mercoledì 26 ottobre 2011

Lucio Mayoor Tosi
Ancora indecisi



L’energia sale come coltello sulle gobbe della povera gente. 
Oh povera gente tempio stempiata, in divisa d’attori 
sulla copertina rivista dal medico tra sinusiti pancreatiti 
e dolori nascosti parlando d’altro 



di vacanze ora divenute soldi spesi, in fondo liberati 



e liberate signore già fatto. Fatta la festa, partorito il figlio 
la figlia. Già fatto. Andava fatto. Ma rifarlo no, ci si pensa. 
Lo sbaglio è dovunque. 

lunedì 24 ottobre 2011

Ennio Abate
Ancora su poesia e critica


Sul blog di MILANOCOSA è in corso una discussione che, partendo da uno scritto di Giorgio Linguaglossa e in parte allontanandosene, ripropone la solita questione del rapporto tra critica e poesia. Questo mio commento replica a un intervento di "erm" che trovate QUI [E.A.]

Commento di Ennio Abate 24 ottobre 2011
@ erm
[scusandomi di rimanere fuori tema rispetto al post di Linguaglossa]

 I modi della poesia possono essere tanti. D’accordo. Come le visioni del mondo (o ideologie), che in parte riceviamo, in parte rielaboriamo, adattiamo alle nostre esperienze o abbandoniamo in certe fasi della nostra esistenza o della storia collettiva in seguito a crisi, epifanie, pentimenti, revisioni più o meno approfondite.
Queste visioni del mondo (o ideologie) - questi abiti (culturali) che indossiamo - mutano anche perché vengono criticate; e vengono criticate, quando tali credenze (distinte dalle scienze, che comunque hanno anch’esse ormai una natura probabilistica e non più di certezza assoluta) non corrispondono più al “mondo”.

Nicoletta Saccon
Due poesie


RIVELAZIONE

Togliersi il cappotto, i pensieri,
togliersi.
Anche gli sguardi degli altri,
appenderli alla soglia.
Lasciare le scarpe,
aprire le mani.
Appoggiarsi piano all’ombra
all’osso sottile che ci sostiene
al rivolo tiepido dell’alito
sul vetro.
Allora, nell’istante, vegliare.

Un flash sul 1° incontro
del Laboratorio MOLTINPOESIA
del 18 ottobre 2011



 Il 18 ottobre eravamo davvero molti (anziani ma anche giovani) per il primo incontro del Laboratorio. Leggere in gruppo i propri testi, sentire la propria voce davanti ad altre persone è, malgrado le riserve sui reading, un momento  di autoriconoscimento e di verifica. Organizzaremo altri incontro nei prossimi mesi. Qui sotto pubblico i testi letti che mi sono arrivati. [E.A.]

venerdì 21 ottobre 2011

Emilia Banfi
Ai giusti

 
Il fiuto della morte arriva
dappertutto oh vite malandate
anche lui al freddo olfatto
ai suoi occhi senza sguardo
sbarrati e poi socchiusi

giovedì 20 ottobre 2011

Anna Cascella
(Mediteranneo - 2011)




è inutile chiamarti
amore mio (che mio
non sei per niente -
se non perdutamente) -
inutile pensarti
tra una carta e l'altra
di burocrazie penose -
di sfratti per fine
di contratti (di casa -
di ostello - di rifugio)
ma il merlo è
tornato