sabato 1 novembre 2025

RIFLESSIONI IN FORMA DI DIARIO SULLE MIE "POETERIE" (1977)

 


                                          Poesia e Moltinpoesia. Un percorso, un bilancio (1)

di Ennio Abate

 Questi appunti di diario sono stati scritti tra 1977 e 1985 e riordinati nel 1999. Pubblico quelli del 1977.

giovedì 16 ottobre 2025

Lamento testamento



di Ennio Abate

mandò un messaggio (come stai?)
e lei chiamò sul fisso
ne ascoltò il lamento/ il resto/ lo scarto/

per decenni lo sostenne/ per decenni
come una mamma ne coprì i difetti
come una volpe non volle più ucciderlo
e ora – oh, ferocia di coppia -
fissava quella sua fine indecorosa
da lei pure preparata

lamento/ lamento
tutto è stato dilapidato
è / se c’è / il testamento

venerdì 10 ottobre 2025

Passanti



 di Ennio Abate

al sole un attimo sfuggendo
come bisbiglia
vocina d’infanzia
le tiepide cose che pensa
al badante amico
- corpaccione da pugile ingrassato
che la spinge sulla carrozzella
lentamente

10 ottobre 2025

domenica 5 ottobre 2025

TRE VOLANTINI IMPROVVISATI E VELOCI



di Ennio Abate


1.
e la gestione della crisi si sostituisce alla giustizia
e ogni resistenza è bollata terrorismo
e l’Occidente crollerà così cercando stabilità
non più giustizia /quella dei coloni israeliani
sarebbe l’avanguardia della civiltà occidentale/
ahi/ ahi/

2.
la poltica, quella istituzionale/
spettacolo, teatro, gioco delle parti, trasformismo
e la popolazione va in piazza /
saltando / sbeffeggiando le strutture
che quella politica organizzano/
sarà per un imperativo morale/
sarà perché tecnologizzata
e con ampie capacità autorganizzative
pensiamo che comincia un’altra scuola/
in piazza / in piazza

3.
frantumiamoci /dai/ in gruppuscoli faziosi
in feroce contrapposizione reciproca sul nulla/
minacce nucleari nascondetevi!/ apocalisse
industriale levati dai piedi/ distruzione dello stato sociale
chemmenefotteamme!/ e alleluia/
migliori nel denigrare / il ragionar verrà poi

(spunti da pagine FB del 5 ottobre 2025)



venerdì 3 ottobre 2025

Tre poesie

 



di Cristiana Fischer



Il pensiero ha un innesto
nel corpo e non per caso
il corpo mortale conserviamo
pronti a tutto non a morte cieca
senza speranza. La virtù, la forza
apre i cieli oltre materie consistenti
miste di quanti e sostanzepensiero:
come se tutto svanisse in materia
come le anime dei morti adesso.

* * *
Io vedo te
che non ti vedi
e tu mi vedi
come io non so.
Il residuo infinito non raggiunto
anima i giorni di respiro.

* * *

Ma non sarà il pensiero razionale
a slegare il disegno equatoriale
che scioglie in vento la figura intera
ove spirito esulta e si rallegra
di vivi e morti in cori universali

lunedì 29 settembre 2025

Chille, st’amiche

 


di Ennio Abate


Chille, st’amiche, stu Bisogne - Ah, sì,
vuoi ricite
Bis! E, sì, facimme nu bisse! -
veneve ra o stesse paese. Ere r’Acquamele.
Pa precisione e suoie stevene ncopp’Aielle.

E sturiavene ‘nsieme, sì, tutt’e pomeriggie
po, quanne se faceve sere, jevene a piere
a passeggià miezz’a folle a Lungomare.

Pure quanne chiuveve forte e c’ere viente
cu ll’onne ra mareggiate nzin’ao marciapiede
lui, Bisse, Lac e Guerrazze ievene annanze
e arrete a parlà 
e Die e Dostoiesche.

Stevene sempe a sturià, a sturià
o sempe ‘nzicche a chillu gire e prievete
e l’azionecattoliche. Senza na guagliona.



Quest’amico/ Bisogno - Ah, sì,/ voi dite Bis! E, sì, facciamo un bis! - / veniva dallo stesso paese. Era d’Acquamela. Per essere precisi,/ i suoi erano di Aiello.// E studiavano insieme, sì,/ tutti i pomeriggi e poi,/ quando veniva sera,/ andavano a piedi/ a passeggiare tra la folla a Lungomare.// E anche quando pioveva forte e c’era vento/ con le onde della mareggiata fin sul marciapiedi/ lui, Bis, Lac e Guerazzi andavano avanti / a parlare di Dio e di Dostoevskij.// Erano sempre a studiare, studiare/ o sempre legati a quel giro di preti/ dell’Azione Cattolica. Senza una ragazza.


2010/2025