lunedì 9 marzo 2026

Nunzio Di Sarno

 


Eterna benedizione

 

Cosa porta chi se ne va

Cosa rimane a chi resta

Nella testa e nel cuore

O nel corpo che pure

Sussulta e pena

 

Costretti all’altalena

Tra “avrei fatto o detto”

E propositi di riparazione

Che la morte e la paura

Accendono per poco

A una coscienza flebile

Che poco dura

 

Santo è il pianto

Di chi ancora in vita

È riuscito a dare e a dire

E non lascia arenare

O andare a fondo

Il fuoco vivo e sacro

Di terrena trasmissione




Via Crucis

 

Croci che ci portiamo

Solo per farci vedere

Nel buio di costrizioni

 

Croci che vi portiamo

Per far quadrare conti

Che non torneranno

 

Croci nella carne viva

Che assorbe violazioni

E conserva il dolore

 

Croci di generazioni

Pregando che possa

Estinguersi ogni male

 

Croci da bruciare

Per illuminare le vie

Per le resurrezioni




* Nunzio Di Sarno è docente e psicologo. Ha pubblicato tre raccolte di versi: Mu (Oédipus, 2020), Wu (Bertoni 2021) ed Ellenika (Eretica 2023). Suoi articoli e poesie sono presenti su diversi blog, siti e riviste. Mu project è un progetto di poesia, video, musica e immagini, che porta avanti da alcuni anni su siti e social.

sabato 7 marzo 2026

giovedì 5 marzo 2026

domenica 1 marzo 2026

Su "Contemplazione, distrazione” di Paolo Valesio

 


Paolo Valesio, “Contemplazione, distrazione”, (Bohumil Edizioni), 2025

di Emma Pretti

 

Con questa sua ultima raccolta di poesie Paolo Valesio ci consegna un'opera di piena maturità che si sviluppa tra due cardini, include come cifra fondante la tensione tra due poli dell'esperienza moderna: da un lato la ricerca di senso e silenzio propria della contemplazione, dall'altro la dispersione della concentrazione tipica della vita contemporanea che crea continue contaminazioni, intersezioni, declassamento delle emozioni e del pensiero in caotici " regni intermedi" come li definisce appunto Valesio, all'insegna della rapidità, mediamente purgatoriali, universi da noi stessi creati pieni di specchi e distrazioni, fin troppo adiacenti e comunicanti tra loro, trasmettitori incessanti di nozioni, dati sensibili, informazioni esterne che spesso si accavallano e contraddicono, in una rete di notizie e rapporti che non creano un vero pensiero conoscitivo, ma paradossalmente solo superficialità, solitudine e isolamento.

giovedì 26 febbraio 2026

Doveva essere il 1943

 




di Ennio Abate


il  medico di paese visitò
un bimbo  magro facile ad ammalarsi

osservate i pagliaccetti
i palloni a fette colorate

sul bianco febbre del suo pigiama

e pensate 

sul bianco freddo della neve
che fuori a dicembre di sicuro cadeva
sui soldati  morenti 

nessuno sapeva la fine
il destino

lunedì 23 febbraio 2026

Tu si na malatia, Poesia!



Un commento al post sulla pagina FB di Anna Leone *

di Ennio Abate

o poesia, o poesia,/ perchè non rendi poi/ quel che prometti allor? perchè di tanto/ inganni i figli tuoi?

sabato 14 febbraio 2026

Quando un poeta muore, meglio tacer

 



di Ennio Abate


"La maggior parte dei morti tace.
Non dice più niente.
Ha - letteralmente - già detto tutto.
Per i poeti non è così.
I poeti continuano a parlare."

E come succede ‘sto miracolo?
I poeti, come tutti gli altri
se morti, tacciono.
E, a rigor di logica, sono sempre i vivi
che continuano a parlare
dei poeti o dei loro  versi.
Ma anche degli altri morti.

E solo in sogno
solo se esce 48
"'O muorto [...] pparla".