sabato 24 dicembre 2011

Lucio Mayoor Tosi
Natale



Mario Mastrangelo mi ha inviato un ottimo commento critico per la poesia di Natale che vi ho letto ieri.Trovo interessante questa alleanza tra critica e poesia, e se possibile mi piacerebbe metterli entrambi sul blog come hai fatto per la poesia "I rapaci" di Flavio Villani. Grazie. Ancora tanti auguri.

A natale spuntano le margherite
le mucche svizzere suonano coi loro batacchi
come fa il cucchiaino su questa tazza.

Fuori c'è un sole che spacca, preparo la borsa
per la piscina scandinava, mi trucco
mi specchio e ascolto le parole del TG.

La voglia di morire non sta negli ospedali
viene prima, viene a vent'anni anche se oggi
si vive più a lungo,  più a lungo con la voglia
di morire. 

Flavio Villani
I Rapaci
con un commento
di Leonardo Terzo


I rapaci s’alzano in volo
Poco prima dell’alba
Silenziosi volteggiano
In alto
Oltre i cirri più ostili
In cerca di prede
Acuminati incidono il ghiaccio
Sottile
E mentre feriscono il cielo
Attendono il momento propizio
(Proprio il momento più giusto)
Per fare ciò che i rapaci
più amano al mondo

mercoledì 21 dicembre 2011

Laboratorio MOLTINPOESIA



« Cenai con un piccolo pezzo di focaccia,
ma bevvi avidamente un'anfora di vino;
ora l'amata cetra tocco con dolcezza
e canto amore alla mia tenera fanciulla. »


per un saluto e uno scambio di auguri
c
’incontriamo a Milano
venerdì 23 dicembre alle ore 17
nella sala Dopolavoro Ferroviario sottopasso via Tonale/Pergolesi Stazione Centrale 
(si consiglia di entrare nel sottopasso dalla parte di via Tonale  tenendo il lato sinistra)
Portate una poesia da leggere

[L’incontro-festicciola è aperto a tutti i simpatizzanti]

Di seguito qui sotto un'infornata di poesie natalizie  composte o suggerite da amici e amiche. Altre potete aggiungerne voi stessi negli spazi commenti.

martedì 20 dicembre 2011

domenica 18 dicembre 2011

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
PER I COMMENTATORI
DEL BLOG

Visto che in diversi lamentano la scomparsa del commento che era apparso pubblicato, sono andato a documentarmi, ponendo il problema su Google e ho trovato che qualcosa di simile accade anche in altri blog di BLOGGER.  Invito nuovamente a mantenere copia del commento in modo da poterlo nuovamente inserire, se scomparisse. E a tentare qualche tempo dopo il primo fallito tentativo. O in casi estremi a inviarmelo a:
 
Ecco il link  dove ho trovato la discussione:

Perché i commenti che lascio nei blog che seguo scompaionosubito ...

www.google.com › Forum di assistenzaBloggerAltro
23 risposte - 9 mag
Perché i commenti che lascio nei blog che seguo scompaiono subito ... che il commento è stato caricato correttamente poi in realtà sparisce nel nulla. ... correttamente il commento e compare la scritta che verrà pubblicato in ..

Essa  fa capire che il problema non dipende dall'amministratore  del blog, ma non dà la soluzione. Se ci fosse  qualche esperto che può dare suggerimenti, un grazie anticipato. [E.A.]

sabato 17 dicembre 2011

Giorgio Linguaglossa
«Lingua delle maschere»
(o lingua delle nacchere?)



 Ci salveranno i dialetti (e i dialettali)? Tra le varie strade tentate per  uscire dalla crisi (per chi l'ammette; poi ci sono quelli che, anche nella palude, sognano cieli sublimi alla Tiepolo) quella del "ritorno al dialetto" o del "recupero dei dialetti" (o delle "radici") sembra attirare molti; ed avere una sua patina persino "politica": i dialetti  sarebbere un argine, una forma di resistenza, ai linguaggi  commercializzati e all'anglo-americano globalizzato.  I dialetti? Quelli che oggi affondano le loro radici in comunità sempre più "provvisorie"o "di plastica" o "elettronificate"? Come  non vedere che l'autenticità (dei dialetti, delle comunità, del "popolo", dello stesso "io borghese") è un'invenzione di una tradizione (Hobsbawm) a fini consolatori o politici (si lensi alle "piccole patrie" leghiste)? 
Lo scetticismo  di questa nota di Linguaglossa, al di là dei giudizi sui singoli poeti su cui qualcuno dissentirà, mi pare condivisibile. Troppa mitologia ( o ideologia pseudo-resistenziale o solo nostagica) pesa sulle operazioni condotte almeno dai dialettali "programmatici" (voglio salvare  quelli "spontanei" o naif )  La discussione sul tema non è nuova. Ritorna  di tanto in tanto; ed è sintomo della crisi che "ci lavora", più che l'indicazione del varco da cui uscirne.  Lo dice uno che il "suo" dialetto non l'ha dimenticato. Ma conservare una reliquia cara non  significa resuscitare un mondo perduto. E non si può solo conservare. Si deve cercare. Abbiamo da affrontare una "malattia delle lingue", che colpisce contemporaneamente lingua nazionale e dialetti. Non si sa per quale miracolo questi ultimi ne sarebbero immuni. Insomma, in tempi di "sacrifici" non ci si venga a dire che dobbiamo accontentarci dei dialetti - i "meno abbienti" - o della "sublime lingua borghese" letteraria (Fortini). Esodanti e contrabbandieri, continuiamo a cercare...[E.A.]


Guardando per terra. Voci della poesia contemporanea in dialetto a cura di Piero Marelli LietoColle 2011 pp. 270 € 18,00
(Ivan Crico, Anna Maria Farabbi, Renzo Favaron, Fabio Franzin, Francesco Gabellini, Vincenzo Mastropirro, Maurizio Noris, Alfredo Panetta, Edoardo Zuccato)

Mettere mano ad una antologia della poesia in dialetto significa preliminarmente fare i conti con alcune questioni di fondo, innanzitutto: dobbiamo credere veramente e ciecamente alla tesi zanzottiana del dialetto quale «lingua matria»? Quale linguaggio in grado di attingere una immediatezza più immediata di quanto sia possibile con la lingua maggiore? E che tale presunta immediatezza sia anche il precipitato di una autenticità altrimenti inattingibile? Dobbiamo credere che mediante il dialetto si possa raggiungere il porto sepolto del ritorno a casa? Che il dialetto permetta un rapporto «ingenuo», «inconsapevole» e magico con il «reale»? Dobbiamo ancora credere all’assioma della lingua irta ed asprigna di un Albino Pierro come quella vetta estetica irraggiungibile? Personalmente, ho dei dubbi: si tratta di una vulgata, di una mitologia che, come tutte le mitologie ha un inizio e una fine.
A tal fine citiamo le parole di una intervista di Zanzotto rilasciata a Renato Minore uscita in questi giorni per i tipi di Donzelli:*