di Ennio Abate
ah, come l’ho
imparata la lezione del gatto nero
che quand’ero bambino mangiò il passero
lasciando soltanto una zampetta stretta
nello spago con cui l’avevo legata
al piede d'una sedia di paglia
andò così: tanta cura avevo di quel passero
- dono di un mio intrepido cugino di campagna
d’animali più di me sapiente cacciatore
ma qualcuno - chi? - lasciò socchiusa una
porta
ed ero assente quando arrivò rapido e furtivo
dal giardino assolato nella stanza in
ombra
dopo lo scempio l’ inseguii a sassate e
per giorni quel maledetto gatto nero nero

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