Oh povera gente tempio stempiata, in divisa
d’attori
sulla copertina rivista dal medico tra
sinusiti pancreatiti
e dolori nascosti parlando d’altro
di vacanze ora divenute soldi spesi, in
fondo liberati
e liberate signore già fatto. Fatta la
festa, partorito il figlio
la figlia. Già fatto. Andava fatto. Ma
rifarlo no, ci si pensa.
Lo sbaglio è dovunque.




Sul blog di MILANOCOSA è in corso una discussione che, partendo da uno scritto di Giorgio Linguaglossa e in parte allontanandosene, ripropone la solita questione del rapporto tra critica e poesia. Questo mio commento replica a un intervento di "erm" che trovate QUI [E.A.]