comincio a leggerti
caro Sohn- Rethel
e mi stai simpatico
con la tua idea fissa
ancorarsi al Capitale
e per quel tuo scrivere
montagne di fogli
esaminanti
ogni espressione
delle prime sessanta pagine
del lavoretto di Marx
outsider
matto per le accademie
cioè
cinquant'anni ci hai messo
per buttar giù manco
duecento
distillate paginette
che fatica farò
a leggerle
anche perché
come te
“dovetti guadagnarmi da vivere” *
(1978)
*
«Solo più tardi alcuni spiriti isolati, outsider come me, hanno avuto intuizioni
simili alla mia, e nessuno in modo più simpatetico di Adorno. Nel 1936 ben ci
intendemmo su questo punto, ma la sua natura lo portava ad occuparsi di cose
ben diverse dall'analisi delle merci. Perciò anche con lui il contatto rimase
solo parziale e io rimasi da solo a sviluppare il mio filo di verità. Va da sé
che nel corso del mio lavoro teorico vi furono stasi e lunghi periodi di
interruzione, anche solo perché dovetti guadagnarmi da vivere»
(dalla Prefazione a Alfred Sohn-Rethel,
Lavoro intellettuale e lavoro manuale. Per la teoria della sintesi sociale, Feltrinelli,
Milano 1977)

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