sabato 16 luglio 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Emilia Banfi
Ul nòm

 
 
 
 
 
 
 
 
L' era propi na bèla cupièta
le  biunda cunti i oeucc
fresc de aqua nèta,
l'era in cumpra.
Lù magher e lung me la fam
al tegneva semper i man
sul pansciun dèla sua dòna.
Eren lì su l'utumana
a guardà un calendari,
a cercà  cun grand afàn
ul nom per ul sò nan.

mercoledì 13 luglio 2011

MOLTINPOESIA:
SCRIVERE AL PRESENTE
Abdulah Sidran su Srebenica


Credono forse
davvero
che siamo vivi
noi che stiamo qui
e da questo luogo
parliamo così
come se davvero fossimo vivi
Davvero pensano che si chiami
salute
davvero pensano che si chiami
ragione
ciò che in noi è rimasto
della salute e della ragione di un
tempo?
Non vedono, non sentono forse
non sanno forse che noi,
quelli rimasti, siamo più morti di
tutti
i nostri morti, e che qui oggi, con
la loro voce,
la voce dei nostri morti, dalle loro
gole,
gridiamo e con il loro grido – noi
parliamo?


(da «Le lacrime delle madri
di Srebrenica», Adv edizioni, Lugano
traduzione di Nadira Sehovic )


lunedì 11 luglio 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Maria Maddalena Monti
Ch'el om

                                             

L’era propi vuru ch’el om.
ch’el om mingherlin                                                                                
ch’el pareva sgura via
tal qual un passarin
al prim boeuf del vent.
Ch’el vardava de sotvia
mai in di oeucc, suturni
cum un gat.
Lè inveci l’era granda
e distenduda.,sfiucada
cum un pom, i cavei
negher e riz in su i spai.

sabato 9 luglio 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Alberto Accorsi
Hitler Tour


 

Il giorno due fotografai il campo
che pioveva ed era grigia Dachau
con una Adox Polomat
l’”occhio” degli anni favolosi
nella sua epoca, pensate,
qualche randagio ci abitava ancora
nelle baracche abbandonate

venerdì 8 luglio 2011

MOLTINPOESIA:
SCRIVERE AL PRESENTE
Emilia Banfi
Valsusa



* Chi volesse documentarsi non solo sulla manifestazione oggetto della poesia ma sulle ragioni di "quelli della Valsusa" si consiglia la visita del sito No TAV- Torino: http://www.notavtorino.org/
[E.A]


Eravamo là diecimila e diecimila
volevano il dialogo quelli della Valsusa
farsi ascoltare ,niente pianti, niente urla
per anni nessun ascolto nessun cenno.

Allora via, alla Maddalena era battaglia
si scende, la montagna porge i suoi fianchI
le fontanelle la loro acqua i Valsusini
i sorrisi e rabbia determinata, voglia
vera voglia di strappare le unghie mafiose
i soldoni non scavalcheranno queste montagne
ecologia? Ma no ! Giustizia e allora lotta

SEGNALAZIONE
Poesia condivisa

da http://www.poesia2punto0.com/2011/07/01/poesia-condivisa-il-mondo-e-vedovo-di-paola-turroni/

 

Poesia Condivisa: Il mondo è vedovo Paola TurroniCARTA BIANCA, 2010

 di


Gli spazzolatori, con una scopa davanti al carrarmato
a pulire dalle mine il prato.  Oggi nel deserto in cerchio il vento sbatte,
maestro sminatore
sbatte le stoffe il vento e asciuga
la voce, asciuga le mani che restano intere
a tenere una stampella.
Ecco tutti i tipi di mine, che imparino a stanarle
là dove vanno – a campare.
La testa china sulla terra acquitrinosa, a cercare
una mina nel riso – brillano al tramonto
le risaie, la superficie è docile da qui
come un lago calmo, come niente fosse.

SEGNALAZIONE
Giorgio Linguaglossa
Dalla lirica al discorso poetico.
Storia della poesia italiana (1945-2010)


Giorgio Linguaglossa*,Dalla lirica al discorso poetico. Storia della poesia italiana (1945-2010)
                           Roma, EdiLet, 2011 pp. 410 € 18,00
  
         

È uscita la storia della poesia italiana dal 1945 al 2010, il risultato di trenta anni di studi e di riflessioni sulla poesia italiana del Novecento. Uno strumento, ritengo, utile per capire qual è l’eredità che il Novecento lascia alla poesia italiana, le profonde modificazioni subite dalla forma-poesia nel corso di questi ultimi 65 anni e le sue possibilità di sviluppo per il futuro. Il libro tenta di rispondere ad alcuni pressanti quesiti:
Che cosa è successo nella poesia italiana degli ultimi 65 anni?
La poesia che si è trasformata in discorso poetico, ha un futuro?
È in grado la forma-poesia di accettare la sfida posta dai linguaggi della modernità?
Spero che questo mio sforzo possa risultare proficuo per una riflessione più vasta e articolata. Ovviamente, farò tesoro di tutti i suggerimenti che mi perverranno scusandomi per le inevitabili lacune che uno studio del genere inevitabilmente comporta.

Giorgio Linguaglossa

giovedì 7 luglio 2011

CRITICA E POESIA
Marcella Corsi
su testi di Augusto Villa:
un esempio


Presentiamo anche sul blog - finora l'avevamo fatto solo all'interno della mailing list - un esempio incoraggiante e  ben riuscito di "critica dialogante" tra partecipanti al Laboratorio MOLTINPOESIA. Qui il ruolo  del critico è assunto senza la prosopopea e l 'arroganza che troppo spesso  si ritrova tra i critici "di professione" ma anche senza il diplomatismo  un po' ipocrita del "parere amicale". Va precisato che Marcella Corsi ha letto e riflettuto sui testi proposti al suo giudizio senza conoscere il nome dell'autore, che solo a lavoro compiuto è stato svelato.
[E.A.]


Marcella Corsi / breve commento al file con prima poesia dal titolo Mattino domenicale


Anche in questo caso premetto che non sono un critico letterario. Leggo i testi e li commento a partire dalla mia visione dello scrivere versi. Con il piacere di leggere e di riflettere sugli scritti, con l’intenzione di contribuire alla riflessione altrui, in primis dell’autore, qualora ritenga le mie osservazioni pertinenti e utili. E consapevole che esiste ampia possibilità di critica al critico.
E infatti importante che, a partire dalle letture altrui, l’autore inizi ad elaborare una sua lettura critica di quegli stessi testi, anche in contrasto con l’opinione del lettore di turno. Metta a fuoco cioè criteri e modi della sua scrittura, affini la sua capacità di sentire dove il testo va o non va (non risponde, salvo le deviazioni feconde, a quello che intendeva esprimere e/o a come intendeva farlo) e come può su di esso intervenire per migliorarne la resa…

lunedì 4 luglio 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Giacomo Conserva
Onde





*Questo "frammento poetico" di Giacomo Conserva* è del 1982. Qui ne pubblico i primi 6 "accordi musicali" introduttivi. Il resto si legge, assieme ad altri numerosi scritti,  sul suo blog http://gconse.blogspot.com/


1.   arrivò al ponte. l’acqua scorreva lenta, portando sacchetti di plastica, contenitori, barattoli, formando una schiuma grigia, arrestandosi in gorghi. vedeva una figura sollevarsi e camminare, e questo la riempiva di gioia, perché era la prova vivente che qualcosa sarebbe cambiato. Un incontro avrebbe avuto luogo/ come era stato profetizzato/ un tempo.
   “Sono felice?” Esitazione del corpo, si sfiora la coscia, il ginocchio che emerge dalla sottana corta (taffetà e seta), il gesto che si sfiocca a mezz’aria, come l’acqua che va.
   Come in un libro di Virginia Woolf, pensò. Le voci che si intrecciavano - never did anybody look so sad - o K.B.

sabato 2 luglio 2011

OMAGGIO 3
IN MORTE
DI GIOVANNI GIUDICI
(1924-2011)
di Luca Lenzini

 Da http://puntocritico.eu/?p=2396

Luca Lenzini *, Saluto impenitente al signor G.


29 giugno 2011



«Ero io come sono ma un po’ più grigio un po’ più alto. // Andammo a piedi sul posto che non era / Quello che normalmente penso che dovrà essere, / Ma nel paese vicino al mio paese / Su due terrazze di costa guardanti a ponente. / C’era un bel sole non caldo, poca gente, / L’ufficio di una signora che sembrava già aspettarmi.» Ora che Giovanni Giudici ha lasciato il suo paese e il nostro, tornano alla mente i versi dell’ultima poesia di O beatrice (1972), intitolata Descrizione della mia morte. Questa la chiusa: «C’era un bel sole, volevo vivere la mia morte. / Morire la mia vita non era naturale.» Non aveva ancora cinquant’anni, Giudici, quando compose quella poesia; ma di visitazioni della morte i suoi versi, strada facendo, ne avrebbero conosciute altre ancora, come in Stalinista, del 1984 («Morivo come Tolstoj… ») e infine, con apparente leggerezza e in aria di congedo, nelle pagine di Quanto spera di campare Giovanni (1993).

mercoledì 29 giugno 2011

SEGNALAZIONE
Mostra fotografica
di Gianfranco Tomassini

 
Deruta, 29 giugno 2011


Venerdì 1 luglio si aprirà al Chiostro di S. Agostino nel cuore della città di Montefalco (PG) la mostra fotografica di Gianfranco Tomassini  “Il sogno dell’imperatore bambino”. La mostra è accompagnata da un testo critico di Amedeo Anelli e si inserisce nella manifestazione “Un filo d’amore”, arte, artigianato e degustazione di prodotti locali a cura di Anna Lisa Piccioni.
Tali iniziative sono promosse dall’associazione “Ars Umbra”, in collaborazione con Montefalco in Arte, l’ass.ne onlus “La Luce”.