mercoledì 5 dicembre 2012

Ennio Abate
Rileggendo «I poeti del Novecento»
di F. Fortini (1)


Inizio, con questa scheda di lettura, una sorta di ripasso in forma di brevi sunti o di commenti ragionati sui vari capitoli di questo, che è stato uno dei miei libri di formazione. Tenterò mano mano anche dei confronti con altri autori che  si sono occupati della poesia italiana del Novecento fino ai nostri giorni. Benvenuti suggerimenti e critiche. [E.A.] 

Questo excursus storico-critico è stato pubblicato dall’editore Laterza nel 1977 ed è uno dei volumi (il 63°) della LIL (Letteratura Italiana Laterza). Fortini tratta in 4 capitoli: - l’età espressionista (Lucini, futuristi,  i lirici come Boine, Jahier, Sbarbaro, Bacchelli, Campana, Rebora, Onofri e Valeri); - la figura di Umberto Saba; - l’ età che va da Ungaretti agli ermetici (Cardarelli, i «moderni» come Quasimodo, Penna, Bertolucci, gli ermetici come Fallacara, Betocchi, Parronchi, Bigonciari e Gatto, l’antinovecentismo, il dialetto e Tessa); -  Montale e l’esistenzialismo storico ( Pavese, Noventa, Montale, Luzi, Sereni, Erba, Caproni, Fortini, Pasolini, Leonetti, Roversi, Giudici, Risi); le avanguardie e il presente (la neoavanguardia, Zanzotto e alcune brevi note sui “giovani”di allora).

lunedì 3 dicembre 2012

Pasquale Vitagliano
Poesie



Da Amnesie amniotiche (Lietocolle, 2009)

Un’altra vita
E’ comparsa inattesa,
come una crepa,
sul bordo del tavolo,
nell’angolo;
come per caso,
presa di taglio
da una luce fredda,
come una resa:
l’inattesa scossa,
il tuffo, l’idea
che questa
è un’altra vita.



domenica 2 dicembre 2012

Ennio Abate
Su un’intervista a Guido Oldani
a proposito di «realismo terminale»


L'intervista in questione è a cura di Amedeo Anelli e si legge qui sotto in Appendice. (E.A.) 

I poeti  sono gente strana, si sa. Hanno il vizio del “mestiere”: partono  appena possono per la tangente della metafora. Che è - diciamolo - un bel vizio. Permette un assaggio di libertà e felicità. Ma di metafora non si vive, non di sola metafora son fatti i discorsi e specialmente i dialoghi in cui la gente in carne ed ossa s’impegna per raccapezzarsi innanzitutto sulle cose complicate del mondo.  Quel che trovo strano (e che un po’ m’indispettisce, perché in fondo li sento complici del marasma che ci  agita peggio della bufera infernale che trascinava Paolo e Francesca nel V dell’Inferno) è quando i poeti usano paroloni complicati e metafore “spinte” anche fuori dalle loro poesie. Quando, insomma, continuano a fare i poeti anche quando scrivono un saggio o un discorsetto rivolto alla cosiddetta gente comune. Qui ti aspetteresti, appunto, di  dialogare e ragionare con loro su un argomento qualsiasi, di sentire risposte azzeccate alle domande che gli fai. E non soltanto e ancora  accelerazioni, sorpassi e virate mozzafiato sempre sulla stessa Autostrada della Metafora, che conduce non si sa dove.

giovedì 29 novembre 2012

LABORATORIO MOLTINPOESIA

a cura di Ennio Abate

Incontro del 4 dicembre 2012, ore 18
  

L’amore e quantoamore nelle opere
di William Shakespeare
ovvero di
John Florio, Italiano, Siciliano, Messinese?
Un gioco delle carte condotto da
Giuseppe Beppe Provenzale
  
Palazzina Liberty
Largo Marinai d’Italia 1
Milano
(ingresso libero)

mercoledì 28 novembre 2012

Lidia Are Caverni
Poesie




Da “un inverno e poi… 1985:

Davanti a una statua

Lembo di pietra
in cui la forma
disfa
o si compie
prolunga in un’altra
immagine
braccia che in nuvola
protendono
Dafne in fuga
davanti al proprio io
segreta dualità
dell’essere
Veste sollevata
sul mistero
dell’eternità.

Giorgio Linguaglossa
Leggendo la poesia
di Roberto Piperno




Poiché in questa recensione su Roberto Piperno Linguaglossa fa riferimento alla discussione che, a varie voci, si è svolta su Tranströmer  e i poeti italiani del secondo Novecento,    segnalo che essa è reperibile qui [E.A.]
Roberto Piperno Sala d’attesa Campanotto, Udine, 2006
Roberto Piperno Esseri Edizioni Istituto Italiano di Cultura, Napoli, 2010

Leggendo la poesia del romano Roberto Piperno (classe 1938) sorge spontanea l’esigenza di fare una precisazione: la poesia va interrogata, alla poesia non bisogna chiedere Nulla... ma non per una sua presunta «superiorità» ma proprio perché essa rimane muta e sorda di fronte alle richieste di chi vuole applicarle la stampigliatura del prezzo, del sublime, del de-sublimato, della follia, dell’impegno, del ritorno al privato, del concerto eufonico, etc. Ma il fatto è che per INTERROGARE la poesia occorre possedere una DOMANDA da porle; è la DOMANDA che fa squillare la RISPOSTA della poesia, non la richiesta. E anche la richiesta di voler sapere a che cosa serva la poesia è piuttosto indice di una mentalità borghese e impiegatizia, come se noi dicessimo a un matematico a che cosa servano quelle strane equazioni con otto incognite. A tali richieste non c'è risposta plausibile e possibile, tranne uno squillante silenzio. Se ci chiediamo a che cosa serva una immagine della poesia di Transtromer, l'unica risposta possibile è il silenzio.

lunedì 26 novembre 2012

SEGNALAZIONE

Tabea Nineo, Partenti

Mercoledì 28 novembre ore 21.00
Libreria Popolare di via Tadino, 18 -  Milano 

MINISEMINARIO PORTATILE
su

«Per una poesia esodante. Sulla ex-piccola borghesia o ceto medio in poesia»

di Ennio  Abate


Ci vuole - e qui torno alla mia posizione -  un esodo dalle forme istituzionali consolidate. Non si scappa. Nell’ Egitto  del servilismo e della subordinazione non si costruisce per l’esodo, per il noi possibile. La forma provvisoria dei laboratori (dal foglio  personale, alla rivista povera, al foglio volante, al sito anticonformista su Internet, alla rivista “carbonara” accolta in qualche piega istituzionale) è quasi d’obbligo oggi, se non si vuole restare nella nicchia di un privato ampiamente colonizzato o aggregarsi ai potentati che controllano ottusamente una sfera pubblica devastata.

Intervengono:
Ennio Abate, Luca Ferrieri, Paolo Giovannetti, 
 Ezio Partesana, Donato Salzarulo

Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l.- Via A.Tadino,18 - 20124 Milano Tel.02 2951 3268 libreriatadino@yahoo.it
La libreria è raggiungibile con: MM Linea 1, stazioni di Porta Venezia o Lima; con i tram N.9 fermata di Porta Venezia;
N.1 fermata Settembrini/San Gregorio; N.33, fermate Tunisia o Regina Giovanna/Buenos Aires;
autobus 60 fermate Lima o Benedetto Marcello

Ennio Abate
Fortini ricordato nel 2012
a chi non lo conosce
(e agli smemorati).


Pubblico la lezione che ho tenuto nell'ambito del PaviArt Poetry svoltosi le locale di Santa Maria Gualtieri di Pavia dal 23 al 25 novembre (qui). [E.A.]



Chi era Fortini?

«Un  bel volto caparbio, occhi chiari e indagatori, sobrie le movenze, cappotto blu e taccuino di appunti sotto mano. Siamo prima di tutto il nostro corpo, ed egli si teneva riservato, in guardia, nella sua bella persona, senza concedersi alcuna eccentricità. Non si finse metalmeccanico nei cortei operai né ragazzino fra gli studenti in corsa né un quidam de populo se lo fermava la polizia. Mai si lasciò catturare da un’establishment e mai si travestì da emarginato. Era stato povero, aveva tirato la vita e accumulato saperi con tenacia e diletto, sapeva di essere quello che era. Non si lasciava andare, le sue famose collere erano meditate, gli interventi brevi e mirati; non espose mai tormenti che non fossero della ragione. Salvo forse la pena dell’invecchiare. […] Nel declinare del secolo e dell’esistenza gli era caduta addosso una stanchezza. Non smise di scontrarsi - era un cavallo da combattimento […] E non c’era osso che non gli dolesse al dubitare degli esiti, non della verità, del suo pugnare - il vero, la verità la mia verità, le nostre, ricorrono nei suoi scritti in opposizione al nulla, il niente cui gli appariva trascinato il mondo. […] Rompeva sperati dialoghi e imprese comuni - imprese di ricerca, dunque politiche, dunque di ordine morale, dunque non negoziabili. Che politica ed etica non si potessero separare era un comando della sapienza ebraica e di quella cristiana, le assumeva tutte e due. Non c’è operare lecito se non mira a un più di umanità, a che l’uomo, come scriveva ai posteri il suo amato Brecht, sia finalmente amico dell’uomo».

venerdì 23 novembre 2012

Prossimo incontro
del
Laboratorio Moltinpoesia

alla Libreria Linea d’ombra di Milano

Lunedì 26 novembre 2012 ore 17,30

Futuristi: precursori e testimoni. Di cosa?

Introduce Giorgio Mannacio

Gli incontri curati da Ennio Abate e Giorgio Mannacio sono aperti a tutti

Libreria Linea d’ombra
Via San Calocero 29 Milano
Telefono: 028321175
Fermata MM  Linea verde Sant’Agostino

giovedì 22 novembre 2012

SEGNALAZIONE


Biblioteca comunale di Milano e Milanocosa 
invitano a
PortaperNoi

26 novembre 2012 – ore 17,30

Palazzo Sormani – Sala del Grechetto, Via Francesco Sforza 7

Presentazione degli Atti del Convegno del 9 dicembre 2009
Il giardiniere contro il becchino - Memoria e (ri)scoperta di Antonio Porta

a cura di Adam Vaccaro Milanocosa Edizioni, Luglio 2012
Con contributi di: Francis Catalano, Gio Ferri, Gilberto Finzi, Niva Lorenzini,John Picchione, Maria Pia Quintavalla,  Stefano Salvi, Alessandro Broggi, Italo Testa, Gianni Turchetta, Adam Vaccaro, Patrizia Valduga, Giuliano Zosi E la partecipazione di: Rosemary Liedl Porta e Mario Bertasa che interverranno su Poesie in forma di cosa,  Edizioni del Foglio Clandestino, 2012 Info: Associazione Culturale Milanocosa – c/o Adam Vaccaro, Via Lambro 1 – 20090 Trezzano S/N T. +39 02 93889474; +39 347 7104584 – E-mail: info@milanocosa.it; adam.vaccaro@tiscali.it Ufficio Conservazione e Promozione Biblioteca Comunale Centrale – C.BiblioPromozione@comune.milano.it