venerdì 6 febbraio 2026

Paolo Maria Rocco


 




Da “Temi e Variazioni”
(2021 – Il Foglio Letterario)

 

 *

Con voce cristallina mi hai parlato

che scorre sopra i sassi, le dune

dissetando e nel calcare i nostri passi

ogni parola tua d’acqua sorgiva

l’ho stretta nel mio palmo, desiderando

poterti preservare dall’arsura

che prosciuga, dall’affanno

degl’infausti giorni, e come lei si dà

io berti. Non l’inconscio m’ha avvertito

elevarsi dalla fonte un mesto grido

 

che s’andava assottigliando, che smarriva

la sua grazia nel rigagnolo contrito

che stillava dal mio palmo. Nutrimento

all’anima perduto nello schiudersi

spontaneo delle dita, ho veduto

la tua vita sorridente nella mano

e l’alto fascio goccia a goccia

germogliare d’erbe dal deserto piano

e d’un fiume salire sotterraneo l’impeto

del moto agognando alla sua luce

  

*

Solo si dà oggi una parvenza

di ciò che sulle strade accade

, non c’è foschia che ottenebri

 

la vista ma una fitta nube

la mia stanza pervade. Nei luoghi

di nessuno vado a condurmi

 

sì come è dall’oscuro che vieni tu

a parlarmi. Qui sono in tua balia

felice ancora più per te di starvi

 

oh mia poesia, per ciò che aspetto

tu voglia dei tuoi possedimenti dirmi

e dei tuoi regni. Già de’ tuoi son io

 

strumento cui le armi tu magnanima

affili, non al corpo mortale

inoffensive che per sé l’estro declini

 

per capire che arte tua e tua bellezza

in servitù non stanno inermi, invero

minacciate s’ingegnano a colmare

 

d’acqua pura la sua brocca, a versare

la parola che non è d’uso elementare

e di simbolo e metafora non solo

 

armamentario di retorica che lambisce

di te la conoscenza. Lascia allor

che vada il cigno nel suo mare

 

e dai per arrivare a me la rotta come sono

ferito nell’agguerrita e iniqua notte

al cospetto del tuo fuoco, e in questa lotta

 

il pensiero lenisci che arrovella il cuore

, ancor di me fai ciò che tua grazia vuole

e versami da bere alla tua bocca

 



Da “Bosnia, appunti di viaggio e altre poesie”
(2019 – Ensemble - bilingue)

 

Lettera a Dragana

 

«Alle porte di Vlasenica è il cartello

con la scritta in cirillico “per Dio si fa difficile

con gente come noi” che i cetnici interpella

gli ustascia, i mujaheddin, perché radici metta

d’invincibile metallo e una domanda porga

a chiunque passi: uno imbattuto c’è

tra noi, o un vincitore?... Qui vicino una diga

vedo di corpi sulla Drina, e dei Rom a Skočić

l’ortica assedia ora le case, il tempo frena

la sua corsa, anche a Sjeverin sta come una mina

in guardia all’incrocio col Danubio. Non t’inquietare

se a te il fardello rubo del silenzio e della meditazione

ma quasi ovunque, sai, la Messa è militarizzata

e a Visegrád, a Medak, a Vukovar dimmi chi mai sarà

 

nella moschea a pronunciare una preghiera

vera?... Se una betulla io non ho piantato ma una spada

ho sguainato sulla via di casa, tu non odiarmi

Dragana, se le acque della Sava sul confine e a Osijek

della Drava si sono tinte

di un dolore cupo. Non odiare e dillo a me

perché, Dragana, non s’arrestano le lacrime

e il livore smaschera la pace, perché avanza

con i giorni che si vestono del profilo acuto

dei sassi: noi siamo nella sotterranea notte

delle vocianti gallerie di Ljubija, sopra si sta

sordo il mondo all’offesa acuminata del taglio

inferto ai morti e ai vivi, e della vista del carnefice

che ancora sulla nostra strada incede da rapace»

 

 

Paolo Maria Rocco  
Insegnante nelle scuole superiori pubbliche di secondo grado,  professore a contratto presso  l’Università di Urbino e giornalista professionista. Ha pubbicato varie raccolte poetiche: “Virginia, o: Que puis-je faire?”, romanzo, 2015 (BastogiLibri); “I Canti”, poesie, 2016 (BastogiLibri); “Divina e altri racconti (2015/2017)”, in e.book per Amazon, 2017; “Bosnia, appunti di viaggio e altre poesie”, poesie, Editore Ensemble di Roma, 2019; “Antologia di Poeti contemporanei dei Balcani”, Ed. LietoColle, Como 2019.


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