I
la ragnatela di storia che ho sognato
era un rettangolo
fitto di contorti filamenti
un archivio di poveri eventi
e di rozzi o amari commenti
l’avevo stesa
tra uno scaffale ed un altro
nella civica di colognom
e pregavo un pubblico
deambulante e sovrappensiero
che di certo passando l’avrebbe disfatta
di abbassarsi un poco | cautamente
come si faceva da bambini
fra le lenzuola stese sul terrazzo
ammiratene la tessitura
da lì | al buio | mai vedreste | poi insistevo
questo invisibile lavoro
che compare solo ad una certa | amichevole
disposizione di luce
gemello della finestra
e ve lo svela
erano già ex
immigrati in villette accomodati
o cetomedisti panzuti e clientele ossequiose
era già lavoro intellettuale a tempo perso
troppo carbonizzate quelle esistenze
di vite spossate e dalla fatica storpiate
muti i tormenti degli antenati defunti
indecenti da riferire i loro commenti
nulla più vedevano della città futura
e se il puzzo dell'antica miseria trapelava
lo coprivano di retorica per loro falsa gloria
(6 luglio 2026)
Nota
Il Gruppo di lavoro si è
riunito quasi mensilmente [...] e ha
visto la partecipazione di una ventina di persone
in gran parte operanti nella rete dell’associazionismo locale.
In vari incontri assembleari e individuali col coordinatore si è
proceduto a:
- delimitare il compito della ricerca: non scrivere la storia di Cologno, ma predisporre le condizioni minime
per farlo;
- introdurre i partecipanti alla complessità della ricerca
storiografica;
- mettere a fuoco la centralità
(per Cologno) del problema dell’immigrazione nel trentennio ‘50-’80;
- fornire le prime indicazioni per procedere ad una raccolta di storie
di vita (prima traccia d’intervista per temi-chiave, vademecum per la raccolta di storie di
vita; vademecum per la raccolta di informazioni utili alla ricerca);
- sperimentare una raccolta di dati per
settore (quella sulla scuola, per es., ha avuto risultati incoraggianti).


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