appunti per poesie del 19 settembre 1963
di Ennio Abate
una
donna
ninna
nanna
segreta
che tien desto
ciò che
di vivo possiedi
ritmo di cuore qualunque
fino allo spasimo che penetrare l’immobilità delle cose
***
un tronco
d’albero
forse pioppo calmo
forse dolore
ma senza luna
né lampioni.
non hai mai
conosciuto
l’inquietudine
delle onde o del
vagabondo quando
il sole li sveglia
a pezzi. d’una saggezza
scabra e senza paragoni
solenne che neppure le pisciate
dei cani sono riuscite a umiliare. le sue parole
o foglie cadono solo ben meditate, non importa dove.
***
un
amico
già
calmo
in cui il
sospirare
l’infinito
s’incontra
pacato e
asciutto
con un antico
rancore.
Si restringe
la sua
angoscia
se parla
in un
sorriso
che trascura
il domani
soltanto.
Il suo
passato
dice d’averlo
nei
piedi
***
e
colline
in cui la voce si sperde
senza che nulla succede. Colline che
d’affanno nei pomeriggi estive avevano
l’alitare d’un cane sudato
in cui esprimersi
***
un rimpianto che non so dove mettere




























