giovedì 7 ottobre 2010

GUFI E CIVETTE di Luisa Colnaghi, Ed. LietoColle


         

Report di Luisa Colnaghi sul 
2° Festival dei gufi 2010, Castello di Corticelli, Nibbiano (Piacenza)

Al convegno che si è tenuto il 2 ottobre  hanno partecipato ornitologi e studiosi nazionali e internazionali per parlare  degli strigiformi, oltre 150 specie in tutto il mondo.
L'evento ha dato luogo a molte  manifestazioni che si sono svolte contemporaneamente nei tre cortili e nelle sale del Castello per due giorni: presentazione di libri, riviste, DVD,  mostre fotografiche, dipinti, oggetti di legno e ceramica, gingilli e quadri con raffigurazioni di gufi e  civette e brevi corsi didattici per i bambini presenti.

La poesia è stata introdotta  con il libro di poesie GUFI E CIVETTE di Luisa Colnaghi  Ed. LietoColle.  La presentazione avvenuta il 2 ott. è stata  arricchita dalla lettura di poesie  che parlano della civetta e dei gufi. Il libro racconta la natura e la campagna ed è ambientato nella pianura lombarda, per questo motivo il titolo fa riferimento ai simpatici e affascinanti uccelli notturni che appaiono come  vecchi saggi e filosofi pensatori di questa verde campagna.

Rita Simonitto POESIE


Sera

Lievità di sera il cavallo piange.
Nebbia d’unghia bruciata
rende lattescente la contrada
e offusca i contorni delle cose.
La soffusa dolcezza illanguidisce
i sensi ma non paga
la perduta ebbrezza della corsa
miraggio ormai vetusto
seppur ancora valido
a contrastare il tiro quotidiano.
E il morso.

(30.03.1982)

J. JOYCE'S FINNEGANS WAKE, conversazione di Giuseppe Beppe Provenzale



Quando la foto arrivò a Messina Dn. Eleonora  Provenzale de Petro restò perplessa. Suo figlio Giuseppe, a due anni dalla fine della guerra, aveva assunto un’aria da gagà. Non riconosceva l’aria strafottente che sfidava l’obiettivo, gli anelli alle dita e uno sguardo girato come sfida. Con polso morbido vergò poche righe, affidate a una busta dagli angoli perfetti.
Quando a Parigi arrivò la foto di James, Nora Barnacle fu sorpresa, prese carta e penna e gli scrisse che era contenta del suo sguardo rasserenato e degli occhialini curvati con flessuosità sconosciuta.
Le lettere s’incrociarono con un biglietto di scuse del fotografo dello studio Ideal Foto di Via Madonnina a Trieste.
“Un mio garzone ha scambiato le foto, porgo i sensi pieni del mio rammarico e le mie umiliate scuse”. Un banale scambio di foto di due persone fisicamente rassomiglianti, stranieri con lo stesso anno di nascita (e morte) e l’affetto di due “Eleonore”.

2 POESIE SENZA TITOLO di Luca Chiarei

I

Sono giorni sospesi
                                               passi senza strade
sono ore tutte insieme
sono i nostri giorni
                                               a picco sulla pece

così il respiro diventa di lago
poi suono che diventa stagno      vapore
la vita logo del tuo
sereno dolore.
….
In retta e vite ora ti scavo
dentro quella terra che ci traversa
nella nera zolla che mi rivolta
cercando di tacco un punto da leva
                                                                       un fondo
un pianto che non mi lasci
            un cuore d'alga che mi riporti a galla

ed è così che alla fine accade
in ogni cosa che deve accadere
il presente che ci contiene
un lavoro che ci accompagna

allora sarà facile lasciarsi
come quella stella che affiora
nel cielo quando muore la luce.

martedì 5 ottobre 2010

VOLIDIVERSI, una sera a Lonate Pozzolo, di Giuseppe Beppe Provenzale


FREDDO ANTICO 
E TIEPIDO RESPIRO DI UNA GIOVANE INIZIATIVA




Domenica 3 ottobre a Lonate Pozzolo (VA) il freddo e l’umido dell’antichissimo convento di S. Michele hanno accolto l’iniziativa del Comitato VIVAVIAGAGGIO contrario alla costruzione della terza pista di Malpensa.
Poi il calore e la passione in una serata titolata VolidiVersi.

L'ALBERO GRAMO di Ennio Abate


Non fate morire
quell'albero gramo,
che nella mente matura
ribelli semi vermigli.
Ambascia ci porta,
ma insieme pensieri
tolti alla morte;
e carezze al futuro.

Fra lugubri tonfi d'eventi
l'ombra sua mitoleggia
nel tutto del mondo.
In brio, in brina, al buio
o nel bianco solitario,
slimitato, come potato
dal logico gioco, sta.

CUI PRODEST di Giuseppe Beppe Provenzale

Ci sono uccelli di piume leggere
dai nidi ramo a ramo intrecciati sapienti
ci sono rapaci,
uccellini
e uccelli d’alluminio povera plastica e grandi  ali
che rombano strisce di vapore per l’informazione contro  

Se un uccello cieco sbatte
contro un uccello sordo 
che non l’ha sentito arrivare
entrambi s’avvitano su 
i nimbi e i cercalavoro
che si affrontano 
gracule pifferi e flauti                                           
dove parte il cielo
e il suo misterioso rumore che impazzisce gli alberi del giardino
Giove non tuona più

Per voci bandiere e colori è pronto
l’occhio minerale di una telecamera
che rimbalza retorica globalizzata
e malessere nazionale

Ma tre minuti e visibilità non si negano a nessuno
e nessuno vi rinuncia
tanto poi c’è la pubblicità  

CERTI RAGAZZI di Lucio Mayoor Tosi (selezione)

Chi non ha tempo per l’amore vive dentro lunghe gambe sportive
e scopa da gentleman come fanno gli uomini canguro del sesto piano
quello delle dirigenze. Una razza satellitare bene attenta a non
riprodursi senza garanzie di spettacolo tra le rubinetterie
i divani di pelle e la cruscotteria del 2000.