venerdì 18 maggio 2012

DISCUSSIONE
Domande a chi recinge


Sul sito LE PAROLE E LE COSE (qui) è stata inaugurata una nuova rubrica a cura di Massimo Gezzi dedicata ai "poeti nati negli anni Ottanta". Ho lasciato questo telegrafico commento. Le citazioni in exergo sono quelle condivisibilissime di un  brillante e a me ignoto commentatore dei post di LPLC. [E.A.]

Lucio Mayoor Tosi
Stella che...


Stella che non vedi nel cielo notturno annuvolato
ma c'è, come qualcuno s'accendesse una sigaretta 
nel bosco degli alberi non più morti. 

Questo agglomerato tutt'intorno ai supermercati  
è solo spazio da riempire. Non fondamentale, dice l'architetto. 
Da qui a qui zona franca, posteggi, aiuole e divieti. 
Area per bimbi e cani, consolati e sedi della ASL. 
Tutto ciò che potrebbe servire, ma che non serve 
tra vita e non vita. 

Eppure lì, ne sono certo, c'è una stella che s'è tradita.

mercoledì 16 maggio 2012

Robert Walser
Sui poeti



da  R. Walser, Storie,   Adelphi  Ed.,  Milano 1982

1.  DI UN POETA
Un poeta si china sulle sue poesie, ne ha fatte
venti. Sfoglia una pagina dopo l'altra e trova che
ogni poesia risveglia in lui un sentimento tutto par-
ticolare. Si tortura penosamente il cervello per sco-
prire cosa sia mai quel non so che di sospeso sopra o
attorno alle sue poesie. Preme, ma non viene fuori
niente, spinge, ma non esce nulla, tira, ma tutto
rimane qual
è, vale a dire oscuro. Si abbandona sul
libro aperto tra le braccia conserte e piange. lo
invece, quel briccone di autore, mi chino adesso
sulla sua opera e scopro con infinita disinvoltura
qual
è il mistero.

Giuseppina Di Leo
Due poesie


Il tempo dell’appartenenza

Sotto i portici di piazza Cavour di Rimini una ragazza fa esercizi yoga.
Sulla adiacente strada la gente sfila veloce in bicicletta
sento il battere delle ali di un piccione.
L’aria è fredda e pioviggina, non c’è sole: sembra autunno.
Ma le ragazze sorridono comunque. Perlomeno ci proviamo.
La pioggia ha la sua buona parte di verità in questa domenica di fine luglio
una verità che rompe gli argini dell’ipocrisia
di quanti vorrebbero supporre il pensiero degli altri
gli abitanti indefessi del lato falso del mondo della poesia.

domenica 13 maggio 2012

Experimentum moltinpoesia:
Testi poetici (e non) da immagini

Stamattina ho ricevuto questa foto inviatami da Mayoor. Ho pensato: Ecco i moltinpoesia (vabbé mancano le signore...) se fossimo in Africa! Potrebbe essere anche un'immagine allegorica: il carro dei moltinpoesia nel deserto... Si potrebbe fare l'"esperimento":  versi o riflessioni a partire dalla foto...[E.A.]

....Comincia Emilia Banfi:
Guardate e pensate, quanto è importante il colore in questa foto.



MOLTI

Siamo sopra
sopra le nostre cose
sopra i nostri sforzi
Non perderemo nulla?
Saremo come nel colore
tutti da guardare
perderemo qualcosa?
un punto un equilibrio

e se andiamo è perché
siamo soli insieme.

Altri e altre nello spazio dei commenti...


sabato 12 maggio 2012

Paolo Pezzaglia
Quattro variazioni sulla rosa


A proposito di rose e ricordando ovviamente le rose di Ronsard (Comme on voit sur la branche, au mois de mai, la rose,/ En sa belle jeunesse, en sa première fleur,/  Rendre le ciel jaloux de sa vive couleur...) ecco le mie “rose” tra naturale sboccio di primavera e l’inevitabile entropia (che mi ossessiona). [P. Pezzaglia]

L’APPRENDISTA E LA ROSA

Legato alla ruota degli eventi
nel doloroso smuoversi
dell’eterno orologio,
spingendo anch’io la magìa
che tutto svolge,
si rivela la mia stessa
morte abbagliante e certa.

In una sola realtà, in una sola lusinga
rosa di donna  e fama.
Poi sgretolamento e ritorno…
……………………………..

venerdì 11 maggio 2012

Giorgio Mannacio
Scuola di poesia

Correggio, Maddalena leggente (dipinto perduto)


                                                                                                                                                                                  agli amici di Moltinpoesia

Velata l’emozione
si fa giorno. Dai tini
non scorre vino ormai, ma solo sangue
sino all’affusto dei cannoni. Muore
con la rosa la donna che la pose
sul suo petto fiorito.
Non lacrime, ma parole
cercano di posare sopra il niente
di velina strinata
testimonianza estrema.
La sua mano non trema.
Perché dovrebbe se di una stella spenta
oggi soltanto arriva lo splendore ?

Milano, 11 maggio 2012.

SEGNALAZIONE
Prossimo incontro
del Laboratorio Moltinpoesia


alla Libreria Linea d’ombra di Milano
Via San Calocero 29 Milano
Telefono: 028321175
Fermata MM  Linea verde Sant’Agostino 
Lunedì 14 maggio 2012 ore 17, 30
Letture e dialoghi sul tema
Fortini-Milano/Pasolini-Roma
Introduce Ennio Abate in dialogo con Giorgio Mannacio
…la città /che mi porta s’intorbida nei viali / sui battistrada di autotreni, muore /fra i ponti di bitume, fari, scorie. / Qui sarò stato vivo… (F. Fortini, Al di là della speranza)
e non lontano, / tra casette / abusive ai margini del monte, o in mezzo // a palazzi, quasi a mondi, dei ragazzi / leggeri come stracci giocano alla brezza / non più fredda, primaverile…(P.P. Pasolini,  Le ceneri di Gramsci)
  «Non è un accostamento deterministico. Non è che se Pasolini fosse arrivato a Milano, invece che a Roma, sarebbe  diventato un Fortini. E viceversa. Ma il capitalismo ci fa vivere in realtà anche fisicamente contraddittorie (città-campagna; centro-periferia) o accentua le contraddizioni preesistenti.  E le culture, le biografie, (forse persino gli psichismi) hanno - sotto il mantello omogeneo, globalizzante,  massificato - accentuazioni “locali”, “individuali”, “singolari”» (E.A., Appunti)
 Gli incontri, curati da Ennio Abate e Giorgio Mannacio, sono aperti a tutti.


martedì 8 maggio 2012

Ennio Abate
Su «Dopo il moderno»
di Giuseppe Pedota.
Lettera a G. Linguaglossa

Pubblico una mia lettera-recensione sul libro di Giuseppe Pedota e, di seguito e per  completezza, una risposta di Giorgio Linguaglossa  alla precedente versione di questo mio scritto, anche se alcune questioni lì trattate ho preferito stralciarle per non appesantire la discussione. [E.A.]


Giuseppe Pedota, Dopo il moderno.Saggi sulla poesia contemporanea, Edizioni CFR, Piateda 2012

Caro Giorgio,
          su Dopo il moderno di Giuseppe Pedota abbiamo anticipato su questo blog una prima parte degli appunti (qui). Avevo in quell’occasione dichiarato quali erano per me i punti di vicinanza e di distanza dalla sua visione della crisi del moderno in poesia. Avendo ora letto la seconda parte del libro, incentrerò  questa mia recensione in forma di lettera proprio sulla sua questione centrale: la scelta a favore di un’antimodernità astorica (ben diversa, come ti precisai, dall’antimodernità sempre storica di Fortini).