Moltinpoesia
A CURA DI ENNIO ABATE
venerdì 20 febbraio 2026
sabato 14 febbraio 2026
Quando un poeta muore, meglio tacer
di Ennio Abate
"La maggior parte dei morti tace.
Non dice più niente.
Ha - letteralmente - già detto tutto.
Per i poeti non è così.
I poeti continuano a parlare."
E come succede ‘sto miracolo?
I poeti, come tutti gli altri
se morti, tacciono.
E, a rigor di logica, sono sempre i vivi
che continuano a parlare
dei poeti o dei loro versi.
Ma anche degli altri morti.
E solo in sogno
solo se esce 48
"'O muorto [...] pparla".
giovedì 12 febbraio 2026
martedì 10 febbraio 2026
La poesia da lontano
Qualche ragionamento su Poesie e realtà 1945 - 2000
di Giancarlo Majorino
di Ennio
Abate
La struttura del libro è triadica, ma libera da preoccupazioni dialettiche. Nell'Apertura vengono accennate alcune idee di metodo. Nella corposa sezione centrale, Opere e vissuti - articolata a sua volta in tre zone cronologiche: L'evidenza della realtà, Il sogno critico e l'arrivo delle cose, L'epoca del gremito - gli autori e i testi vengono interpretati più da vicino. L'ultima parte procede ad una Chiusura, "falsa", tanto è affollata e problematica[1], ironica nel provvisorio commiato[2] e testarda nell'evocare l'altro, non metafisico ma tutto corporeo, della poesia[3].
domenica 8 febbraio 2026
DIALETTO - ITALIANO - INGLESE GLOBISCH
di Ennio Abate
Ci sono due vie per capire a che punto siamo: la storia del secolare dibattito sulla questione della lingua,[i] l’esperienza di alcune generazioni di figli delle classi subordinate che si sono acculturate nella scuola italiana del dopoguerra.
Entrambe confermano che:
1. la lingua non è uno strumento neutro, accessibile a tutti in egual misura con un po’ di studio e buona volontà, ma strumento di dominio politico delle classi dominanti, che fanno di tutto per impedire alle classi subordinate di usarlo come strumento di emancipazione e di indipendenza;
2. i tentativi di emancipazione - (alfabetizzazione delle masse promossa a partire dai movimenti socialisti dalla fine dell’Ottocento, acculturazione dei figli delle classi subordinate nella scuola di massa dell’Italia repubblicana) - sono stati frenati, deviati e alla fine bloccati.
Infatti, nel nostro Paese, il passaggio dalla lingua materna (dialetto) a quella nazionale, che sembrava progresso e conquista di libertà, ha portato man mano alla subordinazione, ormai accolta con rassegnazione,[ii] anche dell’italiano alla lingua dei dominatori statunitensi a cui il destino dell’Italia, con la fine del fascismo, è stato legato. E oggi ci aggiriamo confusamente tra il vicolo cieco della sottomissione all’inglese globish sottoposte al Mercato e il vicolo altrettanto cieco del ritorno nostalgico di alcune minoranze intellettuali ai dialetti, intesi illusoriamente come lingua dell’autenticità perduta o della poesia perduta. [iii]
Come uscire da questo cortocircuito paralizzante tra passato irrecuperabile e presente comunque subordinato, è problema tuttora irrisolto. Un compito forse non più nostro ma dei nostri figli e nipoti. Se si sveglieranno da questa condizione, che a loro appare ”naturale” e non servile.
Note
[i] Vedi ad esempio:
- https://www.sissco.it/recensione-annale/la-politica-linguistica-in-italia-dallunificazione-nazionale-al-dibattito-sullinternazionalizzazione/
- https://www.raco.cat/index.php/QuadernsItalia/article/view/247564
[ii] Vedi: https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/passato-presente-e-futuro-dei-dialetti-e-dellitaliano/45204
[iii] Vedi dibattito del 2011 sul blog Moltinpoesia:
https://moltinpoesia.blogspot.com/2011/12/blog-post.html#more
venerdì 6 febbraio 2026
martedì 3 febbraio 2026
GUERRE
verso vecchi cimiteri di campagna
i cipressi d’allora ai lati
urla e rantoli dei nemici che uccidemmo
dal gelo delle menti più feroci non ci protesse più
- campionesse di pazienza, perdute donne -
lo splendente calore dei vostri corpi
* Immagine: Tabea Nineo, Morente, carboncino 1990
mercoledì 21 gennaio 2026
Un «filo» tra Milano e Cologno Monzese
lunedì 12 gennaio 2026
Il mondo alla rovescia
di Ennio Abate
dunque, finì
nel buio il comunismo
e allora
ok Trump
ok Netanyahu
ok Putin
perché no ok Hamas
ok ayatollah Ali Khamenei
ok Maduro ecc.
a turno
per governare eh!
io ammazzo tu ammazzi egli ammazza
noi privilegiati
perché ancora non ammazzati
neppure solidarizzare più
con le vittime dovremmo
e appoggiare il brigante più piccolo
angariato dal brigante più grosso?
*Iran, lo sguardo di una ragazza di Isfahan. (Foto Michele Santoro, 2016)
sabato 3 gennaio 2026
sì, sì che lo conosco….
di Ennio Abate
VENEZUELA | TRUMP
ci risiamo con le guerre democratiche | e ora? | sì, sì, consoliamoci con la satira dei potenti | una risata li seppellirà? | noia | speriamo in un Lenin e nei soviet (o in facsimili) | se no, prepariamoci tomba e crisantemi
* copertina: Uomini in fuga (2011) di Tabea Nineo | Il titolo si richiama alla canzone popolare E quei briganti neri: https://www.cantastoria.it/repertorio.html?view=article&id=30:e-quei-briganti-neri&catid=10
mercoledì 31 dicembre 2025
Un mio sommesso augurio contro chi fa e appoggia le guerre
Non fate morire quell’albero gramo
che nella mente matura ribelli semi vermigli.
Ambascia ci porta, ma insieme pensieri
tolti alla morte. E carezze al futuro.
(2010)
lunedì 29 dicembre 2025
domenica 28 dicembre 2025
Parrocchietta del Sud
di Ennio Abate
Oh parrocchietta del sud, teca di vetro
dove con quei loro gracili corpi
che poco e male conoscevano
se ne stavano serrati!
domenica 21 dicembre 2025
RIFLESSIONI IN FORMA DI DIARIO SULLE MIE "POETERIE" (1995-2000)
di Ennio Abate
1995
1994-1995 Appunti e disappunti su Manocomete (qui)
Ladri di ciliegie
Ciclo
di incontri a Cologno Monzese del gruppo di lettura su Franco Fortini.
Interventi
di:
Donato
Salzarulo, Composita solvantur
Ennio
Abate, Il ladro di ciliegie
Luca
Ferrieri, Fortini leggere e scrivere
Alessia
Meani, Questo muro
Marcello
Guerra, Extrema ratio
Carmen
Carlotta e Roberto Fabbri, Fortini autore di testi per canzoni
Ezio
Partesana, Verifica dei poteri
Interventi di:
Donato Salzarulo, Composita solvantur
Ennio Abate, Il ladro di ciliegie
Luca Ferrieri, Fortini leggere e scrivere
Alessia Meani, Questo muro
Marcello Guerra, Extrema ratio
Carmen Carlotta e Roberto Fabbri, Fortini autore di testi per canzoni
Ezio Partesana, Verifica dei poteri
Romano Luperini e i Ladri di ciliegie
Incontro conclusivo del gruppo di lettura su Franco Fortini con
la partecipazione di R. Luperini
domenica 14 dicembre 2025
domenica 7 dicembre 2025
IL VECCHIO STORICO E LA BELLA FANCIULLA
di Ennio Abate
Dubiti.
Non sai come stringerai la mano
a Carlo V, dov’è la via per
Anversa
e
se Lutero, adocchiandoti, non ti sbaverà.
Una
baldracca feroce, annidata in anfratti rugosi
discariche fetide,
oscuri broli, ti pare la storia
fanciulla, occhi guizzanti e
televisivi
e snobbarla, sfuggirle, vorresti.
I tuoi
dolorini di pancia, però
già suoi travagli si direbbero.
Non dilettoso il monte in vista
e
malandato Virgilio sono io.
Ma rassicurati. Un po’ la conosco.
Andiamole, dunque, incontro!
Bisogna
amare l’altera fanciulla
che lieve viene nella mia abitazione
per studiare la storia.
Qui pare le si plachi il
groppo alla gola
e, attratta dai biscottini, assaggi
la
tremenda, scottante pozione.
Bisogna
sugli eventi lasciarla ronzare.
Succhierà
umori acri
e
sgomenta, poi stizzita
chiederà incoraggiamenti.
Sorriderle bisogna
tacere, correggerla poco.
Perché
viene dal silenzio lei.
I semi ne porta
e ha appena cominciato
a viaggiare nella storia
scalza, torpida, mal
equipaggiata
chimere ancora inseguendo.
Perciò
sempre tremo, m’inceppo, m’arresto.
Non vorrei che di botto
la scuotesse
l’immane
urlio e che servitù, morte, nulla
appannassero lo
specchio del suo sorriso.
Prima
deve passarle la
paura.
Prima deve maturare ma nella storia
un nuovo sogno.
Lei
chieda distratta. Lei scelga la danza.
mentre se lo costruisce da sé.
Io solo buone macerie
le porgo
E,
vedete, è quasi pronto.
Fra le mie mani lo trattengo.
Poi,
quando sveglia sarà:
- Eccoti il sogno tuo! – le dirò.
L’ho protetto, mentre lo crescevi
e, per covarlo, dormivi.
Adesso la pancia non ti dorrà
più.
Adesso
puoi portarlo in giro tu.
maggio-dicembre 1994
martedì 2 dicembre 2025
domenica 30 novembre 2025
Epigoni e riti ripetitivi (2)
"in “Non in nostro nome” pesa soprattutto l’attuale mancanza di un’idea di poesia civile per l’oggi. Ammesso che in questo nostro tempo sia ancora possibile fare “poesia civile”. Questo è un problema niente affatto da dare per scontato o risolto o trascurabile; ed è, però, del tutto assente nell’Antologia. "
venerdì 28 novembre 2025
Il problema del Clima (letterario)
di Massimiliano
Gusmaroli
Borbotta, Frabotta e ci rimbrotta
direbbe un falsetto poeta d'oggi
(ma godendo magia di poesia e
parola poetica) contro (contro?)
il Clima che tutto devasta,
ma i giochi dei poeti magrelli
ancora nessuno rimette
come debiti ai loro autori
mercoledì 26 novembre 2025
Epigoni e riti ripetitivi: Cento poeti italiani in difesa della dignità umana (1)
Siamo tutti epigoni di una vecchia storia, vero. E portati alla nostalgia, vero. Ma adesso state a rivendicare cosa? La dignità umana? E che senso ha rivendicarla a genocidio avvenuto? E perché proprio in 100? E perché dovrebbero rivendicarla a parte e soltanto i poeti?
P. s.
Questa la scrissi nel 2007 e vale amaramente ancora di più oggi nel 2025:
La bomba cade
la bomba cade
l'afghano muore
il mercante d'armi brinda
il papa prega
il terrorista si prepara
il pacifista manifesta
il poeta scrive versi ispirati
alla bomba che cade
all'afghano che muore
al mercante d'armi che brinda
al papa che prega
al terrorista che si prepara
al pacifista che manifesta
contro la bomba che cade
sempre su un altro:
afghano, irakeno, kosovaro, ceceno, etc.
che muore
che non brinda
che non manifesta
che non scrive versi
che lontano, lontano
riceve solo la bomba
della nostra intelligenza.
Dicembre 2007
Nota
Per altri precedenti riti ripetitivi vedi: Sull’antologia “Calpestare l’oblio”
martedì 25 novembre 2025
Undici poesie di Franco Fortini scelte per pensare Gaza
Ho scelto queste undici poesie, scritte da Franco Fortini in tempi da noi oggi lontanissimi, con in mente una domanda: aiutano a riflettere sulla tragedia di Gaza? La mia risposta è sì.
Sono morti ormai
Sono morti ormai tutti i prigionieri,
le porte sono aperte, sparsa la paglia, il fango è indurito,
non c’è più nessuno. I nemici
li hanno portati in fondo al bosco e uccisi.
Pensavo: con quanta gioia correranno, con quanta
ansia, dai luoghi oscuri! Ma tu sai bene:
si crede di aspettare e la speranza si inaridisce
si spera di ricordare e non si ricorda.
Più oltre li incontreremo: sarà l’orlo viscido
della fossa dove i nostri migliori, anime di una volta,
si corrompono. Non guarderemo, li coprirà la calce.
Siamo soldati, un giorno vale l’altro.
1952
Pag. 141
domenica 23 novembre 2025
Poesia senza Gaza o con Gaza?
Percorsi PerVersi
Persona super attivagiovedì 20 novembre 2025
domenica 16 novembre 2025
giovedì 13 novembre 2025
stazione
di Ennio Abate
convegno di povera folla infreddolita stanca
e muta e va vieni andirivieni
di solitudini inceppate
che si sono appena adesso disperse
e mi lasciano a proteggere
‘sto cagnolino fermo come un soprammobile
o secco e rigido di morte
una conclusione, dunque
mercoledì 12 novembre 2025
AVVERTIMENTI A UN POETA
di Ennio Abate
a
Franco Arminio
prossimi
a te/ a villa literno
non
distanti da me/ nella piana d’albenga
ci
sfiorano
e
ovunque il merletto d’indifferenza
godereccia / l’europa
addosso si ricama
vanno
dai giacigli di cartone e vecchi stracci
da
vecchi serre inutilizzate / ai
campi di lavoro
(non
sul prato,
non sul tuo
prodigio alla clorofilla)
ma
alla fabbrica a cielo aperto
e
per quattordici ore a tremila lire pagate ciascuna
dall’alba
inizio della rapina
alla
sera
(nell’ora
per
te
scalena del commiato)
quando
sul rettilineo che corre da ceriale ad albenga
nigeriane
e brasiliani svendono i corpi accomodati
e
senegalesi accampati lungo il fiume
mangiano
erbe
spiando
inerti i coiti altrui
e
ragazzini sfrecciano in moto e auto
gridando
bastardi e promettendo botte e piombo
non
la
malinconia
provano ma sozze paure
(e
tu candido ebete non vedi che l’arcadia,
glaucoma dei poeti!)
(23 settembre 1989)




















