mercoledì 1 luglio 2026

Collage di rovi




di Emma Pretti


Morso di lupo

La notte che le stelle giacquero

m’insegnarono il male.

Se ne stava col pelo ritto

fuori dalla porta

e bestemmiava sé stesso.

Io proprio non capivo

dove ruzzolassero le sue parole

fuori dalla fosca cortina della nebbia.

Gobbo mi sembrava e straricco

e rapido a sparire

lasciando come traccia solo l’impronta

della propria lingua.

Rappresentava il lupo la civetta l’avvoltoio

o una colonna supersonica di fuoco

-          tutte le disumane difformi apparenze.

L’unico colpevole rimasto

con gli occhi roteanti nelle orbite vuote

mi raccontò del suo bosco perfetto

dove si raccolgono solo funghi velenosi.

 

 

Sacrificio

Serpenti senza legge

nella catapecchia manicomio

che tende verso la scarpata:

com’è possibile confrontare

la cornacchia e la lepre

rispetto a una simile posizione?

Non c’è idiota che non conosca

La strada sdrucciola

che fa di caino omicida

il miglior donatore.

 Dalla raccolta Economia del bosco, Caramanica editore, 2002

  

 

Afasia del male

Se i colpevoli non ci sono più

la memoria tace.

Dio sceglie il silenzio per salvare

le insensate ragioni del male inconcepibile

che cavalca i margini delle ombre e i loro tentacoli

e in lui dimora carbonizzato dal suo sguardo.

 


 Nel mezzo di un’aquila dipinta

 L’amore se l’han bevuto le stelle

Il sole brucia senza far rumore

E l’odio adesso è una risorsa.

Non costa niente, come un pezzo

di pane comune.

Segatura sotto i denti

Brace accesa tra i capelli.

Non sa leggere e non sa scrivere

Ma canta, canta al suono

Possente dei tamburi.

Canta e divora

-          Divora e geme.

 Dalla raccolta Modalità silenziosa, Genesi editrice, 2017

 

 

Istant poem

nel singhiozzo della tortora

l’alba è domani.

Manca pace e pioggia.

Componimento inedito

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