mercoledì 29 giugno 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Lucio Mayoor Tosi
Sposi del mare
(A pranzo con gli sposi)
Quanto mare negli occhi, quanto silenzio nelle stanze
quanto fragore le onde dei respiri nelle notti d'amore
dove so di trovarti come in un bacio lungo tre giorni
e tre notti.
Sposi come sirene e sogni, come non posso abbandonarti
non ora e non ora ancora. A che pensi? Piove sempre
e fa ridere come le poesie d'amore nei centri commerciali
quelle che scrivo tatuandomi i polsi col quaderno.
Va bene, me ne sto parallelo come le labbra. Sposo anch'io
e con la sposa bianca. Come sopra un rametto di ribes.
domenica 26 giugno 2011
SCRIVERE AL PRESENTE
Ennio Abate
poesia, guerra, poesia, guerra...
10 dic. ’04
[Leggendo "Le monde diplomatique/il manifesto" novembre 2004]
dovrà pure un poeta occuparsi dei mercenari
che oggi in Irak fanno gli assassinii chiamati «sporchi»
dovrà pur rivedersi adolescente dallo sguardo perso
di fronte alle illustrazioni di Giovanni Acuto
o del corroso marmo (bronzo?) del Gattamelata,
quando l’amore per l’arte e la bellezza
gli celavano su quanta morte e luttuosi eventi
poggiava la bella forma immobilizzata
del cavallo che avanza e del suo eretto condottiero
sabato 25 giugno 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Anonimo
Ode al nipotino Riccardo
Quelli in rima con Riccardo
sono antenati di riguardo.
Io che son quasi vegliardo
glieli allineo sul biliardo:
vedi il Prim Cuordileone:
beh, non era un sarchiapone.
Qui davanti arriva un dardo
l’ha lanciato il gran Baiardo.
Sotto vento c’è il Guiscardo
re furbastro mai codardo.
giovedì 23 giugno 2011
SEGNALAZIONE
Anna Cascella Luciani
Tutte le poesie Gaffi Editore 2011
non avere illusioni
è illusione più grande
di tutta l’acqua di tutti
i mari - più immensa
del passaggio dei cetacei
nei loro oceani meravigliosi
- più bizzarra dei giochi
dei delfini al largo
delle spiagge di Goa -
proposito più esitante
dei più timidi banchi
di pesci tra coralli
e gorgonie - più facile
che la palma dia datteri
in una fredda nazione -
che il deserto dia acqua -
che il vento non muti
il profilo di dune -
convalescenti ribelli
riaprono gli occhi - riprendono
lingua - pronunzia e libere
da gessi da bende i loro
frantumi mosaici di sempre
della sfera del mondo -
di Anna Cascella Luciani
(2009)
—————–
Anna Cascella Luciani è nata a Roma nel 1941. Dagli anni Settanta, le sue poesie sono apparse in numerose riviste ed antologie tra le quali Nuovi Argomenti, Salvo Imprevisti, Poesia ed altre. Le sue poesie sono state tradotte anche in Spagna, Germania, Scozia e Quebec. Per la Rete Tre di Radio RAI ha scritto il dramma Bolero e ha recensito narrativa e poesia per la letteratura inglese e americana. Pur essendo tra gli autori più apprezzati dai lettori di poesia, i suoi libri sono ormai introvabili. Con Piccoli campi ha vinto il Premio Sandro Penna e il Premio speciale Procida-Elsa Morante.
* da http://poesia.blog.rainews24.it/2011/06/04/tutte-le-poesie-di-anna-cascella-luciani/
mercoledì 22 giugno 2011
LETTURA CONSIGLIATA
(Da Paolo Pezzaglia)
Canto
Procediamo coi nostri carretti carichi di ferraglia. Grandi ruote di legno scricchiolanti sui cerchi di metallo. Animale fatica, senza vedere dietro la curva. Là c'è la guerra carrettiere Arjuna, e i tuoi alfieri... solo falsi compagni di strada, destinati alla sconfitta e all'irrisione dei nemici? Suonano essi corni e mostruose conchiglie, sembrano malvagi ed invincibili. - Solo contrapposti per gioco - Dice il beato nel suo canto(*). (*) è il Canto del Beato (Baghavad Gita)
SEGNALAZIONE
Christine Koschel
Rivista di poesia e filosofia
V.le Veneto 23 - 26845 Codogno (LO)
Tel. 0377 - 30709
Ed. Vicolo del Pavone
C O M U N I C A T O S T A M P A
Codogno, 10 giugno 2011
È stato pubblicato in questi giorni il volume di Christine Koschel, Nel sogno in bilico, a cura di Amedeo Anelli, per i tipi di Mursia, nella collana Argani diretta da Guido Oldani. La nostra redattrice Christine Koschel è fra i maggiori poeti tedeschi del Secondo Novecento;
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Roberto Maggiani
Ad minus erronea in Fide
Il giorno 22 giugno 1633, dopo essere stato nelle carceri del Santo Uffizio, nella Sala capitolare del convento domenicano adiacente alla Chiesa di Santa Maria sopra Minerva (presso il Pantheon), viene letta in italiano, a un Galileo inginocchiato, la sentenza sottoscritta da sette inquisitori su dieci. Sperando di fare cosa gradita, nell'anniversario di tale evento, propongo qui, al riguardo, un mio testo poetico: |
Ad minus erronea in Fide.
Così era considerato in teologia il pensiero
che la Terra non fosse centro del mondo, né immobile.
Questione di fede e potere
se furono attuate censure e pene
nel nome di Nostro Signore
e di sua Madre la Vergine Maria:
E acciocché questo tuo grave e pernicioso errore…
… non resti del tutto impunito…
Ordiniamo che per pubblico editto sia proibito il libro
de’ Dialoghi di Galileo Galilei...
E così diciamo, pronunziamo, sentenziamo, dichiariamo,
ordiniamo e reservamo in questo
e in ogni altro meglior modo e forma
che di ragione potemo e dovemo.[1]
martedì 21 giugno 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Raffaele Ciccarone
Post
andavano dentro o fuori
questo non si capiva
giravano forse attorno
prima cerchia o seconda
se prendi la mappa si capisce
le case non si vedono, quelle
canaline disegnate sono strade
il sole brillava assai-
poco vuoi cortina nebulosa
vuoi cappa plexigassosa
di gas o fumi gasati profumati
merito dei mezzi o tutti interi
circolanti; i polmoni o mantici
non più efficienti desueti
lavoravano a basso regime
prossimi a dismissione
prepensionamento o pensionamento
ma prima si deve far quadrare i conti
e poi tanto, tanta aria
a chi serve ancora?
giovedì 16 giugno 2011
CRITICA (DEI COSTUMI LETTERARI)
Samizdat
AAA Critici «guastafeste» cercansi
Lunedì 13 giugno, ore 20,45. Alla Libreria popolare di via Tadino (Milano) c’è stato il primo incontro della «Festa del Novantatrè in due Movimenti a cura di Biagio Cepollaro e Paolo Gentiluomo» per lanciare l’antologia poetica del Gruppo 93 appena pubblicata. Per chi ignorasse la storia dei gruppi letterari italiani, esso nacque puntualmente trent’anni dopo il suo predecessore più famoso ed editorialmente e accademicamente pompatissimo, il Gruppo 63 (Sanguineti, Balestrini, Eco, Pagliarani, etc.). In un rapporto – questione questa controversa - di competizione e/o filiazione con il primo. Ci sono andato, vincendo alcune resistenze. Quali? Ve le dico subito.
martedì 14 giugno 2011
DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Massimo Guidi
Non si sa dire più
Non si sa dire più
di quanto già si dica,
e si dice per dire,
come non si dicesse.
Si dice per non dire,
forse, dicendo ancora
ciò che si sente dire
e tutti sanno dire.
Così, chi dice, dice
e non fatica a dire,
o parla senza dire,
dicendo e già tacendo.
* Notalunedì 13 giugno 2011
SCRIVERE AL PRESENTE
Rita Simonitto
Sulla velocità del tempo
e la poesia
come tentativo di presentificare l’assente
A volte, e non solo a volte, la velocità del tempo e degli eventi supera le nostre misere risorse per cui facciamo davvero fatica a starci dietro: dopo pochi giorni ciò che avevamo in animo di dire sembra essere già in via di superamento, nel senso che dell’altro ha preso quel posto.
Proprio in risposta a questa situazione di continuo (anche se a volte apparente) superamento dei fatti, io tento di intervenire utilizzando il dire poetico, ovvero tento di rappresentare attraverso di esso (poi non so con quali risultati) le sensazioni, i ricordi e le riflessioni che mi sono state sollecitate nell’immediato da quel particolare evento. Il quale, a questo punto, cessa di essere delimitato/definito da un nome, o da una situazione ‘precisa’ (a meno che questa stessa non richieda esplicitamente di essere nominata) e si trasforma invece in un personaggio, in una “funzione rappresentativa”. In questo modo, la poesia ricorda a me quel singolo momento e al lettore momenti analoghi in cui si sono verificate quelle specifiche congiunture.
Il problema che si pone, e che è un grosso problema, è quello di riuscire ad esprimere nel particolare una risonanza universale. Credo sia questa una delle funzioni della poesia. Qui rimane lo sforzo della memoria storica personale/collettiva affinchè il tempo che passa non si trasformi in un tempo ormai senza parole. Con tutta la pena che il ricordo comporta quando si rapporta con la luce della verità, ma anche il confronto con l’abuso del ricordo come arroganza o melanconico rifugio. [R.S.]
Illusioni perdute
Immagina che venga giorno, anche se mutevole di sole
e di equilibri stanco e di promesse. E che ogni senso
tenda ancora antiche corde irriconoscibili a dirsi
e sleghi ipotesi di nebbia a pali ormai vetusti.
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