mercoledì 31 dicembre 2025

Un mio sommesso augurio contro chi fa e appoggia le guerre



Non fate morire quell’albero gramo

che nella mente matura ribelli semi vermigli.

Ambascia ci porta, ma insieme pensieri 

tolti alla morte. E carezze al futuro.


(2010)

domenica 28 dicembre 2025

Parrocchietta del Sud

 

di Ennio Abate

Oh parrocchietta del sud, teca di vetro
dove con quei loro gracili corpi
che poco e male conoscevano
se ne stavano serrati!

domenica 21 dicembre 2025

RIFLESSIONI IN FORMA DI DIARIO SULLE MIE "POETERIE" (1995-2000)


 di Ennio Abate
 

1995

1994-1995  Appunti e disappunti su Manocomete  (qui)

 Primavera 1995

Ladri di ciliegie
Ciclo di incontri a Cologno Monzese del gruppo di lettura su Franco Fortini. 
Interventi di:
Donato Salzarulo, Composita solvantur
Ennio Abate, Il ladro di ciliegie
Luca Ferrieri, Fortini leggere e scrivere
Alessia Meani, Questo muro
Marcello Guerra, Extrema ratio
Carmen Carlotta e Roberto Fabbri,  Fortini autore di testi per canzoni
Ezio Partesana, Verifica dei poteri

 31 maggio 1995

Romano Luperini e i Ladri di ciliegie
Incontro conclusivo del gruppo di lettura su Franco Fortini con la partecipazione di R. Luperini

domenica 7 dicembre 2025

IL VECCHIO STORICO E LA BELLA FANCIULLA

 


di Ennio Abate


Dubiti. Non sai come stringerai la mano
a Carlo V, dov’è la via per Anversa
e se Lutero, adocchiandoti, non ti sbaverà.

Una baldracca feroce, annidata in anfratti rugosi
discariche fetide, oscuri broli, ti pare la storia
fanciulla, occhi guizzanti e televisivi
e snobbarla, sfuggirle, vorresti.

I tuoi dolorini di pancia, però
già suoi travagli si direbbero.
Non dilettoso il monte in vista
e malandato Virgilio sono io.
Ma rassicurati. Un po’ la conosco.
Andiamole, dunque, incontro!

Bisogna amare l’altera fanciulla
che lieve viene nella mia abitazione
per studiare la storia.

Qui pare le si plachi il groppo alla gola
e, attratta dai biscottini, assaggi
la tremenda, scottante pozione.
Bisogna sugli eventi lasciarla ronzare.

Succhierà umori acri
e sgomenta, poi stizzita
chiederà incoraggiamenti.

Sorriderle bisogna
tacere, correggerla poco.
Perché viene dal silenzio lei.

I semi ne porta
e ha appena cominciato
a viaggiare nella storia
scalza, torpida, mal equipaggiata
chimere ancora inseguendo.

Perciò sempre tremo, m’inceppo, m’arresto.
Non vorrei che di botto la scuotesse
l’immane urlio e che servitù, morte, nulla
appannassero lo specchio del suo sorriso.

Prima deve passarle la paura.
Prima deve maturare ma nella storia
un nuovo sogno.
Lei chieda distratta. Lei scelga la danza.
mentre se lo costruisce da sé.
Io solo buone macerie le porgo

E, vedete, è quasi pronto.
Fra le mie mani lo trattengo.
Poi, quando sveglia sarà:
- Eccoti il sogno tuo! – le dirò.
L’ho protetto, mentre lo crescevi
e, per covarlo, dormivi.

Adesso la pancia non ti dorrà più.
Adesso puoi portarlo in giro tu.


maggio-dicembre 1994