venerdì 19 novembre 2010

SEGNALAZIONE
Luca Chiarei
Derive



Luca Chiarei del Laboratorio MOLTINPOESIA ha pubblicato questa raccolta di poesie.
Qui sotto una lettera inviatagli da Jack Hirschman

Caro Luca,
ho scritto queste parole dopo aver letto il tuo libro. Il tuo metodo di composizione è quello di un sibilo concentrato, un intero universo di significati che svela al lettore il suo senso più profondo. La tua missione è quella di portare alla luce l'anima attraverso una serie di implosioni liriche, epifanie laiche che creano brillanti radure illuminando l'interazione tra il suono e il silenzio. Da parole quasi sussurate emerge l'eterna dialettica tra le dimensioni visibile e invisibile della vita e della poesia.

Jack Hirschman




 *
Io ti sento ferita         aperta
taglio che non fa male
risalita

tu racconti di cicatrici
nella neve      di anestesie
ad invertire gravità      

carne aperta d’ambo i lati
consumiamo sui fuochi
ogni ora cercando
perimetri nel cielo


 *
Ci sono silenzi
che non sai sentire
sillabe senza suono
per dire del tuo tornare

ci sono silenzi
che sanno di ferro
prati che scalano pareti

c'è un silenzio tra le parole
un mare sotto pelle

un vento fermo tra la carne e l'osso


*
Sono stralci di grigio come somme
sono strisce di scelte
al fondo di un imbarco

sottrai la differenza delle impronte
in ogni notte aspettando
                                   restando
nell’indifferenza

nella circonferenza
mancata dei tornanti


*

Tu non sai quanto resta
ancora da scavare   quanta pancia
quanto cielo di Milano sommerge
la tua ombra              d'astronauta in frantumi
mentre la luna sale alla ringhiera
della mia bocca

la neve evapora dai boschi radi
e fa di vetro le morene        
luci ai lati di ogni ferita
distesa con il freddo dei pensieri
quelli che scarti                    come aerei di carta

quelli che poi ti vengono a cercare



*
Quando l’aria si ferma si fa sfera
come bolla si tende si fa vuoto

sono poi quei punti in cui
il tempo solca lascia un eco           come
una stilo sospesa
sul bianco che attende

con un senso raffermo nell’anima



*

Millesimali i sussulti del cuore
Lievi e diagonali in cerca di lati
cateti che nei fianchi sono amore
Incerti desideri trasudati

di tutta la mia voglia in te riassunta
con ogni senso che scava scompiglio
io ti tengo poi sulla mia lingua in punta
e con te vengo dalla caviglia al ciglio

e poi ritorno e nel silenzio sento   
il tuo fiato cadere sul mio viso
così un velo sospeso oggi divento

sul confine m’intesso al tuo sorriso
osmosi che dal tacco fino al mento
cerco nel timbro dalla vita intriso


1 commento:

  1. Queste poesie di Luca Chiarei le leggo nella realtà riflessa da uno specchio alchemico che la trasforma rendendola ancor più luminosa che alla sorgente, ma con naturalezza e sapientemente.
    Derive: venire da, e poi dirlo; perché dove si è, è incertezza e ciò che ci racconta è intorno?
    "Io ti sento ferita", comincia così. Stiamo quindi leggendo di una realtà riflessa, specchiata, che ci racconta grazie all'altro? L'io è derivato. Ecco, mi sembra proprio un valido esempio dell'io in poesia.
    Grazie. Davvero molto belle.

    mayoor

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.