martedì 10 maggio 2011

DIZIONARIETTO MOLTINPOESIA
Matteo Schifanoia
Una poesia
da "La campagna nuova"












Le adolescenti delle campagne
sono utilizzate dai genitori
per gettare il secchio dell’immondizia.
Escono di casa in tuta
con il viso soffice che scalda l’aria
e i passi leggeri della giovinezza,
le più forti
reggono anche un sacco per mano,
le più carine
quelle fatte per passeggiare in centro
a malo modo ne portano uno
gettandolo con fatica e negligenza,
quelle cercheranno una vita comoda.

Nelle campagne a quella età
le ragazze già cominciano
a fare i lavori di casa,
a pulire la cucina, spazzare per terra,
fare la lavatrice e stirare,
che il cibo quello no,
è compito della madre,
che il padrone di casa è esigente
la sera a cena
dopo una giornata dura di lavoro.
Qualcuna di loro è già donna,
si vede dai visi imbarazzati e freschi
dagli occhi che hanno
l’ansia della scoperta,
la lucidità dell’inesperienza.
Altre sono ancora figlie di casa,
troppo simili alle proprie madri,
senza atteggiamenti sensuali
né coscienza della propria femminilità,
in attesa che l’istinto
cominci a cavalcare i sensi.
Queste buttano via il secchio
come fosse un gioco,
stando attente ad attraversare
la strada come predicato dalla madre,
in un atteggiamento
di svogliata fanciullezza e trascuratezza,
le altre invece
mettono in quel gesto
Matteo Schifanoia
l’abilità e la determinazione
della donna,
il fiuto del cuore
che come una rondine impazzita
va in cerca di emozioni e cieli.
Nel gettare il secchio dell’immondizia
in questo gesto
apparentemente sporco e fastidioso
è possibile cogliere
nelle adolescenti
la complessità profumata della donna,
per un attimo
l’innocenza che comincia a perdersi
nel labirinto della vita.
Matteo Schifanoia

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