di Massimiliano Gusmaroli
Scrivere uno scritto satirico è come
abbattere due uccelli con una sola pietra
(Baudelaire, da «La ville des
anges»)
Prologo
Quando ho rivisto il mondo diviso
tra il nulla Presente
e l'intensità impegnativa del Passato:
bastioni di basalto spessi 30 metri (Gaziantep),
mura di porfido colossale (Luxor),
colonnati greci immensi (Paros):
Storia, Memoria... ho quindi desiderato
realizzare un poema epico
ma che forse non è riuscito
per amore dell'epigrafico
e del satirico (Petronio, Menippo, Jacques Tati...)
Quindi comincia ora una brutta chiatta a navigare
sul fango della Realtà.
*
La borghesia
di cui più nessuno parla.
Persone concepite per darsi la morte
lamentarsi della vita
come certi amici che vengono a piangere su di noi
mangiando castagnole e bignè!
Oh quanti barboni notabili
proprietari d'appartamenti che prendono il tè
e non parlano parola viva
quando i bianchi cani barboncini
stanno fuori coi dog-sitter negri
a cacare e pisciare su ciò che è di tutti.
Padroni che fondano Comitati etici nei salotti!
"Gli animali dello zoo siano difesi!"
(invecchiati nella mancanza d'intimità)
"i nonni, rimasti soli, siano adottati"
(proprio come quei bambini nelle foto...)
Qualcuno proporrà anche di fondare un comitato
adottivo dei poeti, perché "l'arte serve a
spiegare".
Nossignori, l'arte non serve a spiegare,
e poi non è facoltativa, essa è.
(«L'arte è un meraviglioso generatore.
L'umanità ha bisogno di un generatore
di lingue sempre più nuove e 'nuove lingue',
che possano esserle utili nella sua esigenza di sapere (…)
L'uomo con le parole scongiura il mal di denti
e così trasporta il suo dolore (…)
La coscienza dell'uomo è coscienza linguistica»
Lotman )
"Salviamo il gorilla del bioparco"
e va bene, anch'io firmai la petizione
e ormai l'abbiamo salvato,
ma l'usignolo della poesia?
Usignolo che sempre canta
ma dentro una sommersa «nebulosa poetante»
(Ennio Abate)
mentre qualche gorilla proveniente dalla canzone
entra in poesia.
E così disperati si riprende in mano Montale,
ma senza nostalgia,
anzi gli ultimi suoi versi:
quell’ironia che è gioia, amore per il Reale.
Quella Realtà che è Problema!
Problema tolto alla ragione, adesso,
e dato ai militari
all’avido papa e suoi sicari
ai compagni della politica Reale...
Il soldatino dovrebbe essere anche un po' filosofo
come il lettore di poesia dovrebbe essere un po' poeta : «h1
- h' 2»
(Lotman).
Ma oggi si ha il piacere assurdo di essere fantocci,
di guardare al mondo come al Teatro dell'opera cinese
con quella musica insopportabile che lo sostiene
e che tuttavia, perché stridula, a me piace.
La nostra ombra è in fondo uno spettacolo sufficiente
a vivere.
Preti e politici lo sanno e continuano a mangiare.
Perfino la Palestina, i gialli vicoli dove nacque la Chiesa
continuano a bruciare senza destare totale mobilitazione
e l'Iraq degli antichi babilonesi distrutto e lottizzato
e sulla stessa via l'Iran di Gilgamesh, dei persiani...
Come se tutto questo fosse collocato, Dèi compresi,
in una dimensione parallela
a questa nostra vita di borghesi.
Oruk e Gesù sono tanto inutili di fronte a Bush e Trump?
E di fronte al Genocidio pilota,
alla nuova erodiade...
che non serve neanche più stuzzicare i preti
con ricerche scientifiche sulla sindone
questa Curia militare non alza il naso dal piatto
se non per ficcarlo in altro piatto!
Breve sinossi chiesastica (con ricordo finale):
nelle chiese romane il venerdì è di rigore il baccalà
nelle terre lontane di Betlemme il blocco alimentare
«Rachele pianse i suoi figli
si udì un pianto e un lamento grande»
(Vangelo secondo Marco)
Bastoni pastorali, tiare
la menzogna imbeve ogni abito e sacramento
legni e pietre
ma nemmeno ho voglia di parlarne
perché in questa musica solita nulla stride
Salvatore, ex-sacrestano della chiesa di S. Prassede,
pur visibilmente omosessuale, fu accusato di molestie
su una bimba dai devoti della chiesa e fu cacciato
(ovviamente senza prove),
ah Salvatore, prosciolto dal giudice ma sbranato dalle
pecorelle,
sembravi un cherubino del Cavallini e oggi sulla Casilina
vaghi come un reduce del Vietnam.
"Ma dio mi assisterà perché l'amore per il mio uomo
è grande e profondo, e quando anche il mio uomo sarà
rilasciato
noi due ci riuniremo"
(Salvatore)
«Contro le insidie della virtù, ero senza difesa»
(A. Gide)
Funzionari della Chiesa
per una buona volta
«sforzatevi di entrare per la porta stretta»
(Luca
XIII, 24)
Per quel vento calmo e dirompente che viene con le citazioni
credo che dovremmo tutti parlare per citazioni
ma con mente sveglia, fuor di mummificazione
"Gli agenti della TV possono decidere tutto sulle
bambine
questi sono gli
accordi"
(da un'intervista di RAI 2)
"Che può fare la legge dove governa il denaro?"
(Petronio Arbitro, Satyricon)
Ma oggi, pur tossici, pur drogati
scendiamo disinvoltamente le scale
siamo abituati
(io no, ma è uguale)
E folli urliamo e corriamo
E adoriamo motori e ci urtiamo
(io no, ma è uguale)
E vaghiamo unti da McDonald's
(io no, ma è uguale)
E in autobus tirati, pestati
pratichiamo civili deportazioni
(anch'io)
«Parigi, si dice, odora di cavolo acido, il Capo odora di
agnello,
l'Oriente odora di muschio e di carogna»
(Baudelaire)
Questa citazione mi è stata proprio mossa dall'odore
fortissimo che era in quell'ultimo autobus che ho preso
qualche anno fa
e non riesco a dimenticare
Un vero puzzo di lavoratori
(anch'io in esso, col puzzo mio)
A Trastevere la Polizia
parcheggia nella piazza di S. Maria
e pallide studentesse americane
pensano nella loro vecchia Roma
a come non deprimersi in massa
eppure:
«la massa si deprime in massa»
( Rubke)
I politici, dipendenti dallo Schermo,
sull'ignoranza che intorno s'amplia
montano e smontano la civiltà ogni giorno.
Adoni & infanti
ereditieri & studenti meridionali
chiacchierano con birre alla mano
nella piazza del quartiere S. Lorenzo
(«la connivenza del mondo degli affari
e dei sindacati entro lo stato forte,
le misure politiche avallate da tutti i partiti»
Marcuse )
Sotto i giganti l'insistenza dei piccoli cinema
che proiettano film d'autore
per una qualche coscienza
(«La politica condotta sull'orlo dell'annientamento;
la resa del pensiero, della speranza,
della paura alle decisioni delle potenze in atto;
il perdurare della povertà in presenza
di una ricchezza senza precedenti...»
Marcuse )
la quale si spera non sia il discutere,
appunto, gonfi di birre
per promuovere condotte alternative
entro lo status quo
(«...guai a chi è diverso
essendo egli comune»
Sandro Penna)
o espiare le complicità con critiche ben fatte
ma senza parlare di sé, spostando sul
mondo.
Oh, le magliette senza marchio
ma con sigle e richiami:
portatori di cartelli commerciali
si salutano per le vie:
studenti di psicologia, sociologia,
scienze della comunicazione...
Roma sembra piena di filosofie!
E i poeti con le loro poetiche?
Bè, Pecora bruca l'infinito
davanti a otto invitati:
il Panorama della Poesia.
Sì, è vero, non osservo le civili norme transitorie
di quel contratto collettivo nazionale
che ognuno stipula col proprio popolo.
Oppure è mia la collera del gorilla del bioparco,
di uno che non può saper nulla della libertà
tra Criminali disinvolti, Immunità,
Isola dei Famosi, Penisola di Mafiosi.
Dunque i miei sono solo pelosi pugni
sbattuti contro un vetro,
sì, forse, ma io incarno ognuno di noi
così posto sotto un vetro.
E intanto la primavera entra
alla chetichella, pioggerella,
in questo zoo epico e satirico, preistorico;
e un benzinaio ne viene incoronato;
e due operai seduti nella cabina d'un camion
mangiando pagnottelle pure sembrano solenni;
e un nero, da una ringhiera scrostata
e segreta di supermercato visto di lato
quasi pulpito, con occhi acquei e sognanti,
come fatto di pioggia, si guarda attorno
con me nel Centro di Roma.
E che cosa abbiamo, amico mio?
Spelonca di turisti,
passeggio di mode, nazionale orrore, repulisti...
- sotto un cielo che umilia tutto
benché inutile e grigio, e un po' gialliccio.


Nessun commento:
Posta un commento