mercoledì 14 marzo 2012

Hans Jonas
L’isola della verità


Ci condussero in un boschetto di tigli in fiore
su un’isola al di là del mare abitata da uomini bianchi.
E ci dissero: «questa è l’isola della verità,
qualunque cosa toccate diventa verità. Ed essa è. Per sempre».

Fu così che toccai il prato verde. Ed esso divenne prato verde.
Poi toccai il cielo con un dito. Ed esso divenne cielo azzurro.


«Davvero, qui è tutto fantasmagorico!» – esclamai come in estasi –

E gli uomini bianchi risposero in coro:
«Non ci sono filosofi né poeti perché tutto quel che c’è c’era già
non abbiamo bisogno di esistere perché siamo già
ciò che l’esistenza mai ci darà».

Fu allora che incontrai gli uomini senza volto.
Erano alla fermata della Metro B dell’Eur
avevano il bavero alzato, la sciarpa sul mento
e non c’erano occhi sotto il cappello…
e chiesi: «è qui che abita il signor Ostrovskij?»,

«Sì, siamo stati insieme a Siracusa…
alla grande porta di ferro, che poi cedette alle catapulte…»
- mi rispose un uomo senza volto -

Fu a quel punto che mi vennero incontro gli uomini senza ombra,
immersi fino alla cintola nel fiume limaccioso.
Io guardavo dritto in faccia il loro occhio di vetro
e guardavo in basso cercando la loro ombra.


«È tra di voi Ostrovskij?», - chiesi senza convinzione -
ma quelli capirono che ero uno straniero
e guardavano a terra la sagoma
della mia ombra…

Eravamo fermi alla fermata del bus, nel quadrivio,
mentre il semaforo lampeggiava il rosso…


 (Traduzione di Donata De Bartolomeo)







2 commenti:

  1. Grazie per il bel testo di Hans Jonas...vi ho scoperti per caso e sono alla ricerca di con
    fronti (scrivendo anchj'io, poesie).

    RispondiElimina
  2. marina massenz19 marzo 2012 17:05

    breve stralcio per avere un'idea dell'autore, ma questi versi mi hanno molto colpito, li trovo speciali...

    Grazie. Marina Massenz

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.