lunedì 8 novembre 2010

TRADUZIONI
Marcella Corsi traduce dai POEMS
di Katherine Mansfield


TRADURRE  KATHERINE MANSFIELD 
SENZA LASCIARE LA CUCINA

Tutto è piacevolmente al femminile in questo libro. Dall’immagine di copertina ai versi alla Nota del curatore (perché non curatrice?) che rende conto della fatica compiuta. E, non essendomi io mai davvero impratichito nell’inglese, conoscendo vagamente Katherine Mansfield  e tra il vento il riso e il volo (i tre simboli  che hanno guidato  la scelta dei Poems da tradurre) trovandomi a mio agio soprattutto col primo, sarei il meno indicato a parlarne.
Ma conosco Marcella Corsi, tra l’altro valida  collaboratrice di POLISCRITTURE e  del Laboratorio MOLTINPOESIA, e perciò, se per la Mansfield  mi limito a  pubblicare alcune delle poesie tradotte che più mi sono piaciute, due annotazioni mi sento di farle sulla traduttrice.
Marcella sa prendere di petto tutti  i problemi che il tradurre comporta. Si muove tra trabocchetti linguistici e teorici con una passione vigorosa e una forza elementare. Non si lascia intimidire dai precedenti traduttori,  quasi li salta puntando decisa «all’originale» e sull’empatia con la Mansfield, una scrittrice che - dichiara - al di fuori di quei suoi versi incontrati per caso era per lei all’inizio quasi una «sconosciuta».
Tale passione per l’altra - poetessa però come Marcella - è il primo motore del suo impegno a tradurre e a scoprire i «testi, poetici e non, dell’autrice e del contesto nel quale ha scritto e vissuto». Passione niente affatto capricciosa, indisciplinata o genialoide. Marcella si dà una regola: restituire «il senso in modo il più possibile rispondente al testo originale». E nei casi incerti o complicati non si blocca: sceglie la soluzione  «di ordine estetico»  che le pare la migliore «nella lingua di arrivo» (e a pag. 149 documenta con acribia  un caso: la traduzione del termine «upon the Lee»).
Qualche perplessità mi lascia la disarmante semplicità con cui afferma di ritenere che «la traduzione di una poesia debba di preferenza esser fatta da un poeta» o che «una poesia tradotta è sempre qualcosa di diverso dall’originale (pur nella estrema vicinanza a quello)», inglobando «anche parte dello spirito del traduttore». Sarà, ma sospetto nella prima affermazione un po’ di ideologismo e, davanti alla seconda il mio scetticismo (maschile?) sobbalza quando sente parlare di un troppo impalpabile «spirito del traduttore» (e poi - ancora una volta - perché non della traduttrice?).
Una certa disinvoltura  vedo anche nel modo con cui Marcella sfiora la tanto dibattuta questione dell’influenza  su lettori o traduttori da parte dell’autore o autrice prediletti/e.  A me si para subito dinanzi il fantasma di Harold Bloom e delsuo The Anxiety of Influence, temibile e insormontabile (forse perché non l’ho letto e ne so per sentito dire). Marcella, invece, non s’impiglia in questa problematica (artificiosa? intellettualistica?), ammette che può esistere «il rischio di perdersi nell’universo poetico di cui il testo è particolare seppur minima espressione», ma  trova subito - piccola maga? -  «un buon antidoto»:  lavorare per dei destinatari, dei lettori.
Lei traduce «per qualcuno». Ha deciso di tradurre per «il maggior numero possibile di lettori»e anche per i «ragazzi,
orientati a studiare l’inglese fin dalle elementari» e non si lascia invischiare in duelli con il sapere accademico.
Pure quando rende conto della storia complicata di questi testi e della vita della Mansfield, lo fa con leggerezza ventosa, ridente e a volo. Sceglie sempre in base a una simpatia istintiva e mai s’inchina al fascino per l’autorità. Ancora un esempio: quando deve districarsi tra gli intrighi emotivi e letterari del mondo alto borghese della Mansfield,  preferisce affidarsi più ad una quasi brechtiana cuoca (le «parole del diario di Nelly Boxall») che alla sua impietosa padrona, nientemeno che Virginia Woolf.

Ennio Abate 6 nov 2010


Testi scelti da E.A.


In the Rangitaiki Valley

O valley of waving broom,
O lovely, lovely light,
O heart of the world, red-gold!
Breast high in the blossom I stand;
It beats about me like waves
Of a magical, golden sea.

The barren heart of the world
Alive at the kiss of the sun,
The yellow mantle of Summer
Flung over a laughing land,
Warm with the warmth of her body,
Sweet with the kiss of her breath.

O valley of waving broom,
O lovely, lovely light,
O mystical marriage of Earth
With the passionate Summer sun!
To her lover she holds a cup
And the yellow wine o’erflows.
He has lighted a little torch
And the whole of the world is ablaze.
Prodigal wealth of love!
Breast high in the blossom I stand.       


Nella valle del Rangitaiki

Oh valle ondulata di ginestre,
incantevole, incantevole luce,
cuore del mondo, oro rosso!
Ferma tra fiori alti fino al petto,
mi colpisce come l’onda
di un magico mare dorato.

Il cuore segreto del mondo
vivo per il bacio del sole,
il giallo mantello dell’Estate
gettato su una campagna ridente,       
caldo del calore del suo corpo,
dolce della carezza del suo respiro.

Oh valle ondulata di ginestre,
incantevole, incantevole luce!
Va a mistiche nozze la Terra
con il sole appassionato dell’Estate!
Per il suo amante regge una coppa
e trabocca giallo il vino.
Lui ha acceso una piccola torcia
e l’intero mondo è in fiamme.
Prodiga opulenza dell’amore!
Sto ferma tra fiori alti fino al petto.

Why Love is Blind

  The Cupid child tired of the winter day
Wept and lamented for the skies of  blue
Till, foolish child! he cried his eyes away –        
And violets grew.                                                 

Perché Amore è cieco

Stanco di giorni d’inverno Cupido
piangeva e rimpiangeva azzurri cieli
finché, stupido bimbo! perdette gli occhi –
e nacquero le viole.


Spring Wind in London

I blow across the stagnant world,
I bIow across the sea,
For me, the sailor's flag unfurled,
For me, the uprooted tree.
My challenge to the world is hurled
The world must bow to me.

I drive the clouds across the sky,
I huddle them like sheep,
Merciless shepherd' s dog am I
And shepherd's watch I keep.
If in the quiet vales they lie
I blow them up the steep.

Lo! In the treetops do I hide
In every living thing
On the moon' s yellow wings I glide
On the wild rose I swing
On the sea horse' s back I ride
And what then do I bring?
And when a little child is ill
I pause, and with my hand
I wave the window curtain's frill
That he may understand
Outside the wind is blowing still
 . . . It is a pleasant land.

Oh, stranger in a foreign place
See what I bring to you,
This rain – is tears upon your face
I tell you – tell you true
I came from that forgotten place
Where once the wattle grew.

All the wild sweetness of the flower
Tangled against the wall
It was that magic, silent hour . . . .
The branches grew so tall
They twined themselves into a bower
The sun shone . . . . and the fall

Of yellow blossom on the grass!
You feel that golden rain
Both of you could not hold, alas,
Both of you tried – in vain.
A memory, stranger. So I pass . . . .
It will not come again.


VENTO DI PRIMAVERA A LONDRA

Soffio s’un mondo piatto
soffio attraverso il mare, per me
si spiega la bandiera al marinaio
cade per me l’albero sradicato.
La sfida al mondo l’ho lanciata
dovrà piegarsi il mondo.

Guido le nuvole in cielo,
le raduno come pecore,
spietato cane pastore sono io
e da pastore faccio la guardia.
Se riposano in valli quiete
le spingo su per il pendìo.

Guarda! Sulle cime degli alberi
mi nascondo, in ogni cosa ch’è viva
scivolo sulle ali gialle della luna
sulla rosa selvatica mi cullo
cavalco il dorso dell’onda
e cos’altro ancora trasporto?

Quando un bimbo piccolo è malato
mi fermo un poco, e con la mano
increspo i fronzoli alle tende
così può sapere che fuori
il vento soffia ancora
. . .  ed è bello il mondo.

Guarda cosa porto per te,
straniero in luoghi sconosciuti,
questa pioggia – lacrime sul tuo viso
io ti parlo – ti parlo sincero
vengo dal luogo dimenticato
dove un tempo crescevano giunchi.

L’arruffata dolcezza del fiore
selvatico contro il muro
era la magica ora silente. . .
Così alti crescevano i rami
s’ intrecciavano in pergolato
splendeva il sole. . . ed il cadere

dei fiori gialli sull’ erba!
Quella pioggia dorata, lo sapete
non poteste, ahimé, trattenerla
tentaste entrambi - invano.
Un ricordo, straniero. Così io vado . . .
Non tornerò mai più.


Loneliness

Now it is Loneliness who comes at night
Instead of Sleep, to sit beside my bed.
Like a tired child I lie and wait her tread,
I watch her softly blowing out the light.
Motionless sitting, neither left nor right
She turns, and weary, weary droops her head.
She, too, is old; she, too, has fought the fight.
So, with the laurel she is garlanded.

Through the sad dark the slowly ebbing tide
Breaks on a barren shore, unsatisfied.
A strange wind flows . . . then silence. I am fain
To turn to Loneliness, to take her hand,
Cling to her, waiting, till the barren land
Fills with the dreadful monotone of rain.


SOLITUDINE

Di notte viene la Solitudine adesso
a sedersi invece del sonno accanto al mio letto.
Come un bambino stanco aspetto il suo passo
distesa, l’osservo spegnere la luce con soffio leggero.
Seduta immobile, non si volta né a destra
né a sinistra, e stanca, stanca china la testa.
Lei pure è vecchia, lei pure ha combattuto.
Così, è inghirlandata di alloro.

La marea che nel buio mesto defluisce lenta
si frange sopra un’arida spiaggia, insoddisfatta.
Soffia uno strano vento… poi silenzio. Io sono pronta
ad incontrare la Solitudine, a prenderla per mano,
ad abbracciarla stretta, aspettando che la terra
riarsa s’inebri dell’atroce monotonia della pioggia.


VEry Early Spring

The fields are snowbound no longer
There are little blue lakes and flags of tenderest green.
The snow has been caught up into the sky
So many white clouds − and the blue of the sky is cold.
Now the sun walks in the forest
He touches the boughs and stems with his golden fingers
They shiver, and wake from slumber.
Over the barren branches he shakes his yellow curls.
. . . . Yet is the forest full of the sound of tears . . . .
A wind dances over the fields.
Shrill and clear the sound of her waking laughter,
Yet the little blue lakes tremble
And the flags of tenderest green bend and quiver.


PRIMISSIMA PRIMAVERA

Non sono più serrati sotto la neve i campi, ci sono
laghetti azzurri e sventolano erbe del più tenero verde.
La neve l’hanno catturata in cielo
tante sono le nuvole bianche - ed è freddo l’azzurro.
Adesso sulla foresta cammina il sole
tocca con dita d’oro i tronchi e gli steli
essi rabbrividiscono, e si destano dal dormiveglia.
Sopra i rami nudi scuote i suoi riccioli gialli.
...ancora piena del suono delle lacrime è la foresta...
Un vento danza sopra i campi.
Acuto e cristallino il suono della risata al risveglio,
eppure i laghetti azzurri tremano  
e si piegano e fremono le tenerissime verdi bandiere.
 

The Meeting

We started speaking –                                   
Looked at each other; then turned away –
The tears kept rising to my eyes
But I could not weep
I wanted to take your hand
But my hand trembled.
You kept counting the days
Before we should meet again
But both of us felt in our heart
That we parted for ever and ever.
The ticking of the little clock filled the quiet room –
Listen I said; it is so loud
Like a horse galloping on a lonely road.
As loud as that – a horse galloping past in the night.
You shut me up in your arms –
But the sound of the clock stifled our hearts' beating.
You said ‘I cannot go: all that is living of me
Is here for ever and ever.’
Then you went.
The world changed. The sound of the clock grew fainter
Dwindled away – became a minute thing –
I whispered in the darkness: ‘If it stops, I shall die’.


L’INCONTRO

Cominciammo a parlare –
ci guardammo; poi distogliemmo gli occhi –
le lacrime premevano alle ciglia
ma piangere non potevo – volevo prenderti
per mano ma la mano tremava.
Tu continuavi a fare il conto dei giorni
che mancavano al prossimo incontro
ma sapevamo in cuore entrambe
che ci separavamo per sempre, sempre.
Il ticchettìo della piccola pendola riempiva il silenzio
della stanza – Ascolta, dissi, è forte
come un cavallo al galoppo su una strada deserta.
Forte come un cavallo che s’allontana nella notte.
Mi stringesti fra le braccia – ma il rumore
della pendola soffocò il battito dei cuori.
Dicesti “Non posso andare: tutto quanto di me è vivo
rimane qui per sempre, sempre.”
Poi te ne andasti.
Il mondo cambiò. Il rumore della pendola impallidì
svenne –  divenne piccolissima cosa –
Sospirai nel buio: “Se si ferma, morirò.”


CAMOMILE TEA

Outside the sky is light with stars
There’s hollow roaring from the sea
And alas for the little almond flowers!
The wind is shaking the almond tree.

How little I thought a year ago
In that horrible cottage upon the Lee
That Bogey and I should be sitting so
and sipping a cup of camomile tea.

Light as feathers the witches fly
The horn of the moon is plain to see.
By a firefly under a jonquil flower
A goblin is toasting a bumble-bee.

We might be fifty we might be five
So snug so compact so wise are we!
Under the kitchen table leg
My knee is pressing against Jack’s knee.

But our shutters are shut the fire is low
The tap is dripping peacefully
The saucepan shadows on the wall
Are black and round and plain to see.


CAMOMILLA

Fuori il cielo è chiaro di stelle
sale dal mare un sordo rumoreggiare
ed il vento - peccato i piccoli fiori!
scuote l'albero delle mandorle.

Come avrei potuto un anno fa pensare
in quella terribile casa sotto-Vento
che Bogey ed io saremmo stati seduti così
a sorseggiare una tazza di camomilla.

Leggere come piume volano le streghe
lo spicchio della luna è dolce da guardare.
Al lume d’una lucciola sotto una giunchiglia
un folletto arrostisce un calabrone.

Potremmo aver cinquanta o cinque anni
tanto siamo vicini complici e saggi!
Sotto le gambe del tavolo in cucina
il mio ginocchio preme quello di Jack.

Ma gli scuri sono chiusi il fuoco è basso
il rubinetto goccia tranquillo
sulla parete l'ombra delle casseruole
è nera e tonda e dolce da guardare.


THE GULF

A gulf of silence separates us from each other
I stand at one side of the gulf – you at the other
I cannot see you or hear you – yet know that you are there –
Often I call you by your childish name
And pretend that the echo to my crying is your voice.
How can we bridge the gulf – never by speech or touch
Once I thought we might fill it quite up with our tears
Now I want to shatter it with our laughter.


L'ABISSO

Ci separa un abisso di silenzio
io da una parte – tu dall'altra
non posso vederti né sentirti – pure so che ci sei –
spesso ti chiamo col tuo nome di bimbo
e fingo sia la tua voce a far eco al mio richiamo.

Come superare l'abisso – mai parlarti o toccarti.
Un tempo pensavo potessimo colmarlo di lacrime
ora voglio con te squassarlo di risate.

WHEN I WAS A BIRD


I climbed up the karaka tree
Into a nest all made of leaves
But soft as feathers
I made up a song that went on singing all by itself
And hadn’t any words but got sad at the end.
There were daisies in the grass under the tree.
I said, just to try them:
“I’ll bite off your heads and give them to my little children to eat.”
But they didn’t believe I was a bird
They stayed quite open.
The sky was like a blue nest with white feathers
And the sun was the mother bird keeping it warm.
That’s what my song said: Though it hadn’t any words.
Little Brother came up the path, wheeling his barrow
I made my dress into wings and kept very quiet
Then when he was quite near I said: “sweet – sweet.”
For a moment he looked quite startled –
Then he said: “Pooh, you’re not a bird; I can see your legs.”
But the daisies didn’t really matter
And Little Brother didn’t really matter –
I felt just like a bird.


QUAND’ERO UN UCCELLO

Salivo sull’albero di karaka
ad un nido tutto foglie
ma soffici come piume
inventavo una canzone che proseguiva da sola
e non aveva parole ma si faceva triste alla fine.
C’erano margherite sotto l’albero tra l’erba.
Dissi, solo per provocarle: “Vi strapperò
la testa, la darò ai miei piccoli da mangiare”.
Ma non credevano che fossi un uccello
rimanevano tutte spalancate.
Il cielo era un nido azzurro con bianche piume
ed il sole l’uccello madre che lo scaldava.
Questo diceva il mio canto, sebbene senza parole.
Spingendo il carretto il fratellino saliva per il sentiero
mi feci le ali col vestito e me ne stetti immobile.
Quando mi fu quasi vicino gli feci: “cip – cip”.
Per un momento sembrò davvero stupito –
poi disse: “Bah, non sei un uccello; ti vedo le gambe”.
Ma delle margherite non m’importava affatto
non m’importava nemmeno di mio fratello -
io mi sentivo davvero un uccello.


THE STORM

I run to the forest for shelter
Breathless, half sobbing
I put my arms round a tree
Pillowed my head against the rough bark
Protect me, I said. I am a lost child.
But the tree showered silver drops on my face and hair.
A wind sprang up from the ends of the earth
It lashed the forest together
A huge green wave burst and thundered over my head.
I prayed, implored, “Please take care of me.”
But the wind pulled at my cloak and the rain beat upon me.
Little rivers tore up the ground and swamped the bushes.
A frenzy possessed the earth: I felt that the earth was drowning
In a bubbling cavern of space. I alone –
Smaller than the smallest fly – was alive and terrified.
Then, for what reason I Know not,  became triumphant.
Well kill me – I cried – and run out into the open.
But the storm ceased: the sun spread his wings
And floated serene in the silver pool of the sky.
I put my hands over my face: I was blushing
And the trees swung together and delicately laughed.


LA TEMPESTA

Correvo a cercar riparo nella foresta
senza respiro, quasi singhiozzando
abbracciai un albero, appoggiando la testa
sulla corteccia ruvida come su un cuscino.
Proteggimi, dissi. Sono una bambina smarrita.
Ma l’albero mi rovesciò sul viso gocce d’argento
e sui capelli. Dai confini della terra crebbe un vento
che squassò l’intera foresta
un’immensa onda verde mi esplose sulla testa.
Pregai, implorai, “Aiutami, ti prego.”
Ma il vento strappava il mantello, la pioggia mi batteva.
Sul terreno correvano fiumiciattoli a sommergere i cespugli.
Un delirio possedeva la terra: stava annegando, lo sentivo
in una gorgogliante caverna astrale. Io sola –
più piccola d’una minuscola mosca – ero viva, terrorizzata.
Poi, perché non so, urlai esaltata:
“uccidimi allora” e corsi all’aperto.
Ma la tempesta finì: il sole distese le ali
e galleggiò tranquillo nell’argenteo stagno del cielo.
Nascosi il volto tra le mani: arrossivo
gli alberi tutti insieme ondeggiarono e delicatamente
risero. 



IL VENTO IL RISO IL VOLO
Katherine Mansfield Traduzione e cura di Marcella Corsi

pp. 180 14x21 14,00 euro Petali lunari n.1
GALAAD EDIZIONI

 

15 commenti:

  1. Oh, finalmente! Una bella traduzione poetica per dei bellissimi testi poetici. Marcella Corsi ha gli strumenti per ricreare quella musica unica, apparentemente sommessa e invece sapientissima e raffinata, che hanno i testi della Mansfield. Aerea davvero e lieve, eppure capace di evocare immagini potenti. Il che mi conferma ancora una volta che per tradurre poesia si deve essere poeti. Dunque condivido con lei le sue idee sulla traduzione, che sono appunto le mie.
    Vorrei solo chiedere perché, in "in the Rangitaiki Valley" ha tradotto "the barren heart of the world" con "il cuore segreto del mondo". "Barren" significa "brullo, sterile", che appunto viene a vivere col bacio del sole. Curiosità di traduttrice.
    Grazie comunque di questa bella dimostrazione di eleganza e intelligenza (nel senso proprio di intelligere - capire, l'autore)

    RispondiElimina
  2. Bellissima traduzione, complimenti Marcella! E che scelta! Adoro Mansfield.
    erminia

    (magari posto qualcosa anche io dalla traduzione in volume antologico da Emily, Charlotte e Anne Bronte, del 1988)

    RispondiElimina
  3. Sweet blog! I found it while browsing on
    Yahoo News. Do you have any tips on how to get listed in Yahoo News?
    I've been trying for a while but I never seem to get there! Appreciate it
    Feel free to surf my page : thyroid issues

    RispondiElimina
  4. It's not my first time to visit this website, i am browsing this web site dailly and take fastidious facts from here every day.
    Here is my blog post ; vigrx

    RispondiElimina
  5. Way cool! Some extremely valid points! I appreciate you penning this write-up plus the rest of the website is also very good.


    Here is my weblog :: venapro pills
    Here is my web page :: venapro

    RispondiElimina
  6. Hello, the whole thing is going nicely here and
    ofcourse every one is sharing information, that's really good, keep up writing.
    Feel free to surf my page zetaclear

    RispondiElimina
  7. I want to to thank you for this wonderful read!! I certainly loved every little
    bit of it. I have got you book marked to check out new things you post…
    Here is my webpage - printing technology

    RispondiElimina
  8. Hi there, I discovered your web site by way of Google whilst looking for a related subject, your website
    got here up, it seems great. I've bookmarked it in my google bookmarks.
    Hello there, just changed into aware of your blog through Google, and located that it's really informative.

    I'm going to watch out for brussels. I will be grateful if you continue this in future. Many other people will likely be benefited out of your writing. Cheers!
    click the following website
    and Click That Link
    and Click on
    and also Click On this site

    Here is my blog hotwheelscars

    RispondiElimina
  9. When Ι originally commented I cliсκed the "Notify me when new comments are added" chеckbox аnd now
    еach time a comment is аdded I get three emails with the same сomment.
    ӏs therе аnу way you сan remove people frοm that ѕervice?
    Thanks a lot!

    my blоg Spencer Blank
    My page Spencer Blank,spencer blank

    RispondiElimina
  10. I'm really enjoying the theme/design of your weblog. Do you ever run into any web browser compatibility issues? A small number of my blog audience have complained about my blog not working correctly in Explorer but looks great in Chrome. Do you have any advice to help fix this problem?

    My site; spencer blank
    My weblog ; Spencer Blank,spencer blank

    RispondiElimina
  11. I savour, result in I discovered exactly what I used to be taking a look for.
    You have ended my four day long hunt! God Bless you man.

    Have a nice day. Bye
    Feel free to visit my web page ; eazol

    RispondiElimina
  12. What's up to all, how is everything, I think every one is getting more from this web site, and your views are nice in favor of new users.

    My webpage ... spencer blank
    Here is my homepage : Spencer Blank,spencer blank

    RispondiElimina
  13. It's truly very complicated in this active life to listen news on TV, therefore I simply use the web for that reason, and get the hottest news.
    Feel free to surf my web site management server dedicat

    RispondiElimina
  14. Just wish to say your article is as surprising. The clarity in your post
    is simply great and i could assume you are an expert on this
    subject. Fine with your permission allow me to grab your
    RSS feed to keep up to date with forthcoming post. Thanks a million and please continue
    the gratifying work.
    Here is my web blog ; detoxadine

    RispondiElimina
  15. Εxcellent post however , I ωaѕ wondeгing
    if you cοuld write a litte more on thіs
    subject? I'd be very grateful if you could elaborate a little bit more. Many thanks!
    Review my web site - online payday loans

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.