venerdì 21 settembre 2012

Paolo Pezzaglia
Condivisione del dolore



Il dolore del mondo era
la coda di ogni creazione,
lo sapeva bene, e lo volle
fare lo stesso il mondo,
pro e contra valutati;
alla fine l’assemblea degli elohim
assentì - corriamo il rischio
la felicità dei nuovi beati
sarà la ricompensa per tutti,
il resto bruci e niente rimanga! -

Rita Simonitto
Perdite


Galleria di Francesco I, Perdita della gioventù perpetua


Tentasti di fiorire
ma venne la neve a primavera.
Poi ci fu maggio, e il sole roteava
come non mai travolgendo la terra
nei sui baci. Non portò frutti giugno.

Capitasti certo male, ragazzo,
e negli occhi che ti guardano guardi
invelenito e perso quel mucchio d’altri
che godette di primavere e estati.

E ti chiedi a che serve che sai
che loro mai sapranno
ciò che tu sai.

15.10.2011

mercoledì 19 settembre 2012

sabato 15 settembre 2012

Per Roberto Roversi
Due suggestioni

Ascoltate! Cavalchiamo cavalchiamo nel sangue
la paura del cielo che strappa manciate di stelle
oscura la voce un abbraccio di gelido fuoco poi silenzio
e silenzio
solitudine antica – la terra è nel vento di foglie strappate
una morte è in corso
le onde uguali si sciolgono gridando vendetta.
Forse è la morte annunciata del nostro pianeta?

(Parte terza, vv. 2548-2555).

giovedì 13 settembre 2012

Eugenio Grandinetti
Due poesie


         Il Savuto

Si vedeva
dall'alto di Potame il mare
tremulo tra i castagni.Si tornava
con gli occhi pieni di stupori.Il mare
era un sogno lontano,una promessa
vaga,un'attesa inappagata :
la sola acqua possibile era il fiume
a un'ora di cammino,
attraversando il bosco,la pietraia
e la strada asfaltata.E sull'asfalto
c'erano le bisce appena nate,
sottili come diti,già stordite
dalla calura.E c'era

mercoledì 12 settembre 2012

Giorgio Mannacio
Salutari provocazioni d’estate
(Agamben, De Angelis,Fortini)


Salutari provocazioni d’estate ( Agamben, De Angelis,Fortini )
Rifletto sulle salutari provocazioni di Ennio Abate e che ho individuato nel titolo.
Nonostante la diversità ( parziale ) dei loro oggetti finiscono per confluire nel grande fiume delle considerazioni sull’attualità. Le provocazioni hanno curiosamente una sorta di tratto comune apparentemente banale dal quale ritengo utile cominciare.
Inizio da Agamben (qui), autore del quale ho letto diversi saggi e che ritengo dotato di straordinario acume filosofico ( raccomando la lettura di Il linguaggio e la morte, Einaudi 1982 ).C’era bisogno, mi chiedo,di avvertire i lettori ( quasi intimidendoli ) che hanno a che fare con una delle dieci teste pensanti esistenti nel mondo ?
Quale mondo,poi?

martedì 11 settembre 2012

Giorgio Linguaglossa
La tematica esotica di Hafid Gafaïti


 Hafid Gafaïti La tentazione del deserto  La Vita Felice, Milano, 2012 trad. V. Surliuga  

Questa raccolta di  Hafid Gafaïti  è il terzo volume della trilogia meutres et fraternités / omicidi e fratellanze, inaugurata nel 2006 con la gorge tranchée du soleil / la gola tagliata dal sole, seguita da le retour des damnés / il ritorno dei dannati (2007).

Scrivevo di recente a proposito della poesia di Tomaso Kemeny: «Ciò che, in Italia, originariamente, per i mitomodernisti, era il rapporto ontologico tra «mito» e «storia» che caratterizzava il tardo Moderno, oggi, nelle condizioni del Dopo il Moderno non è più la Sensucht  nostalgica quella che respira nei versi della poesia più evoluta ma una oggettività, un voler essere e voler apparire oggettivi o super partes in mezzo alla barbarie dei rapporti produttivi estranianti ed estraniati, talché il recentissimo è diventato, come apparenza e fantasmagoria, lo stesso antico, e l’antico (opportunamente modernizzato) è diventato il recentissimo (antichizzato), la merce segnaletica del cartellone mediatico».

sabato 8 settembre 2012

Luca Ferrieri
Appunti su Fortini
e l’ecologia della lettura



«E’ sempre più difficile anche solo venire a conoscenza dell’esistenza dei veri libri che ci interessano, è sempre più difficile approvvigionarsi, scegliere, e infine separarsi dall’ondata di libri che ci viene buttata addosso: a qualcuno come compito di lavoro, a tutti come un caleidoscopio di assaggi e di avanzi, destinati a produrre una perenne lettura di Sisifo». Così scrive Luca Ferrieri in questo interessante saggio, pubblicato sul sito di POLISCRITTURE assieme agli altri interventi arrivati per il n.9 su Fortini che si possono consultare qui. Lo ripropongo anche sul blog MOLTINPOESIA perché contiene indirettamente spunti notevoli  per procedere a una necessaria e auspicabile  una “ecologia dei blog”. [E. A.]



Con questo intervento voglio raccogliere, anche se in forma non ancora sufficientemente elaborata e sistematica, alcune osservazioni sull’apporto che Franco Fortini ha dato al concetto e alla pratica dell’ecologia della lettura e ai suoi possibili sviluppi.
1. Nell’ultima fase della sua vita, Fortini mostrò molto interesse al tema dell’ecologia della lettura, sia dal punto di vista teorico che pratico. L’interesse nasceva sicuramente da un’elaborazione precedente, riconducibile ai molti luoghi della sua opera in cui si accenna alla necessità di un’ecologia della letteratura, della scrittura e della lettura, che, anche se non sono temi sovrapponibili, sono sicuramente collegati[1]. Ma si trattò anche di un’elaborazione profondamente legata al lavoro che Fortini svolse nella scuola e poi nell’università, e a quello nei giornali e nei mezzi di comunicazione di massa. Non a caso l’emergere della tematica è coeva all’accentuazione che Fortini impresse negli anni Ottanta e nei primi Novanta al lavoro politico nelle “redazioni”:
“Anni fa scrissi, enfaticamente, che il luogo del prossimo scontro sarebbero state le redazioni. Quel momento è venuto, il luogo è questo. Chi tiene famiglia, esca. Chi ha figli sappia che un giorno essi guarderanno con rispetto o con odio alle sue scelte di oggi”.