il 1943
di Ennio Abate
il medico di paese visitò
un bimbo magro facile ad ammalarsi
osservate i pagliaccetti
i palloni a fette colorate
sul bianco febbre del suo pigiama
e pensate
sul bianco freddo della neve
che fuori a dicembre di sicuro cadeva
sui soldati morenti
nessuno sapeva la
fine
il destino
martedì 24 febbraio 2026
lunedì 23 febbraio 2026
Tu si na malatia, Poesia!
o poesia, o poesia,/ perchè non rendi poi/ quel che
prometti allor? perchè di tanto/ inganni i figli tuoi?
venerdì 20 febbraio 2026
sabato 14 febbraio 2026
Quando un poeta muore, meglio tacer
di Ennio Abate
"La maggior parte dei morti tace.
Non dice più niente.
Ha - letteralmente - già detto tutto.
Per i poeti non è così.
I poeti continuano a parlare."
E come succede ‘sto miracolo?
I poeti, come tutti gli altri
se morti, tacciono.
E, a rigor di logica, sono sempre i vivi
che continuano a parlare
dei poeti o dei loro versi.
Ma anche degli altri morti.
E solo in sogno
solo se esce 48
"'O muorto [...] pparla".
giovedì 12 febbraio 2026
martedì 10 febbraio 2026
La poesia da lontano
Qualche ragionamento su Poesie e realtà 1945 - 2000
di Giancarlo Majorino
di Ennio
Abate
La struttura del libro è triadica, ma libera da preoccupazioni dialettiche. Nell'Apertura vengono accennate alcune idee di metodo. Nella corposa sezione centrale, Opere e vissuti - articolata a sua volta in tre zone cronologiche: L'evidenza della realtà, Il sogno critico e l'arrivo delle cose, L'epoca del gremito - gli autori e i testi vengono interpretati più da vicino. L'ultima parte procede ad una Chiusura, "falsa", tanto è affollata e problematica[1], ironica nel provvisorio commiato[2] e testarda nell'evocare l'altro, non metafisico ma tutto corporeo, della poesia[3].
domenica 8 febbraio 2026
DIALETTO - ITALIANO - INGLESE GLOBISCH
di Ennio Abate
Ci sono due vie per capire a che punto siamo: la storia del secolare dibattito sulla questione della lingua,[i] l’esperienza di alcune generazioni di figli delle classi subordinate che si sono acculturate nella scuola italiana del dopoguerra.
Entrambe confermano che:
1. la lingua non è uno strumento neutro, accessibile a tutti in egual misura con un po’ di studio e buona volontà, ma strumento di dominio politico delle classi dominanti, che fanno di tutto per impedire alle classi subordinate di usarlo come strumento di emancipazione e di indipendenza;
2. i tentativi di emancipazione - (alfabetizzazione delle masse promossa a partire dai movimenti socialisti dalla fine dell’Ottocento, acculturazione dei figli delle classi subordinate nella scuola di massa dell’Italia repubblicana) - sono stati frenati, deviati e alla fine bloccati.
Infatti, nel nostro Paese, il passaggio dalla lingua materna (dialetto) a quella nazionale, che sembrava progresso e conquista di libertà, ha portato man mano alla subordinazione, ormai accolta con rassegnazione,[ii] anche dell’italiano alla lingua dei dominatori statunitensi a cui il destino dell’Italia, con la fine del fascismo, è stato legato. E oggi ci aggiriamo confusamente tra il vicolo cieco della sottomissione all’inglese globish sottoposte al Mercato e il vicolo altrettanto cieco del ritorno nostalgico di alcune minoranze intellettuali ai dialetti, intesi illusoriamente come lingua dell’autenticità perduta o della poesia perduta. [iii]
Come uscire da questo cortocircuito paralizzante tra passato irrecuperabile e presente comunque subordinato, è problema tuttora irrisolto. Un compito forse non più nostro ma dei nostri figli e nipoti. Se si sveglieranno da questa condizione, che a loro appare ”naturale” e non servile.
Note
[i] Vedi ad esempio:
- https://www.sissco.it/recensione-annale/la-politica-linguistica-in-italia-dallunificazione-nazionale-al-dibattito-sullinternazionalizzazione/
- https://www.raco.cat/index.php/QuadernsItalia/article/view/247564
[ii] Vedi: https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/passato-presente-e-futuro-dei-dialetti-e-dellitaliano/45204
[iii] Vedi dibattito del 2011 sul blog Moltinpoesia:
https://moltinpoesia.blogspot.com/2011/12/blog-post.html#more
venerdì 6 febbraio 2026
martedì 3 febbraio 2026
GUERRE
verso vecchi cimiteri di campagna
i cipressi d’allora ai lati
urla e rantoli dei nemici che uccidemmo
dal gelo delle menti più feroci non ci protesse più
- campionesse di pazienza, perdute donne -
lo splendente calore dei vostri corpi
* Immagine: Tabea Nineo, Morente, carboncino 1990
mercoledì 21 gennaio 2026
Un «filo» tra Milano e Cologno Monzese
lunedì 12 gennaio 2026
Il mondo alla rovescia
di Ennio Abate
dunque, finì
nel buio il comunismo
e allora
ok Trump
ok Netanyahu
ok Putin
perché no ok Hamas
ok ayatollah Ali Khamenei
ok Maduro ecc.
a turno
per governare eh!
io ammazzo tu ammazzi egli ammazza
noi privilegiati
perché ancora non ammazzati
neppure solidarizzare più
con le vittime dovremmo
e appoggiare il brigante più piccolo
angariato dal brigante più grosso?
*Iran, lo sguardo di una ragazza di Isfahan. (Foto Michele Santoro, 2016)
sabato 3 gennaio 2026
sì, sì che lo conosco….
di Ennio Abate
VENEZUELA | TRUMP
ci risiamo con le guerre democratiche | e ora? | sì, sì, consoliamoci con la satira dei potenti | una risata li seppellirà? | noia | speriamo in un Lenin e nei soviet (o in facsimili) | se no, prepariamoci tomba e crisantemi
* copertina: Uomini in fuga (2011) di Tabea Nineo | Il titolo si richiama alla canzone popolare E quei briganti neri: https://www.cantastoria.it/repertorio.html?view=article&id=30:e-quei-briganti-neri&catid=10
























