venerdì 31 luglio 2026
martedì 21 luglio 2026
Sguardi
di Ennio Abate
Cocci di vetro
e nella cantina
un graffio di sole.
Capocchie lucenti
di spilli nel catrame.
Legni della segheria
bagnati di pioggia.
Il corno di vacca
in cima al palo.
sabato 18 luglio 2026
Mi sfiorassero ancora
di Ennio Abate
mi sfiorassero ancora
l'anatra colorata
con pastello d'infanzia
e le anguille nella pentola
tranquille
e in rimorso
la coda del gatto impiccato
(1963 circa)
* Tabea Nineo, Anatra, disegno 19 feb. 1992
martedì 14 luglio 2026
domenica 12 luglio 2026
domenica 5 luglio 2026
venerdì 3 luglio 2026
mercoledì 1 luglio 2026
Cantieri
mentre nella mia stanza solitario accumulo appunti
di fronte a me altri - imponente - hanno elevato
un palazzaccio e trasalendo me ne accorgo
quando - cemento d'oggi dimensioni d'oggi -
l'enorme quinta ha sigillato il rettangolo
di mutevole cielo che vedevo dalla mia finestra
e se m'affaccio controllo quanto ad ovest
ne ha ritagliato e come due ore quasi prima
sottrarrà - per sempre - il sole alla vista
attorno altri casermoni ingentili dall'uso
un prato che pur fiorisce a primavera
una sua spellacchiata esistenza
nugoli di bimbi in movimento impavido
fra stagioni di luci e nebbie
undici piani dunque
lavoro a un centinaio di muratori e tecnici
appartamenti a seicento famiglie
profitti alla cooperativa che mai coscienza illuminerà
il braccio della gru ha ruotato lento silenzioso
e seminato carichi per due anni un altoparlante
ha gracchiato avvisi la sirena distribuito intervalli
i muratori - fantocci di Breughel accanto a fuochi
mattutini li ho visti entrare e uscire lentamente o di corsa
e comparirmi davanti dal panettiere o al bar qui sotto
contemporanei fotografabili televisivi
per tornare poi sui ponteggi affacciarsi a gruppi
guidare i moti della carrucola scomparire
nelle cornici spoglie dei piani in spazi d'altra luce
dai bimbi ho saputo anche che i cani da guardia
ululanti a notte - hanno avuto la loro leggenda:
una cagna ha figliato è morta e il cane nero
a lungo l'ha vegliata
gli appartamenti pronti a breve
custodiranno parti della vita normalmente orrenda
di seicento famiglie che hanno risparmiato
e litigato per risparmiare
pure i miei appunti scritti all'ombra del palazzaccio
tratterranno parti della mia vita altrettanto orrenda di questi anni
e l'interrogazione su quella a noi tutti mancante
(anni '90-'95 | 1 luglio 2026)
* Foto. Condominio Boccaccio 14/16 a Cologno Monzese soprannominato "Colosseo"
Collage di rovi
di Emma Pretti
Morso di lupo
La notte che le stelle giacquero
m’insegnarono il male.
Se ne stava col pelo ritto
fuori dalla porta
e bestemmiava sé stesso.
Io proprio non capivo
dove ruzzolassero le sue parole
fuori dalla fosca cortina della
nebbia.
Gobbo mi sembrava e straricco
e rapido a sparire
lasciando come traccia solo
l’impronta
della propria lingua.
Rappresentava il lupo la civetta
l’avvoltoio
o una colonna supersonica di fuoco
-
tutte
le disumane difformi apparenze.
L’unico colpevole rimasto
con gli occhi roteanti nelle orbite
vuote
mi raccontò del suo bosco perfetto
dove si raccolgono solo funghi
velenosi.
Sacrificio
Serpenti senza legge
nella catapecchia manicomio
che tende verso la scarpata:
com’è possibile confrontare
la cornacchia e la lepre
rispetto a una simile posizione?
Non c’è idiota che non conosca
La strada sdrucciola
che fa di caino omicida
il miglior donatore.
Afasia del male
Se i colpevoli non ci sono più
la memoria tace.
Dio sceglie il silenzio per salvare
le insensate ragioni del male
inconcepibile
che cavalca i margini delle ombre e
i loro tentacoli
e in lui dimora carbonizzato dal
suo sguardo.
Il sole brucia senza far rumore
E l’odio adesso è una risorsa.
Non costa niente, come un pezzo
di pane comune.
Segatura sotto i denti
Brace accesa tra i capelli.
Non sa leggere e non sa scrivere
Ma canta, canta al suono
Possente dei tamburi.
Canta e divora
-
Divora
e geme.
Istant poem
nel singhiozzo della tortora
l’alba è domani.
Manca pace e pioggia.
Componimento inedito








