martedì 25 agosto 2026

Laboratorio Moltinpoesia di Milano. Archivio: Rendiconto 2011


di Ennio Abate

Pubblico il resconto delle attività del Laboratorio Moltinpoesia di Milano che scrissi nel 2011 su richiesta di Giancarlo Majorino, fondatore e presidente della la Casa della Poesia di Milano
 

«Questa nostra dottrina sarà forse accolta con un sorriso da coloro che, riservando alla massa del popolo i vizi propri di tutti i mortali, dicono che il volgo è in tutto sregolato, che fa paura se non ha paura, che la plebe o serve da schiava o domina da padrona, che non è fatta per la verità, che non ha giudizio, ecc. Invece la natura è una sola ed è comune a tutti… è identica in tutti: tutti insuperbiscono del dominio; tutti fanno paura se non hanno paura, e ovunque la verità è più o meno calpestata dai cattivi o dagli ignavi, specie là dove il potere è nelle mani di uno o di pochi che nell’istruire i giudizi non hanno di mira la giustizia o la verità, ma la consistenza dei patrimoni

         Baruch Spinoza, Trattato politico

 Il Laboratorio Moltinpoesia  ha iniziato le sue attività nel 2006. Il suo scopo -  rispondere alla crisi della poesia mobilitando le energie dei tanti che oggi scrivono o s’interessano di poesia con molta passione e poco o dubbio studio - fu chiarito nel primo  comunicato stampa del 12 marzo 2006.[1]

sabato 22 agosto 2026

SUL QUADRO AL 21 AGOSTO 2026

 


di Ennio Abate |Tabea Nineo


                                                               al centro l’albero vive ancora
                                                               ma in foglie  affumicate
contadino dimmi tu
come  inseguirai
l’animale in fuga dal passato
                                                               madamina cagnolina  signorina
                                                               quanti oh
 in alto poi si vedrà
                                                               il bianco è figura
                                                              voi suoi tatuaggi



lunedì 17 agosto 2026

Sui tentativi di ripensare la poesia di Lorenzo Calogero


 Sulla pagina FB di Luciano Aguzzi (qui) è comparsa un'attenta e acuta lettura del poeta calabrese "fuori norma" (anche nella vita) o "inclassificabile". La riporto in Appendice. Qui copio il mio commento e la replica di Aguzzi:

venerdì 14 agosto 2026

Raccomandazioni al Narratore


di Ennio Abate


narratore sii indulgente
nella luce tersa del mattino farai con me il percorso
da via Sichelgaita alla parrocchia di San Domenico

dopo le prime due curve in discesa
la serpentina in piano di via Avenia
che – fino al termine – ha a destra il muretto lungo e basso
e a sinistra finestre a pianoterra – tante e d’un verde oliva scuro
tutte chiuse ancora nel sonno

vedi come si precipitano gli occhi sulle cime
– quasi le toccano – dei nespoli a foglie larghe
cresciuti fin quassù dai giardini ombrosi sottostanti

vedi come  spio nelle camere
– qui le finestre son già spalancate –
delle palazzine (ultima la Clinica Laurenzi)
e nei riquadri di luce tra le loro facciate
l’orizzonte con il mare fosco in basso
e il cielo in chiaro altissimo

e quando sul ponticello della ferrovia
guarderai l’antro buio che inghiottì la suicida tradita dal marito
rallenta il ritmo del racconto

poi la discesa ripida falla di corsa
e ricomponi tu le impercettibili variazioni dei ricordi

ohi, la garitta della sentinella di turno alla caserma della polizia
Porta Rotese coi pietroni rinfrescati dal fruttivendolo che apre il negozio
il seminario arcivescovile
teatro immobile del fanciullesco e cattolico disastro di cui hai detto
fino al vicoletto cinque finestre  cinque inesplorati mondi 

finestra a pianoterra con grate e suono di pianoforte
con suore di Cristo Re e intraviste fanciulle

finestra – anch’essa a pianoterra – del cieco
che riconosceva i nostri passi di ragazzi
e c’intratteneva per avere un po' di compagnia

finestra in alto delle inafferrabili tre belle sorelle
ammiratrici e ammirate – che andavano al Magistrale

finestra da dove spiava monacale la sorella di C.
in carnale rotonda tristezza

finestra – due piani più su – dei M.
un subbuglio inquieto di quattro figli maschi e d’ira paterna

infine la scalinata di san Domenico
mattutina meta di noi ragazzini giocondi servitorelli di preti
mezzora prima già là, nella sacrestia lunga –
i muri bianchi altissimi un solo tondo di luce in alto


20 gennaio 2023