Moltinpoesia
A CURA DI ENNIO ABATE
domenica 20 settembre 2026
martedì 15 settembre 2026
Su "Anni Settanta" di Ennio Abate
di Erminia Passannanti
Nel recensire “Anni settanta” (qui) dell’amico Ennio Abate, vorrei rivolgere l’attenzione innanzitutto allo stile e al messaggio, alle contraddizioni e alla materia storica che attraversa questa sua poesia, lasciando sullo sfondo la stima verso l’intellettuale impegnato e sottraendo questo mio commento al rischio del mero omaggio personale.
domenica 13 settembre 2026
ANNI SETTANTA
di Ennio Abate
sopportai |
il silenzio su com'erano stati |
prima e altrove |
non compagni |
lo sdegno smisurato
per i calli degli operai |
la loquacità compiaciuta |
in stanze fumose |
giovedì 10 settembre 2026
Rinuncia
tab 2015
di Ennio Abate
nelle tristi schiere di quelli
che le cose che contano
le sanno ormai inutili
dopo e le abbandonano
strada facendo
voglia di dirne altre
ma in troppi a parlare
ad ascoltare chi strilla
ciò che volevamo dire
non lo diremo mai più
4 feb 1975 | 10 set. 2026
mercoledì 2 settembre 2026
Laboratorio Moltinpoesia. Archivio: riepilogo
di Ennio Abate
Il Laboratorio Moltinpoesia,
nei primi tre anni di attività, calamitò fervori, entusiasmi e contraddizioni di
un piccolo gruppo di amici e conoscenti,
soprattutto milanesi ma pure di alcune
altre città.
Nel primo comunicato stampa (2 marzo
2006) ne chiarii gli intenti: contrastare la crisi della poesia organizzando proprio
gli «scriventi versi»,[i] di
cui parlava Majorino (o, nel gergo di allora, il cosiddetto “pubblico della
poesia”).
Pur avendo ben presente
quanto ambigua fosse quella diffusa passione per la poesia, spesso fondata su pochi o dubbi studi e
motivazioni esistenziali oscure, puntai a fare del Laboratorio, a cui si
partecipava - (oggi va sottolineato)- gratuitamente, un luogo di discussione non gerarchico sulle
questioni della poesia e aperto a tutti: dalla casalinga al docente
universitario.
Gli incontri furono seguiti
stabilmente da una quindicina di persone e raggiunsero un massimo di 50-60
partecipanti in particolari momenti. Più o meno guardati con diffidenza o
ignorati dai “poeti di serie A”, in quel “cantuccio” concessoci dalla Casa della Poesia
di Milano, si fece un bel lavoro.
Tenemmo riunioni quasi
mensili, dal settembre al giugno di ogni anno e alcuni incontri presso altri
circoli culturali di Milano o dei dintorni, per sviluppare una dimensione anche
itinerante del Laboratorio. Partecipammo e/o gestimmo alcuni “microfoni aperti”
della Casa della Poesia di Milano. Preparammo un questionario rivolto a
redattori di riviste di poesia (cartacee e on line) o a cenacoli e
associazioni culturali sempre di Milano e dintorni. Discutemmo alcune raccolte
poetiche dei partecipanti al Laboratorio o di autori ritenuti di
riferimento dai singoli partecipanti o su vari temi. Ci divertimmo anche a fare
alcuni -elementari ma significativi - esperimenti per produrre insieme un testo
poetico a partire da un tema. Costituimmo un embrionale “Gruppo Critici”. Stampammo
e pubblicammo a nostre spese cinque numeri di un «Fogliettone Moltinpoesia».[ii] Mettemmo
in cantiere la compilazione di un «Dizionarietto dei moltinpoesia», che
voleva documentare in modo ragionato la produzione di massa di testi
poetici o parapoetici. E, infine, a partire dal maggio 2009, gestimmo il blog
Moltinpoesia.[iii]
I contatti tra i
partecipanti al Laboratorio furono coordinati da me. Preparavo i calendari
annuali delle attività e, per ogni incontro, un dettagliato resoconto, seguito
spesso da un vivace scambio di commenti per posta elettronica.[iv]
Note
[i] E chi sono per noi che su riviste
di poesia pubblichiamo i versi
che ci piacciono? Fratelli? Concorrenti?
Compagni di strada? Pedine da manovra?
(https://moltinpoesia.blogspot.com/2010/03/ennio-abate-i-molti-nella-poesia-doggi.html)
[ii] Numero
1: https://www.poliscritture.it/2026/07/31/fogliettone-1-moltinpoesia-febbraio-2009/
Numero 2: https://moltinpoesia.blogspot.com/2010/03/fogliettone-moltinpoesia-n2-aprile-2009.html
Numero 3: https://www.poliscritture.it/2026/08/02/fogliettone-3-moltinpoesia-novembre-2009/
[iv] Tra gli incontri più seguiti e
significativi ci furono quelli con: - Giancalo
Majorino sul Viaggio nella presenza del tempo (dicembre
2007); - Giampiero Neri su Teatro naturale e teatro storico (marzo
2008); - Eugenio Grandinetti su Catullo e la poesia degli
antichi (marzo 2009); - Enzo Giarmoleo su Ferlinghetti; - Leonardo
Terzo e Simona Viciani su Bukowski; - Loredana Magazzeni, curatrice
dell’antologia «Corporea» di poesia femminile; - l’attore Oliviero
Corbetta, che recitò testi di Franco Fortini in una “prova di
spettacolo” intitolata «Per un buon uso delle rovine. Storia d’Italia tra
poesie e prose» (febbraio 2010). L’elenco degli incontri tenuti dal Laboratorio
Moltinpoesia di Milano si legger qui: https://moltinpoesia.blogspot.com/2023/12/moltinpoesia-gli-incontri-dal-2007-al.html
martedì 25 agosto 2026
Laboratorio Moltinpoesia di Milano. Archivio: Rendiconto 2011
di Ennio Abate
Pubblico il resconto delle attività del Laboratorio Moltinpoesia di Milano che scrissi nel 2011 su richiesta di Giancarlo Majorino, fondatore e presidente della la Casa della Poesia di Milano
«Questa
nostra dottrina sarà forse accolta con un sorriso da coloro che, riservando
alla massa del popolo i vizi propri di tutti i mortali, dicono che il volgo è
in tutto sregolato, che fa paura se non ha paura, che la plebe o serve da
schiava o domina da padrona, che non è fatta per la verità, che non ha
giudizio, ecc. Invece la natura è una sola ed è comune a tutti… è identica in
tutti: tutti insuperbiscono del dominio; tutti fanno paura se non hanno paura,
e ovunque la verità è più o meno calpestata dai cattivi o dagli ignavi, specie
là dove il potere è nelle mani di uno o di pochi che nell’istruire i giudizi
non hanno di mira la giustizia o la verità, ma la consistenza dei patrimoni
Baruch Spinoza, Trattato
politico
sabato 22 agosto 2026
SUL QUADRO AL 21 AGOSTO 2026
di Ennio Abate |Tabea Nineo
al centro l’albero vive ancora
ma in foglie affumicate
contadino dimmi tu
come inseguirai
l’animale in fuga dal passato
madamina cagnolina signorina
quanti oh
in alto poi si vedrà
il bianco è figura
voi suoi tatuaggi
lunedì 17 agosto 2026
Sui tentativi di ripensare la poesia di Lorenzo Calogero
Sulla pagina FB di Luciano Aguzzi (qui) è comparsa un'attenta e acuta lettura del poeta calabrese "fuori norma" (anche nella vita) o "inclassificabile". La riporto in Appendice. Qui copio il mio commento e la replica di Aguzzi:
venerdì 14 agosto 2026
Raccomandazioni al Narratore
di Ennio Abate
narratore sii indulgente
nella luce tersa del mattino farai con me il percorso
da via Sichelgaita alla parrocchia di San Domenico
dopo le prime due curve in discesa
la serpentina in piano di via Avenia
che – fino al termine – ha a destra il muretto lungo e basso
e a sinistra finestre a pianoterra – tante e d’un verde oliva scuro
tutte chiuse ancora nel sonno
vedi come si precipitano gli occhi sulle cime
– quasi le toccano – dei nespoli a foglie larghe
cresciuti fin quassù dai giardini ombrosi sottostanti
vedi come spio nelle camere
– qui le finestre son già spalancate –
delle palazzine (ultima la Clinica Laurenzi)
e nei riquadri di luce tra le loro facciate
l’orizzonte con il mare fosco in basso
e il cielo in chiaro altissimo
e quando sul ponticello della ferrovia
guarderai l’antro buio che inghiottì la suicida tradita dal marito
rallenta il ritmo del racconto
poi la discesa ripida falla di corsa
e ricomponi tu le impercettibili variazioni dei ricordi
ohi, la garitta della sentinella di turno alla caserma della polizia
Porta Rotese coi pietroni rinfrescati dal fruttivendolo che apre il negozio
il seminario arcivescovile
teatro immobile del fanciullesco e cattolico disastro di cui hai detto
fino al vicoletto cinque finestre cinque inesplorati mondi
finestra a pianoterra con grate e suono di pianoforte
con suore di Cristo Re e intraviste fanciulle
finestra – anch’essa a pianoterra – del cieco
che riconosceva i nostri passi di ragazzi
e c’intratteneva per avere un po' di compagnia
finestra in alto delle inafferrabili tre belle sorelle
ammiratrici e ammirate – che andavano al Magistrale
finestra da dove spiava monacale la sorella di C.
in carnale rotonda tristezza
finestra – due piani più su – dei M.
un subbuglio inquieto di quattro figli maschi e d’ira paterna
infine la scalinata di san Domenico
mattutina meta di noi ragazzini giocondi servitorelli di preti
mezzora prima già là, nella sacrestia lunga –
i muri bianchi altissimi un solo tondo di luce in alto
20 gennaio 2023
giovedì 13 agosto 2026
lunedì 10 agosto 2026
venerdì 7 agosto 2026
“Le poesie italiane di questi anni” di Franco Fortini 1959
Ripulitura 2026 di uno dei tanti appunti dedicati al problema dei moltinpoesia. Una versione precedente di questo articolo è qui: https://moltinpoesia.blogspot.com/2024/06/su-le-poesie-italiane-di-questi-anni.html [E. A.]
martedì 4 agosto 2026
domenica 2 agosto 2026
sabato 1 agosto 2026
Fogliettone 2 MOLTINPOESIA aprile 2009
per leggere clicca
https://www.poliscritture.it/2026/08/01/fogliettone-2-moltinpoesia-aprile-2009/
venerdì 12 marzo 2010
FOGLIETTONE
"MOLTINPOESIA" N.2 APRILE 2009
LA SERATA DEL 26 MARZO
venerdì 31 luglio 2026
martedì 21 luglio 2026
Sguardi
di Ennio Abate
Cocci di vetro
e nella cantina
un graffio di sole.
Capocchie lucenti
di spilli nel catrame.
Legni della segheria
bagnati di pioggia.
Il corno di vacca
in cima al palo.
sabato 18 luglio 2026
Mi sfiorassero ancora
di Ennio Abate
mi sfiorassero ancora
l'anatra colorata
con pastello d'infanzia
e le anguille nella pentola
tranquille
e in rimorso
la coda del gatto impiccato
(1963 circa)
* Tabea Nineo, Anatra, disegno 19 feb. 1992
martedì 14 luglio 2026
domenica 12 luglio 2026
domenica 5 luglio 2026
venerdì 3 luglio 2026
mercoledì 1 luglio 2026
Cantieri
mentre nella mia stanza solitario accumulo appunti
di fronte a me altri - imponente - hanno elevato
un palazzaccio e trasalendo me ne accorgo
quando - cemento d'oggi dimensioni d'oggi -
l'enorme quinta ha sigillato il rettangolo
di mutevole cielo che vedevo dalla mia finestra
e se m'affaccio controllo quanto ad ovest
ne ha ritagliato e come due ore quasi prima
sottrarrà - per sempre - il sole alla vista
attorno altri casermoni ingentili dall'uso
un prato che pur fiorisce a primavera
una sua spellacchiata esistenza
nugoli di bimbi in movimento impavido
fra stagioni di luci e nebbie
undici piani dunque
lavoro a un centinaio di muratori e tecnici
appartamenti a seicento famiglie
profitti alla cooperativa che mai coscienza illuminerà
il braccio della gru ha ruotato lento silenzioso
e seminato carichi per due anni un altoparlante
ha gracchiato avvisi la sirena distribuito intervalli
i muratori - fantocci di Breughel accanto a fuochi
mattutini li ho visti entrare e uscire lentamente o di corsa
e comparirmi davanti dal panettiere o al bar qui sotto
contemporanei fotografabili televisivi
per tornare poi sui ponteggi affacciarsi a gruppi
guidare i moti della carrucola scomparire
nelle cornici spoglie dei piani in spazi d'altra luce
dai bimbi ho saputo anche che i cani da guardia
ululanti a notte - hanno avuto la loro leggenda:
una cagna ha figliato è morta e il cane nero
a lungo l'ha vegliata
gli appartamenti pronti a breve
custodiranno parti della vita normalmente orrenda
di seicento famiglie che hanno risparmiato
e litigato per risparmiare
pure i miei appunti scritti all'ombra del palazzaccio
tratterranno parti della mia vita altrettanto orrenda di questi anni
e l'interrogazione su quella a noi tutti mancante
(anni '90-'95 | 1 luglio 2026)
* Foto. Condominio Boccaccio 14/16 a Cologno Monzese soprannominato "Colosseo"
Collage di rovi
di Emma Pretti
Morso di lupo
La notte che le stelle giacquero
m’insegnarono il male.
Se ne stava col pelo ritto
fuori dalla porta
e bestemmiava sé stesso.
Io proprio non capivo
dove ruzzolassero le sue parole
fuori dalla fosca cortina della
nebbia.
Gobbo mi sembrava e straricco
e rapido a sparire
lasciando come traccia solo
l’impronta
della propria lingua.
Rappresentava il lupo la civetta
l’avvoltoio
o una colonna supersonica di fuoco
-
tutte
le disumane difformi apparenze.
L’unico colpevole rimasto
con gli occhi roteanti nelle orbite
vuote
mi raccontò del suo bosco perfetto
dove si raccolgono solo funghi
velenosi.
Sacrificio
Serpenti senza legge
nella catapecchia manicomio
che tende verso la scarpata:
com’è possibile confrontare
la cornacchia e la lepre
rispetto a una simile posizione?
Non c’è idiota che non conosca
La strada sdrucciola
che fa di caino omicida
il miglior donatore.
Afasia del male
Se i colpevoli non ci sono più
la memoria tace.
Dio sceglie il silenzio per salvare
le insensate ragioni del male
inconcepibile
che cavalca i margini delle ombre e
i loro tentacoli
e in lui dimora carbonizzato dal
suo sguardo.
Il sole brucia senza far rumore
E l’odio adesso è una risorsa.
Non costa niente, come un pezzo
di pane comune.
Segatura sotto i denti
Brace accesa tra i capelli.
Non sa leggere e non sa scrivere
Ma canta, canta al suono
Possente dei tamburi.
Canta e divora
-
Divora
e geme.
Istant poem
nel singhiozzo della tortora
l’alba è domani.
Manca pace e pioggia.
Componimento inedito
domenica 28 giugno 2026
"Rumori di fondo" di Luca Chiarei
venerdì 26 giugno 2026
Aborto poetico pensando a un poema satirico
di Massimiliano Gusmaroli
Scrivere uno scritto satirico è come
abbattere due uccelli con una sola pietra
(Baudelaire, da «La ville des
anges»)
domenica 21 giugno 2026
martedì 16 giugno 2026
venerdì 12 giugno 2026
Lezione del gatto nero
di Ennio Abate
ah, come l’ho
imparata la lezione del gatto nero
che quand’ero bambino mangiò il passero
lasciando soltanto una zampetta stretta
nello spago con cui l’avevo legata
al piede d'una sedia di paglia
andò così: tanta cura avevo di quel passero
- dono di un mio intrepido cugino di campagna
d’animali più di me sapiente cacciatore
ma qualcuno - chi? - lasciò socchiusa una
porta
ed ero assente quando arrivò rapido e furtivo
dal giardino assolato nella stanza in
ombra
dopo lo scempio l’ inseguii a sassate e
per giorni quel maledetto gatto nero nero
mercoledì 10 giugno 2026
a tagliola
di Ennio Abate
la neve fredda
assassina
suo umile complice
Guglielmo
ragazzo e cugino
prepara tagliole
oh, pettirosso!
oh, passero!
(e la pioggia, il vento
gli alberi lì intorno?)
(1dicembre 2017)
lunedì 8 giugno 2026
Ricami e affondi sulla crisi della poesia
di Ennio Abate
Ricami - come quelli sulla pagina FB di Gabriela Fantato di cui ho detto qui - sono pure quelli di Alessandro Carrera sul blog "Le parole e le cose 2" (qui).
Affondi quelli di Franco Fortini in questa intervista del 1993 a RAI Educational, ora non più in circolazione ma che può essere letta interamente qui
venerdì 29 maggio 2026
In memoria di Giorgio Linguaglossa
Giorgio Linguaglossa è mancato a Roma il 20 aprile 2026. Il rapporto burrascoso che ho avuto con lui tra il 2010 e il 2013 e la successiva rottura non impediscono un mio omaggio sincero alla sua combattiva figura di poeta e di critico. Rifletterò sul suo lascito e forse ne parlerò ancora pubblicamente. Per ora ospito volentieri su Poliscritture i versi a lui dedicati da chi gli è stato fraterno amico e interlocutore puntiglioso per lunghi anni. [E. A.]
lunedì 25 maggio 2026
Poesia come lavoro o “essere vivente”?
di Ennio AbateQuesto è il mio intervento nella discussione aperta oggi da Gabriela Fantato sulla sua pagina FB. In Appendice il suo articolo.
domenica 24 maggio 2026
cronaca al volo (1)
ah, sì, sì | Italia | nel gorgo |dicono | della “disoccu-flazione”| la chiamano così | posti (tanti) di lavoro distrutti| e non ti dico che fine farà | il potere d’acquisto | così equamente distribuito |da nord a sud | dall'alto all'alto
un paese che non c'era | nacque nel 1948 | sfollando 700.000 persone | occupando | distruggendo | villaggi | con le cattive o le buone maniere| ma distruggendo | erano amici nostri | ammirati | gli abbiamo preparato il terreno | nemici d'oggi | temuti
ah, ah | vecchi del '68| piacerebbe imbarcarci | eh | con la Flotilla | e non invidiare più | i giovani presi a botte e | torturati | ma non | come capita ai palestinesi | un po' di meno | come s'addice a schiatta occidentale
venerdì 22 maggio 2026
Una segnalazione e un commiato
di Ennio Abate
Cara Marina,vi seguo tramite la vetrina di FB. So della recensione di Massimo al libro di Velio Abati. (L’ho ricopiata anche sotto l’articolo di Poliscritture che segnalava l’uscita di La guerra d’Argo). So dell’uscita del tuo libro. E lo segnalerò anche su Poliscritture. Di più non mi sento di fare. Sono sempre più in rotta con l’area poetica-politica che a Milano, tra il mondadoriano Cucchi, Casa della Poesia di Milano in mano a De Angelis & C., Casa della Poesia al Trotter, guida ora la danza. Proprio ieri ho polemizzato coi “trotteriani” (https://moltinpoesia.blogspot.com/2026/05/contro-i-trotteriani-si-predica-bene-si.html).Un caro saluto a te e a Massimo.
giovedì 21 maggio 2026
adesso che
di Ennio Abate
il lampo non mi sfioreràadesso che
un cane in guardia per una finta sassata
pochi amici di svista
mi sono bastati per mesi
martedì 19 maggio 2026
Contro i "trotteriani": si predica bene, si razzola male.
A.
«Questo slittamento si manifesta con particolare evidenza nelle polemiche ricorrenti sullo «stato della poesia contemporanea». Frasi allarmistiche, annunci catastrofici di morte del poetico, di irrilevanza culturale, di svuotamento del senso o di decadenza irreversibile riempiono riviste specializzate, blog, convegni e social network. Eppure, a queste diagnosi apocalittiche segue raramente il coraggio elementare di una citazione precisa, di un esempio concreto, di un verso o di un nome portato come emblema negativo»
B.
«È proprio in questo vuoto di ascolto autentico che emerge con frequenza sempre maggiore la figura del critico-Narciso. Non più il critico come servus poetae (servitore del poeta), secondo l’antica e nobile concezione, ma colui che utilizza il testo come specchio lucido per contemplare la propria intelligenza, la propria coerenza teorica, la propria identità di opinion maker accademico o di intellettuale mediatico.»*
*da La critica letteraria: un umile cammino verso l'altro di Sergio Daniele Donati: https://www.facebook.com/SergioDaniele.Donati/posts/pfbid02TmyMPmVDeKEf1GXyQ7WXoUpej38HeqMBEjb5PU2ymdQjz4eGDTSwFtThdFL2m4ELl?locale=it_IT
oppure:
https://www.casapoesiatrotter.it/post/la-critica-letteraria-un-umile-cammino-verso-l-altro?fbclid=IwY2xjawR43nJleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeknLxE_wCp18nXjLMig_eay97jwAZWQddwiVn1bQrl3FQaVqc2lCMxhf0b7I_aem_0IDWOrztrU3ltVXyU5hTTA
C.
E dov’è «il coraggio elementare di una citazione precisa, di un esempio concreto» del “critico-Narciso”?
lunedì 18 maggio 2026
domenica 17 maggio 2026
Il Canada e un sogno
di Fabio Strinati
(A Bruce Hunter)
Prime nevicate d’ottobre;
cantastorie in una tempesta
attraversando lo spettro
del mio cuore lungo il fiume
della strada appariscente...
La musica del menestrello
canta di un poeta con in mano
una chitarra nella scrematura
nel bicchiere della pietra;
una foglia di cedro rosso,
al calar della notte, sulla baia
dei sogni azzurri...,
con un faro di speranza
del balsamo l’abete.
Scioglie la neve sotto ai ponti
la sua storia al diamante, d’acqua
nitida, la chiarezza del Canada
nel silenzio immobile.
giovedì 14 maggio 2026
In esodo, ti dico, in esodo
di Ennio Abate
in esodo, ti dico, in esodo
vai anche da vecchio solo
non chiedere compagnia d’altri
Poesia a un giovane poeta
di Massimiliano Gusmaroli
Ero giovanissimo, cominciai a dodici
scrivendo versi
già impegnati, inclini
a esser già
duri col mondo, Pasolini
delle
"Ceneri" già scartava i più facili
approdi e agli
esperimenti mi guidava
con disciplina
di luce, come gli angeli;
e così io non
fui mai come lui: un nini
muart, un giocoso Narciso fanciullino
ma presto
adulto fui dentro i codici
della poesia
civile che in alto brillava
e nel basso
così presto poneva il donzel
nella fossa,
con un terribile abominio.
Nei miei
dodici, già i suoi cinquantatre!
mercoledì 6 maggio 2026
lunedì 4 maggio 2026
venerdì 1 maggio 2026
AHI, SERVA ITALIA....
di Ennio Abate
servi noi fummo
di "Franza o Spagna
purché se magna"
servi noi siamo
purché sui social
sbobba ci danno
* in merito alla notizia di "Trump [che] minaccia di ridurre le truppe americane anche in Italia" e alle reazioni di quanti dicono che "dovremmo allora avere il coraggio di rimandare al mittente le minacce di ritiro dell’esercito dal territorio italiano."
giovedì 30 aprile 2026
Comincio a leggerti
comincio a leggerti
caro Sohn- Rethel
e mi stai simpatico
con la tua idea fissa
ancorarsi al Capitale
e per quel tuo scrivere
montagne di fogli
esaminanti
ogni espressione
delle prime sessanta pagine
del lavoretto di Marx
lunedì 27 aprile 2026
A Franco T.
di Ennio Abate
Ci raccontiamo la forma delle pietre
In cui siamo inciampati
la loro resistenza ai mutamenti
sperati.










































