venerdì 18 maggio 2012
DISCUSSIONE
Domande a chi recinge
Lucio Mayoor Tosi
Stella che...
Stella che non vedi nel cielo notturno annuvolato
ma c'è, come qualcuno s'accendesse una sigaretta
nel bosco degli alberi non più morti.
Questo agglomerato tutt'intorno ai supermercati
è solo spazio da riempire. Non fondamentale, dice l'architetto.
Da qui a qui zona franca, posteggi, aiuole e divieti.
Area per bimbi e cani, consolati e sedi della ASL.
Tutto ciò che potrebbe servire, ma che non serve
tra vita e non vita.
Eppure lì, ne sono certo, c'è una stella che s'è tradita.
mercoledì 16 maggio 2012
Robert Walser
Sui poeti
Un poeta si china sulle sue poesie, ne ha fatte
venti. Sfoglia una pagina dopo l'altra e trova che
ogni poesia risveglia in lui un sentimento tutto par-
ticolare. Si tortura penosamente il cervello per sco-
prire cosa sia mai quel non so che di sospeso sopra o
attorno alle sue poesie. Preme, ma non viene fuori
niente, spinge, ma non esce nulla, tira, ma tutto
rimane qual è, vale a dire oscuro. Si abbandona sul
libro aperto tra le braccia conserte e piange. lo
invece, quel briccone di autore, mi chino adesso
sulla sua opera e scopro con infinita disinvoltura
qual è il mistero.
venti. Sfoglia una pagina dopo l'altra e trova che
ogni poesia risveglia in lui un sentimento tutto par-
ticolare. Si tortura penosamente il cervello per sco-
prire cosa sia mai quel non so che di sospeso sopra o
attorno alle sue poesie. Preme, ma non viene fuori
niente, spinge, ma non esce nulla, tira, ma tutto
rimane qual è, vale a dire oscuro. Si abbandona sul
libro aperto tra le braccia conserte e piange. lo
invece, quel briccone di autore, mi chino adesso
sulla sua opera e scopro con infinita disinvoltura
qual è il mistero.
Giuseppina Di Leo
Due poesie
Sotto i portici di piazza Cavour di Rimini
una ragazza fa esercizi yoga.
Sulla adiacente strada la gente sfila
veloce in bicicletta
sento il battere delle ali di un piccione.
L’aria è fredda e pioviggina, non c’è
sole: sembra autunno.
Ma le ragazze sorridono comunque.
Perlomeno ci proviamo.
La pioggia ha la sua buona parte di verità
in questa domenica di fine luglio
una verità che rompe gli argini
dell’ipocrisia
di quanti vorrebbero supporre il pensiero
degli altri
gli abitanti indefessi del lato falso del
mondo della poesia.
domenica 13 maggio 2012
Experimentum moltinpoesia:
Testi poetici (e non) da immagini
Stamattina ho ricevuto questa foto inviatami da Mayoor. Ho
pensato: Ecco i moltinpoesia (vabbé mancano le signore...) se fossimo in
Africa! Potrebbe essere anche un'immagine allegorica: il carro dei
moltinpoesia nel deserto... Si potrebbe fare l'"esperimento":
versi o riflessioni a partire dalla foto...[E.A.]
....Comincia Emilia Banfi:
Guardate e
pensate, quanto è importante il colore in questa foto.
MOLTI
Siamo sopra
sopra le nostre cose
sopra i nostri sforzi
Non
perderemo nulla?
Saremo come nel colore
tutti da guardare
perderemo qualcosa?
un punto un equilibrio
e se andiamo è perché
siamo soli insieme.
Saremo come nel colore
tutti da guardare
perderemo qualcosa?
un punto un equilibrio
e se andiamo è perché
siamo soli insieme.
Altri e altre nello spazio dei commenti...
sabato 12 maggio 2012
Paolo Pezzaglia
Quattro variazioni sulla rosa
A proposito di rose e ricordando ovviamente le rose di Ronsard (Comme on voit sur la branche, au mois de mai, la rose,/ En sa belle jeunesse, en sa première fleur,/ Rendre le ciel jaloux de sa vive couleur...) ecco le mie “rose” tra naturale sboccio di primavera e l’inevitabile entropia (che mi ossessiona). [P. Pezzaglia]
L’APPRENDISTA
E LA ROSA
Legato
alla ruota degli eventi
nel
doloroso smuoversi
dell’eterno
orologio,
spingendo
anch’io la magìa
che
tutto svolge,
si
rivela la mia stessa
morte
abbagliante e certa.
In
una sola realtà, in una sola lusinga
rosa
di donna e fama.
Poi
sgretolamento e ritorno…
……………………………..
venerdì 11 maggio 2012
Giorgio Mannacio
Scuola di poesia
Correggio, Maddalena leggente (dipinto perduto)
agli amici di Moltinpoesia
Velata l’emozione
si fa giorno. Dai tini
non scorre vino ormai, ma solo sangue
sino all’affusto dei cannoni. Muore
con la rosa la donna che la pose
sul suo petto fiorito.
Non lacrime, ma parole
cercano di posare sopra il niente
di velina strinata
testimonianza estrema.
La sua mano non trema.
Perché dovrebbe se di una stella spenta
oggi
soltanto arriva lo splendore ?
Milano, 11
maggio 2012.
SEGNALAZIONE
Prossimo incontro
del Laboratorio Moltinpoesia
alla Libreria Linea d’ombra di Milano
Via San Calocero 29 Milano
Telefono: 028321175
Lunedì 14 maggio 2012 ore 17, 30
Letture e dialoghi sul tema
Fortini-Milano/Pasolini-Roma
Introduce Ennio Abate in dialogo con Giorgio Mannacio
…la
città /che mi porta s’intorbida nei viali / sui battistrada di autotreni, muore
/fra i ponti di bitume, fari, scorie. / Qui sarò stato vivo… (F. Fortini,
Al di là della speranza)
e non lontano, / tra casette / abusive ai margini del monte, o in mezzo // a palazzi, quasi a mondi, dei ragazzi / leggeri come stracci giocano alla brezza / non più fredda, primaverile…(P.P. Pasolini, Le ceneri di Gramsci)
«Non
è un accostamento deterministico. Non è che se Pasolini fosse arrivato a
Milano, invece che a Roma, sarebbe
diventato un Fortini. E viceversa. Ma il capitalismo ci fa vivere in
realtà anche fisicamente contraddittorie (città-campagna; centro-periferia) o
accentua le contraddizioni preesistenti.
E le culture, le biografie, (forse persino gli psichismi) hanno - sotto
il mantello omogeneo, globalizzante,
massificato - accentuazioni “locali”, “individuali”, “singolari”» (E.A.,
Appunti)
Gli incontri, curati da Ennio Abate e Giorgio
Mannacio, sono aperti a tutti.
martedì 8 maggio 2012
Ennio Abate
Su «Dopo il moderno»
di Giuseppe Pedota.
Lettera a G. Linguaglossa
Pubblico una mia lettera-recensione sul libro di Giuseppe Pedota e, di seguito e per completezza, una risposta di Giorgio Linguaglossa alla precedente versione di questo mio scritto, anche se alcune questioni lì trattate ho preferito stralciarle per non appesantire la discussione. [E.A.]
Giuseppe Pedota, Dopo il moderno.Saggi sulla poesia contemporanea, Edizioni CFR, Piateda 2012
Caro Giorgio,Giuseppe Pedota, Dopo il moderno.Saggi sulla poesia contemporanea, Edizioni CFR, Piateda 2012
su Dopo il moderno di Giuseppe Pedota abbiamo anticipato su questo blog una prima parte degli appunti (qui). Avevo in quell’occasione dichiarato quali erano per me i punti di vicinanza e di distanza dalla sua visione della crisi del moderno in poesia. Avendo ora letto la seconda parte del libro, incentrerò questa mia recensione in forma di lettera proprio sulla sua questione centrale: la scelta a favore di un’antimodernità astorica (ben diversa, come ti precisai, dall’antimodernità sempre storica di Fortini).
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